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In giro per mostre 2006

Rapida rassegna degli incontri con l'arte proposti nel corso dell'estate.

L a sfida degli spazi di Castel Pergine è stata raccolta quest’anno dall’artista trentina Annamaria Gelmi, che ne ha tratto un percorso (visitabile fino al 6 novembre) di opere create apposta per questo luogo, in cui si intrecciano i fili della sua ricerca trentennale (Annamaria Gelmi a Castel Pergine). Si tratta di grandi sculture disposte entro la cinta muraria e nelle sale e di una collezione di gioielli che ne riprendono in parte i motivi. Il primo "filo" si dipana seguendo la forma sintetica di un grande fiore rovesciato, che nel contrasto con le medievali strutture difensive genera una corrente simbolica che va oltre il gioco formale. Accanto a questo, ne troviamo un altro, collegato in modo più esplicito al tema dell’architettura (un leit-motiv della sua ricerca), con le metafore della soglia, del labirinto, del perimetro, e poi suggestioni più drammatiche suggerite dalla cupezza di certi interni del castello.

Othmar Winkler, Madonna dell’uva (1946).

Potrebbe intitolarsi Il Vangelo secondo Othmar Winkler la mostra dedicata all’arte sacra lignea realizzata dal maestro sudtirolese tra il 1928 e il 1957 (visitabile al Museo Diocesano Tridentino fino al 10 settembre, vedi Il sacro in Othmar Winkler). I pezzi esposti sono solo una piccola parte delle molte opere presenti sul territorio della regione e della città di Trento, ma bastano a darci la misura sia del modo personale in cui rivisitò le grandi tradizioni del sacro, tra livello colto e livello popolare, sia della rottura di contenuti narrativi che volle introdurre nelle vie crucis intorno al 1950, con l’irruzione della contemporaneità nel racconto della passione di Cristo. Una scelta che gli costò l’ostracismo della gerarchia e, di lì a qualche anno, l’abbandono dell’arte sacra.

Continuano per tutta l’estate gli eventi targati Mart, già presentati nei numeri scorsi ma che è comunque bene ricordare. A Palazzo delle Albere (fino al 27 agosto) prosegue ad esempio la mostra dedicata al fotografo Flavio Faganello, un occhio attento al dettaglio socio-etnografico soprattutto delle genti di montagna (Faganello, ovvero la modernità del neorealismo). Nella sede di Rovereto, invece, è d’obbligo visitare la più completa mostra mai realizzata sul futurista Luigi Russolo (fino al 17 settembre, vedi Luigi Russolo al Mart): dipinti e incisioni, ma anche un nutrito gruppo di documenti d’archivio, oltre a curiose ricostruzioni dei suoi celebri intonarumori. Nell’altra ala del primo piano, fino al 17 settembre, prosegue pure la mostra incentrata sul rapporto cinema-fumetto (Cinema e fumetto: che delusione!), ma ben più significativa è il nuovo allestimento dedicato al secondo piano alla collezione permanente, che dagli anni Trenta giunge fino agli esiti più contemporanei, presentando opere inedite recentemente acquisite, tra le quali numerose sculture, pezzo forte del nuovo allestimento.

Flavio Faganello, San Felice (Val dei Mocheni), 1975.

Poco distante da Rovereto, a Palazzo Libera di Villa Lagarina, fino al 23 luglio è in corso una personale di Raffaella Formenti, artista vicina alle ricerche verbo-visuali che propone un viaggio nella babele segnica della società dei consumi, fatta di loghi e slogan modificabili ed assemblabili in nuove ed inaspettate forme. I colorati mondi che emergono da questa epifania sono un invito alla cre-azione sul e dell’esistente, con rimandi a tutto il filone ludico-crativo del Novecento che da dada porta alle baraccopoli di Bangkok, dove i bambini riescono a trasformare barattoli della coca-cola e perfino di pesticidi in macchinine ed altri improbabili giocattoli. A proposito di mondi fantastici, al Museo Civico di Riva, fino al 15 ottobre, è in corso una mostra del pittore e scenografo Emanuele Luzzati. L’occasione è il 250° anniversario della nascita di Mozart, musicista al quale Luzzati ha dedicato in passato numerose scenografie, utilizzate dai principali teatri italiani. Una mostra che è anche un laboratorio, in cui il pubblico di ogni età è invitato a riappropriarsi della perduta manualità creativa.

Di laboratorio in laboratorio, passiamo a quello cinematografico allestito alla Galleria Civica di Trento (fino al 1 ottobre) dal collettivo ZimmerFrei. Gli spazi espositivi sono stati infatti reinventati in un vero e proprio set che ospiterà per brevi quanto intensi periodi un nutrito gruppo di artisti internazionali che potranno così realizzare i propri progetti video. Una trasformazione della galleria in spazio vissuto, che si ricollega idealmente alle proposte estive della Civica degli scorsi anni (La galleria dell’amore e Price Albert’s Blob).

Singolare il titolo (come pure il tema), di una mostra che si apre il 16 luglio a Villa Welsperg, nel Parco di Paneveggio, a Tonadico: "’Adi 6 novembrio Me F. B. scrise qui’ - La montagna come ambiente scritto. Vagabondaggi". La mostra, che presenta lapidi, iscrizioni commemorative e scritture comuni provenienti dalle valli trentine, documenta il processo di diffusione della scrittura in Trentino attraverso un articolato sistema di segni di varia natura: immagini, elementi simbolici e religiosi, marchi, cifre, iscrizioni epigrafiche e scritture esposte, dentro e fuori l’abitazione. Forme di scrittura, colte e popolari, esposte alla pubblica lettura, incise da artigiani o da gente comune, intagliate nelle pietre, sul tronco degli alberi, sulle pareti e sugli affreschi delle chiese, sui capitelli; sulla porta, sugli stipiti, sull’architrave, sull’intonaco della casa rurale. Sono nomi, date, acronimi, invocazioni devote, memorie, frammenti di canzoni, insulti, messaggi d’amore, note diaristiche, conteggi.

In chiusura, segnaliamo che il 29 luglio apre al Castello del Buonconsiglio l’attesissima mostra sul pittore bresciano Girolamo Romanino (fino al 29 ottobre), e autore degli affreschi del castello stesso. La mostra, su cui avremo modo di parlare in maniera più approfondita nel prossimo numero, si configura come un vero evento: per i prestiti (oltre ai Romanino ci sono di Tiziano, Fogolino, lotto, Moretto e altri) e per il tema, la nuova valutazione di un pittore genialmente anticipatore, caratterizzato dalla difficile svolta anti-classica a cavallo tra Rinascimento e Manierismo.