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L’onerosa pausa pranzo

E inoltre, il costo delle ferie estive e l’esercito dei truffati Parmalat.

Il signor C. E. di Trento ci chiede come sia possibile che il pasto della pausa pranzo possa costare anche 9 euro, per una spesa mensile di circa 200 euro, a fronte di uno stipendio di 1000 euro. In effetti quanto sostiene il sig.C. E. è confermato sia dalla rilevazione effettuata dall’Intesaconsumatori secondo la quale la pausa pranzo ai cittadini costa il 109% in più rispetto il 2001, sia dallo studio condotto dal Cna (Consorzio nazionale per il recupero dell’acciaio), secondo cui gli intervistati, contro il rincaro di tramezzini e panini, sono tornati alla meno costosa e più sana colazione al sacco.

Ecco nel dettaglio gli aumenti rilevati da Intesaconsumatori

2001200120062006/2001
LireEuroEuroVar.%
CAFFE’1.2000,620,8537%
ACQUA1.0000,521,50188%
PIZZA MARGHERITA6.5003,367,00108%
PIZZA GUSTI ASSORTITI10.0005,168,5065%
PIATTO DI PASTA4.5002,324,0072%
PIATTO DI CARNE6.5003,364,5034%
PIATTODI PESCE7.5003,875,5042%
DESSERT4.0002,073,0045%
GELATO1.5000,772,50225%
TRAMEZZINO1.5000,771,80134%
PANINO3.0001,552,5061%
CAPPUCCINO E CORNETTO2.3001,191,8051%

La risposta che i consumatori stanno dando al rincaro di tramezzini e panini rispetto alla pausa pranzo da consumare al bar o al ristorante, come si diceva, è la colazione al sacco; il cibo portato da casa risulta più sano e meno costoso. Sembrano finiti i tempi in cui, armati di cappotto e borsa, si correva per raggiungere il bar e godersi, comodamente seduti a parlare con i colleghi, il break di mezzogiorno.

L’indagine di Intesaconsumatori ha poi analizzato cosa preferiscono mangiare gli italiani in ufficio. Al primo posto, con il 25% di preferenze, si trovano i preparati domestici come pasta e riso, che il 22% degli intervistati ha dichiarato di portare in ufficio dentro scatolette di acciaio a banda stagnata. Poi, con il 18% di preferenze, i cibi precotti da riscaldare a microonde, quindi, con il 13,5% di preferenze, i panini e i tramezzini. Tra i cibi in scatola, che vanno per la maggiore, si trovano la carne abbinata all’insalata (31%), il tonno con i pomodori (27%), le insalatissime con i crackers (14%), e le scatolette di piselli o mais con riso (11%).

Secondo i medici, però, non è facile trovare il giusto equilibrio per un pasto che sia buono, variegato, leggero, ma sostanzioso e, naturalmente, facilmente trasportabile. Abbiamo a tale proposito sentito il parere di un medico, ospedaliero e dietologo, che suggerisce di portare da casa il necessario per tre piccoli pasti: il pranzo e due spuntini, da consumarsi a metà mattinata e a metà pomeriggio. Gli spuntini possono essere costituiti da frutta o da yogurt, che sono alimenti con una veloce digeribilità. Il pasto principale, invece, deve essere completo e contenere, quindi, carboidrati, proteine, grassi e fibre.

I l costo delle ferie. In base ad un’indagine fatta da Federconsumatori risulta che il 40% delle persone in Italia non andrà in ferie e il 25% non farà più di una settimana, con un accorciamento dei tempi rispetto agli anni passati.

