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Ernesto Giuliano Armani a Rovereto

Paesaggi ad acquarello dagli anni '20 ai '70 dell'artista roveretano.

Ernesto G. Armani (1898-1986) è uno dei tanti artisti formatisi presso la Scuola Reale Elisabettiana di Rovereto, istituzione che ospitò le prime ricerche di personalità del calibro di Depero e Melotti e recentemente al centro di una monografia di Maurizio Scudiero. La Galleria Dusatti di Rovereto ospita, fino al prossimo 29 aprile, un piccolo ma significativo percorso nella decennale attività di questo Armani, dagli anni Venti agli anni Settanta. Bellissimi i diafani paesaggi ad acquarello, imbevuti della luce tremolante dell’alba e di quella più accecante del meriggio, ritraenti scorci da cartolina come Castel Sant’Angelo a Roma o il ponte sul Tamigi a Londra; acquerelli che fecero apprezzare l’artista specialmente all’estero, tanto che tra 1928 e 1929 furono esposti in più occasioni tra Germania e Olanda, mentre negli anni Trenta e poi nei Cinquanta sbarcarono, assieme alla produzione ad olio, anche in America del Sud.

Ernesto G. Armani, Duomo di Milano, (anni '50).

Il paesaggio atmosferico è il timbro dell’artista che si ripete in un’accezione sempre diversa, utilizzando ora gli effetti di rifrazione provocati dalla pioggia, come in "I piccioni di piazza Duomo a Milano" (1945) o in "Londra. Abbazia di Westminster" (1952), ora le sfumature penetranti della nebbia -è questo il caso di opere come "Parigi. La cattedrale nella nebbia" (1952) o "Vienna. Le carrozzelle" (1953) -, ora la luce abbagliante e tersa del sole, come in "Aratura in Toscana" (1940) o "Luci nel bosco" (1943).

Una sottile armonia vibrante caratterizza tutte le sue opere, armonia capace perfino di presentare senza ombra di contrasto una veduta del Duomo di Milano in cui una carrozza a cavalli convive pacificamente con una colonna d’automobili rallentata dal traffico. Il tema della carrozza a cavalli ritorna del resto in molti lavori, quasi a voler fissare un mondo, un ritmo che l’artista nel secondo dopoguerra vede inesorabilmente scomparire, travolto dall’incalzare della frenesia. In questa direzione spingono anche i dipinti dedicati al lavoro nei campi, che in opere come "Controluce alla foce" (1936) sono capaci di offrire sogni bucolici di reminescenza ancora ottocentesca.

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Commenti (2)

informaciòn enrique

Hola, tengo en propiedad un cuadro de Ernesto Armani, de la catedral de Notre Dame bajo niebla. Anda buscando información del cuadro. Perdone pero no hablo italiano. Sin mas saluda atte. Enrique Boado

Informacion Enrique

Hola, tengo en propiedad un cuadro de Ernesto Armani, de la catedral de Notre Dame bajo niebla. Anda buscando información del cuadro. Perdone pero no hablo italiano. Sin mas saluda atte. Enrique Boado
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