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Cara, carissima banca

E inoltre: costi RcAuto, vertenza Trenitalia, statistiche edulcorate, e altro ancora.

Da Rovereto ci chiedono cosa si può fare per fronteggiare l’offensiva delle banche straniere, e come intervenire per ridurre gli alti costi dei servizi bancari .

L’Italia è un paese di bengodi per le banche estere come la BNP Paribas, che ritiene di venire a colonizzare il mercato ghigliottinando 3.500 lavoratori della BNL, senza peraltro abbassare gli elevatissimi costi dei conti correnti bancari, tra i più elevati del mondo. Infatti BNP Paribas, che in Francia applica costi dei servizi pari a 100 euro annui circa, in Italia vorrebbe praticare tariffe 4 volte superiori come quelle attualmente applicate dalla BNL. Che fare?

Occorrono anzitutto drastiche diminuzioni dei costi dei conti correnti di almeno il 30%, abrogando le spese di chiusura dei c/c e di trasferimento titoli. Poi bisogna semplificare le procedure relative al passaggio da banca a banca, mantenendo il proprio numero di conto corrente. I costi complessivi del c/c hanno fatto guadagnare al sistema bancario, soltanto nel 2005, oltre 10 miliardi di euro di maggiori utili.

Inoltre si dovrà modificare, con la nuova legislatura, la legge sul risparmio: superando, prima di tutto, il condominio Bankitalia-Antitrust sulla competizione di sistema, inasprendo le pene sul falso in bilancio, nonché il voto segreto per la designazione delle cariche nei consigli di amministrazione; infine, superando l’articolo 118 del Testo Unico Bancario, che permette alle banche di variare le condizioni dei costi dei servizi semplicemente attraverso la loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e non con comunicazioni ai singoli clienti.

Attualmente la possibilità da parte degli utenti di recedere dai contratti con le banche senza pagare pesanti penali, in caso di aumenti sfavorevoli delle condizioni, è esercitabile solo entro 15 giorni dalla comunicazione degli aumenti stessi. Ma, come abbiamo detto, ormai le banche comunicano gli aumenti tramite la Gazzetta Ufficiale, rendendo così praticamente impossibile poter "uscire" senza oneri, in quanto è ben difficile che un cittadino legga abitualmente la Gazzetta Ufficiale.

Le banche hanno giustificato tale prassi con l’affermata impossibilità di poter individualmente informare i clienti delle variazioni sfavorevoli, cosa che invece fanno tanti altri fornitori di servizi quali quelli delle telecomunicazioni, che provvedono regolarmente alle comunicazioni individuali.

Le banche, senza alcun problema, inviano altre comunicazioni individuali ai loro clienti, come ad esempio gli estratti conto, dal cui invio fanno derivare effetti di impugnabilità delle scritture contabili riportate. Insomma, per le banche l’applicazione della legge è resa difficoltosa dagli effetti sfavorevoli per le banche, mentre è agevole quando essa contiene degli effetti a loro favorevoli.

La Federconsumatori, nel mese di febbraio, ha chiesto al Comitato Interministeriale Credito al Risparmio di imporre alle banche di procedere ad una comunicazione individuale delle condizioni sfavorevoli, onde consentire agli utenti il diritto a recedere dai rapporti e così indirettamente favorendo la concorrenza ed il libero mercato.

A ssicurazione auto: continuano gli aumenti. B. N. di Trento ci chiede in base a che cosa le assicurazioni auto continuano ad aumentare malgrado gli incidenti siano diminuiti.

Non è sufficiente che l’incidentalità negli ultimi anni sia decisamente diminuita (dal 15al 20%) per la patente a punti, né che i profitti delle compagnie siano arrivati alle stelle, e così, grazie al famigerato decreto "salva-compagnie" (i cui padrini sono stati il ministro Marzano e l’accordo siglato da alcune associazione dei consumatori) continuano ad aumentare le tariffe RcAuto che colpiscono duramente i neopatentati diciottenni.

RCA 18 anni 2004 RCA 18 anni 2006 Variazione %
Milano Roma Napoli Milano Roma Napoli Milano Roma Napoli
compagnia 1 2.009,92 2.273,81 2.499,00 2.125,68 2.498,62 2.820,70 6% 10% 13%
compagnia 2 1.421,06 1.743,98 2.272,60 1.625,61 2.074,36 2.642,19 14% 19% 16%
compagnia 3 1.180,25 1.406,85 1.415,09 1.712,38 2.094,25 2.256,84 45% 49% 59%
compagnia 4 1.724,80 2.096,29 2.650,46 2.168,50 2.391,50 3.467,00 26% 14% 31%
compagnia 5 1.741,19 1.830,01 2.232,97 1.961,24 2.166,45 2.515,18 13% 18% 13%
compagnia 6 1.269,50 1.500,00 1.985,00 1.708,50 1.959,00 2.701,00 35% 31% 36%

N. B. Gli assicurati sono impiegati maschi diciottenni e risiedono nel capoluogo di provincia; la vettura ha 15 cv e può essere guidata da chiunque.

L’osservatorio delle associazioni ha registrato, dal 2004 all’inizio del 2006, aumenti a due cifre, come si evince dalla tabella sopra riportata, con buona pace del tasso d’inflazione Istat. I dati sono riferiti su un significativo campione di compagnie di assicurazione le cui titolarità sono disponibili presso le nostre sedi.

La vertenza Trenitalia. G.S. di Trento, sconcertato per i ritardi e la soppressione improvvisa di alcuni treni dei pendolari nella tratta Rovereto-Trento, chiede quali inziative le associazioni dei consumatori intendano adottare per contrastare i continui aumenti delle tariffe per un servizio sempre meno efficiente.

