![]() n°13 del 26 giugno 1999 |
SCHEDAUjamaà, mediazione al femminile |
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opo la chiusura di Shangrillà, è forse la sola associazione interetnica trentina, senzaltro la prima al femminile, composta comè da donne italiane e straniere. Il Centro Interculturale Ujamaà ("Insieme" in lingua swaili) è sorto ufficialmente nel 1997 grazie al progetto elaborato da un gruppo di donne in collaborazione con lAssessorato alle Attività Sociali del Comune di Trento, al Coordinamento donne, alle Acli, e alla Fidapa (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari). Le operatrici del Centro, che hanno seguito un apposito corso di formazione, si propongono di dare visibilità alla presenza delle donne straniere, che in Trentino sfiorano ormai il 40% degli immigrati (dunque, circa 5.000 presenze), valorizzando la loro cultura, favorendone lintegrazione sociale e difendendo i loro diritti con uno strumento, appunto, specificamente riservato alle donne. Rosario Oquendo, originaria dellEcuador, in Italia da quasi trentanni, ci illustra le iniziative con cui Ujamaà persegue questi scopi: "Organizziamo incontri pubblici, conferenze, dibattiti, anche cene interetniche, e soprattutto, a partire dal febbraio del 98, abbiamo messo a disposizione delle donne straniere un servizio gratuito di informazione e orientamento in grado di dare una mano nel campo sociale, legale, sanitario, lavorativo; o direttamente, o indirizzandole allufficio competente per questioni quali i permessi di soggiorno, laccesso ai servizi sanitari, linserimento scolastico dei figli, laccesso al lavoro, i diritti sindacali, ecc. Il tutto in contatto col Coordinamento Lavoratori Immigrati della Cgil, lUfficio Stranieri della Questura, e i vari uffici della Provincia: non un puro lavoro di traduzione, quindi, ma unopera di mediazione culturale, indispensabile non appena si sono risolti i problemi della prima accoglienza". Lo sportello, provvisoriamente ospitato presso il Coordinamento Donne in via Stoppani a Trento, è aperto due giorni in settimana (martedì e giovedì, dalle 16.30 alle 18.30) e vi lavorano complessivamente quattro operatrici volontarie, che "coprono" sia larea islamica che quella latino-americana. Fra le iniziative in programma per il futuro, particolarmente interessante listituzione di "unità di strada, in collaborazione con la Lila, per intervenire sul tema della prostituzione. "Senza alcuno spirito missionario, di redenzione - precisa Rosario Oquendo - Ci proponiamo semplicemente di fornire a queste donne informazioni, possibilità di appoggio, unopportunità in più". |
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