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Mi hai offeso? Paga!

L’offesa all’onore va risarcita, anche se non è reato.

Secondo l’articolo 2059 del Codice civile il danno non patrimoniale (morale) deve essere risarcito solo nei casi determinati dalla legge. A sua volta, l’articolo 185 del Codice penale stabilisce che ogni reato, che abbia cagionato un danno, patrimoniale o non patrimoniale, obbliga al risarcimento.

Fino al 2003 la giurisprudenza si è regolata di conseguenza: se c’era reato condannava a risarcire anche il danno morale, altrimenti liquidava solo il danno patrimoniale. Nel 2003 sono però intervenute due sentenze della Corte di Cassazione e una della Corte Costituzionale che hanno superato l’interpretazione restrittiva dell’articolo 2059 del Codice civile. Ora la Corte di Cassazione, terza sezione civile, fa un ulteriore passo avanti in materia di ingiuria e diffamazione (vedi "Diritto e Giustizia" n° 19 del 14 maggio 2005, pag. 38-42), affermando che il comportamento di chi ingiustamente denigri un soggetto agli occhi di un suo superiore gerarchico, provocando conseguenze negative sul patrimonio, sulla salute, sull’immagine sociale e sull’onore dell’interessato, viola il principio del "neminem ledere" (non nuocere ad alcuno): deve quindi risarcire i danni provocati, anche se la sua condotta non integra i reati di ingiuria o di diffamazione. In altre parole, il danno morale non è soggetto al limite di cui all’articolo 185 del Codice penale, non presupponendo la qualifica del fatto illecito come reato.

Dopo l’entrata in vigore della Costituzione (ma perché hanno aspettato mezzo secolo?) i diritti inviolabili della persona non aventi natura economica esigono una tutela al massimo livello di riparazione del danno morale. E’ una sentenza che farà discutere ma a mio giudizio deve ritenersi sostanzialmente giusta.

Dello stesso parere è il magistrato Lia Affinito che la commenta (ibidem, pag. 35-37).

Il magistrato Marco Rossetti è invece perplesso (ma non nel senso che non approvi i principi affermati nella sentenza ) e ne critica la motivazione che aprirebbe molti problemi interpretativi. In sostanza, la Corte di Cassazione poteva essere più chiara e proporre una motivazione più convincente, tanto che il titolo del suo articolo dice: "Danno morale, c’è ancora molto da fare; col nuovo corso l’articolo 2059 cc è un guscio vuoto"

Io non sarei così drastico. Certo, c’è ancora molto da fare, ma è ribadito che l’onore è un diritto costituzionalmente garantito e va tutelato al più alto livello. Di questi tempi "spazzatura" non è poco.

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