Di fronte alla "Operazione decoro", annunciata da Trenitalia, secondo cui entro Pasqua saranno riportati sui binari 100 intercity ristrutturati ed entro fine maggio sarà completato il restyling di 400 carrozze destinate ai treni notte, ci pare che quella di Trenitalia dovrebbe essere chiamata "Operazione vergogna". Si rimane sconcertati dal fatto che, mentre l’azienda ammette le gravi carenze del servizio (il responsabile nazionale Roberto Testore ha affermato: " Di certo non si tratta di alberghi a 5 stelle, ma abbiamo riportato le carrozze ad un livello di decoro"), non faccia alcun riferimento ad indennizzi per gli utenti che hanno finora utilizzato vagoni sporchi e malmessi.

Il livello di decoro deve essere assicurato sempre, visto che i passeggeri pagano salati biglietti che gli danno diritto ad avere treni puliti e funzionanti e un elevato standard di qualità del servizio.

Infine abbiamo chiesto incontri decentrati sia per la questione tariffe, sia per gli orari dei pendolari; gli utenti trentini saranno immediatamente informati degli incontri che nei prossimi mesi avremo a livello nazionale e territoriale coi dirigenti delle ferrovie.

I consumi e gli Istituti di rilevazione. M. G. di Arco vuole sapere quale credibilità è da attribuire all’Istat e alle sue stime sull’inflazione.

Oltre all’Istat ci sono anche altri istituti che al momento opportuno sfornano dati edulcorati sulla fiducia delle famiglie, che sarebbe salita a febbraio (malgrado i pesanti aumenti registrati a gennaio) sui massimi livelli dall’autunno 2002. Uno di questi è l’Isae, che ha condotto un’inchiesta su un campione di 2000 intervistati, secondo la quale la fiducia dei consumatori italiani balza a febbraio a 110 (da 106,5 di gennaio, sui massimi dal settembre del 2002). Segnano un marcato miglioramento soprattutto le opinioni sul quadro economico generale e sul quadro futuro. I rispettivi indici crescono da 86 a 93,3, e da 98,9 a 106. L’indice relativo al clima personale sale da 116,7 a 118 avvicinandosi ai massimi dall’agosto del 2002, quello sul quadro corrente rimane sostanzialmente stabile (a 111,7 da 111,6 di gennaio), mantenendosi sui massimi del settembre 2002.

Questi dati favolosi, assieme a quelli dell’inflazione diffusi in questi giorni dall’Istat, cozzano con la dura realtà delle famiglie, costrette ad indebitarsi e ad ipotecare con sempre maggiore frequenza anche il quinto dello stipendio e perfino le case dei vecchi, solo per conservare un tenore di vita decente. A tale proposito, è allarmante il dato sulla cessione del quinto dello stipendio, cresciuto nel 2005 addirittura del 40%!

Si tratta di un segnale preoccupante che dimostra in tutta la sua drammaticità l’impoverimento delle famiglie italiane: a questo dato occorre accostare quello sul credito al consumo, raddoppiato da 40 a 75/80 miliardi di euro.

Chi oggi assume debiti, alla scadenza dovrà pur onorare i propri impegni, non solo rischiando un ulteriore impoverimento, ma anche il buco nero dell’usura. Questo accade perché i tassi di interesse sono elevatissimi, pari al 20% per cessioni sotto i 5000 euro per prestiti garantiti dal datore di lavoro, che sono sempre esigibili e quindi a sofferenza zero.

Da tutto ciò si capisce che occorre una diversa politica economica che incentivi i risparmi e non i debiti.

Un giocattolo pericoloso. C. N. di Civezzano ci chiede in cosa consiste il pericolo rilevato qualche giorno fa sulla stampa a proposito della poltroncina giocattolo "Laugh & Learn", modello n. H7171.

L’azienda Fischer Price, nota marca di giocattoli, ha comunicato che "è stato riscontrato un difetto nella costruzione della poltroncina prodotta da aprile a dicembre 2005. Tale difetto potrebbe comportare in talune circostanze d’uso del giocattolo, un potenziale rischio per la sicurezza del bambino". Questo avviso non chiarisce né quali siano i pericoli a cui vanno incontro i bambini, né le circostanze nelle quali la poltroncina sarebbe pericolosa, né in cosa consista il difetto del giocattolo. Per questo abbiamo chiesto l’intervento urgente del Ministero delle Attività produttive, affinché faccia luce sulla vicenda e disponga tutte le misure atte a garantire l’assenza di rischi per la sicurezza dei bambini.

Una locandina horror. Abbiamo ricevuto diverse proteste di cittadini schifati dalla campagna pubblicitaria del film "Hostel" del regista Eli Roth, della scuderia di Quentin Tarantino. Capiamo l’esigenza di lanciare un film in uscita e di attirare l’attenzione dei potenziali spettatori, ma c’è un limite che non si può superare. Il sentimento di disgusto ci è stato esplicitato da L. P. di Borgo Valsugana, la quale è rimasta shockata dall’immagine del trapano conficcato nella bocca. Non ci importa se il film è sanguinario, sadico e violento. Non siamo dei censori.

L’importante è che tale violenza sia vista da persone consenzienti all’interno di una sala cinematografica. Non può invece essere imposta a chiunque passa per strada. Le immagini mostrate superano la soglia della tollerabilità e generano un ribrezzo evidente.

Ci facciamo pertanto portavoce di tale sentimento offeso e presenteremo all’Antitrust la richiesta per il ritiro immediato di tale campagna pubblicitaria.