7 giorni al mare: dal 2005 al 2006
Tipo spesaprezzi €aumenti 2005/06
Trasporto andata
Pieno benzina67,50+ 8%
Pedaggio autostradale25,00+ 9%
Autogrill (panini, bibite, caffè)26,50+ 10%
Totale119,00
Albergo
2 camere doppie - pensione completa per camera115,00 al g.+ 10%
Totale (per 7 gg.)1.610,00
Stabilimento balneare
2 lettini e 1 ombrellone per 7 gg.156,00+ 7%
Bar (bibite, snack, gelati, caffè)136,50+ 5%
Totale293,50
Escursioni
1 di mezza giornata16,00 a testa
1 giornaliera in barca42,00 a testa
Totale232,00+ 7%
Sport e divertimenti
Discoteca, sala giochi, pattino, ecc.7,00 al g. a testa
Totale196,00+ 17%
Ristorante
1 cena per 4 persone
Totale152,00+ 5%
Pub
1 serata al pub con 2 consumazioni
Totale19,00+ 6%
Trasporto ritorno
Pieno benzina67,50+ 8%
Pedaggio autostradale25,00+ 9%
Autogrill (panini, bibite, caffè)26,50+ 10%
Totale119,00
TOTALE GENERALE2.740,50+ 9%

Il calo del turismo estivo è dovuto al potere di acquisto delle famiglie italiane, massacrato negli ultimi 5 anni, e dall’aumento dei costi di tutto ciò che serve per le ferie: alberghi, servizi balneari, corredi estivi, spostamenti, tutti aumentati come vedremo.

I fortunati delle ferie estive sono quelli che hanno la possibilità, durante tutto l’anno, di modificare prezzi e tariffe con un tratto di penna a scapito dei percettori di reddito fisso; loro, al contrario, possono solo subire gli aumenti e non hanno altra difesa che cercare di consumare il meno possibile a cominciare dal superfluo, come ormai sono costretti a considerare le ferie estive.

Parmalat: l’esercito dei truffati. Il fallimento del titolo Parmalat - ne abbiamo parlato più volte su queste pagine - assieme ai bond argentini e Cirio ha devastato i risparmi di molti risparmiatori e, nei giorni scorsi, è stato celebrato il rito della costituzione delle parti civili.

Sono diventati cioè parti lese nel processo contro Tanzi e gli altri imputati gli oltre 135.000 titolari di obbligazioni Parmalat finite come carta straccia: fra questi ci sono anche diversi trentini, tutelati principalmente dalle associazioni dei consumatori.

L’esercito dei truffati, che è entrato ufficialmente in giudizio contro i 64 imputati accusati di bancarotta fraudolenta, associazione a delinquere, falso in bilancio e false comunicazioni sociali, non era presente davanti al giudice dell’udienza preliminare.

Un pensionato 83enne, da noi ascoltato, ci ha detto: "Per forza c’è poca gente, alla gente non interessa ormai più niente; va al mare e fa bene, perché tanto quei soldi non li vedremo più".

Ettore C. è invece un trentino che si è costituito parte civile con Federconsumatori e che si sfoga, raccontandoci la sua storia di ordinaria disperazione: "Ho 75 anni e sono distrutto; avevo investito gran parte dei miei soldi nelle obbligazioni Parmalat e ho perso tutto. In totale sono scomparsi 16.000 euro. Ora spero che almeno queste persone indagate finiscano in galera".

Abbiamo anche sentito l’avvocato Domenico Romito, che ci ha tracciato una sorta di fenomenologia del truffato Parmalat: "Ci sono, fra i truffati, una notevole quantità di anziani e pensionati. Allo stesso tempo ci sono però anche scommettitori di borsa abituali, investitori di titoli ad alto rischio, abituati a giocare sul filo del rasoio. Il problema di questa situazione è che il titolo non era considerato fra quelli ad alto rischio. Da un giorno all’altro il valore delle azioni è sceso a zero".

Fra i risparmiatori arrabbiati c’è chi ha investito, alla fine della carriera lavorativa, la liquidazione. Insomma, l’inganno ha coinvolto tanti risparmiatori, i quali ora si attendono dal rito del nuovo diritto societario che le sentenze siano rapide e possano in qualche misura risarcire buona parte di coloro che, inconsapevolmente, hanno regalato i risparmi di una vita, perdendo l’intero capitale.