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Il ritorno delle Streghe

Da una storia vera (il tragico processo alle streghe di Nogaredo del 1647), prima un fumetto ed ora uno spettacolo teatrale. Ad opera di QT.

Fu il primo (forse l’unico) successo editoriale di Questotrentino. Erano i primi anni ’80, e la nostra allora giovane e tumultuosa impresa si confrontava su diversi fronti: con tante idee malgrado i pochi soldi. Fra queste il proposito di illustrare la storia locale narrando singoli fatti emblematici: con l’approccio del romanzo storico per intenderci, coniugando tensione narrativa e fedeltà al quadro storico. Il tutto attraverso uno strumento moderno e popolare come il racconto a fumetti.

Di qui una serie di racconti, editi come volumi illustrati nel giro di 4-5 anni: "La rivolta di Castel Ivano" sulla Guerra Rustica del 1525, "Il soldato dell’Imperatore" sulla Grande Guerra, "Gli ultimi anni di Cagliostro" sul soggiorno trentino del personaggio. E "Le streghe di Nogaredo" su un processo per stregoneria del 1647.

Quest’ultimo (che poi era il secondo della serie), disegnato da Luigi Negriolli su testo di chi scrive, fu il successo. Una prima edizione rapidamente esaurita, una ristampa esaurita anch’essa, la pubblicazione a puntate su Il Manifesto, centinaia di richieste del volume pervenuteci da tutta Italia e dall’estero.

Dopo oltre vent’anni è ora diventato anche un lavoro teatrale, "Streghe!" che andrà in scena il prossimo 3 luglio.

E’ quindi con una sorta di legittimo orgoglio, che QT lo (ri)presenta ai suoi lettori, ai vecchi che lo hanno conosciuto come fumetto, e a quelli più recenti, ai quali risulterà una novità assoluta.

"Le streghe di Nogaredo" deve l’antico successo – che si spera di rinnovare – anzitutto alla drammaticità e autenticità della storia. Gran parte delle battute (incorniciate nel fumetto, recitate a teatro) sono state pari pari pronunciate in quella tragica vicenda di 360 anni fa. E’ una storia vera, cupa eppur vitale, che emerge tremenda da quelle frasi, tramandateci attraverso i secoli.

Dal fumetto "Le streghe di Nogaredo": testo di interrogatorio e rappresentazione del parco di Palazzo Lodron; dove verrà rappresentato il dramma teatrale.

Il lavoro infatti si basa sui verbali del processo del 1647, in cui le domande dei giudici vennero trascritte in latino (da noi riportate in italiano), e le risposte degli imputati nel volgare dell’epoca (da noi riproposto con qualche secondaria attualizzazione linguistica, per renderlo completamente comprensibile). Il tutto è stato riscoperto e studiato in una monumentale tesi di laurea della dott.ssa Cristina Andreolli, che avvalendosi dei documenti dell’archivio Lodron, ha approfondito il contesto, ricostruendo da una parte la realtà sociale della Giurisdizione dei Lodron, dall’altra le storie personali dei vari attori del processo. Per cui noi di ogni personaggio che calca la scena processuale sappiamo praticamente tutto, e la tragica vicenda ci appare illuminata da molteplici punti di vista.

Per parte nostra, infine, abbiamo svolto alcune ulteriori ricerche, tese a capire il ruolo di Paride Lodron, illuminato principe-vescovo a Salisburgo e massima autorità a Nogaredo.

Questo insieme di studi e documentazioni hanno permesso di dare un senso più compiuto a quella storia. E di intravedere nel tortuoso svolgimento del processo di Nogaredo un punto di svolta culturale: l’inizio della crisi di consenso attorno alle inquisizioni alle streghe.

La prima parte del Seicento fu funestata in tante parti d’Europa da numerosi di questi processi, che portarono ad un’autentica strage, con migliaia di morti, per lo più donne. E proprio il processo di Nogaredo del 1647, così ottimamente documentato, non solo illustra una delle pagine buie di quella storia, ma anche - pur con i suoi esiti drammatici (uso ed abuso della tortura, cinque esecuzioni capitali, due morti in carcere, un suicidio) – ne fa intravedere il superamento.

Palazzo Lodron: l'ingresso alla sala dove nel 1647 si svolsero gli interrogatori e il processo.

Così il nostro lavoro presenta due facce: la brutalità dei pregiudizi al servizio del potere da una parte; ma dall’altra anche i primi momenti di incredulità degli abitanti, una sorta di subdola eppur feroce ribellione nelle imputate, le prese di distanza del principe, le coraggiose contestazioni dell’avvocato. Insomma, nella vicenda vediamo rappresentata la logica interna di un efferato metodo di creazione (e sterminio) di capri espiatori; e contemporaneamente la crisi di credibilità di tale instrumentum regni.

"Morbosità e potere" è il sottotitolo del lavoro teatrale. A sottolineare il richiamo esplicitamente sessuale della complessa e oggi incredibile ideologia della repressione delle streghe, che a Nogaredo vediamo nitidamente all’opera; e al contempo i legami tra repressione e calcolo politico, che sono apparsi quanto mai evidenti indagando sui retroscena (storicamente documentati) del processo.

La riduzione teatrale del lavoro verrà messa in scena, per la regia di Michele Pandini, dalla Compagnia di Lizzana, una delle migliori espressioni del nostro mondo teatrale. Per rappresentare quella storia, si avvarrà, oltre che della forza delle parole di allora, anche dell’impatto emotivo di mezzi scenici e momenti coreutici, e soprattutto della suggestione del luogo, il parco di quel Palazzo Lodron sede proprio del processo.

L’appuntamento (a ingresso libero) è quindi, rivolto anzitutto ai nostri lettori, per lunedì 3 luglio, alle 21.30 al Palazzo Lodron di Nogaredo.