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Salviamo la collina! (e distruggiamo i vigneti)

Rovereto: cronistoria dello “scambio” fra l’area della ex Consolata e la campagna di Sacco.

Antonella Bernardis, Armando Polli, Alberto Manfredi

Gli autori di questo articolo abitano a Borgo Sacco, quartiere par-ticolarmente popolato di Rovereto, e sono consiglieri della Circoscrizione Sacco-San Giorgio; sul territorio sono presenti due asili nido comunali, tre scuole d’infanzia, di cui una equiparata, una scuola elementare già insufficiente rispetto all’attuale utenza ed in attesa di completo rifacimento, una scuola media,una scuola superiore ed è in previsione la realizzazione di una scuola professionale.

Sacco, il vigneto Fedrigotti.

Negli ultimi anni il quartiere ha subito numerosi interventi che ne hanno modificato l’aspetto non sempre in modo positivo. Il cambiamento lo si percepisce dal traffico che è notevolmente aumentato, anche perché Sacco è un punto importante di penetrazione rispetto alla destra Adige; il tasso di inquinamento acustico ed atmosferico di conseguenza è maggiore, nella zona mancano spazi verdi ad uso pubblico per bambini ed anziani, la scomparsa delle campagne per costruire nuove abitazioni è sempre più pressante e sempre più forte è l’impatto ambientale.

In questo ultimo periodo gli abitanti della Circoscrizione di Sacco-San Giorgio hanno visto in ogni sua parte, da via Leonardo da Vinci (zona Fucine) a via Unione, a via Balista (zona San Giorgio), crescere nuove costruzioni, spesso discutibili per dimensioni, caratteristiche edilizie, tipo di abitazione. L’impressione che la gente comune ha è quella che molte di queste costruzioni siano frutto di speculazioni edilizie. Molti cittadini si chiedono: "E’ proprio necessario tutto questo? C’è veramente una così consistente richiesta di alloggi?"

Questo malessere da parte dei residenti è sfociato in una importante presa di coscienza dei problemi del quartiere ed ha portato alla nascita di comitati spontanei. Prima il comitato per il verde ex Alpe, una fabbrica dismessa sul cui terreno gli abitanti chiedevano fosse fatto un parco anziché altri edifici. A questo proposito, nel novembre del 2005, si è svolto il primo referendum (consultivo) nella storia della città di Rovereto, al quale hanno partecipato 4.200 persone con un 94% di sì al verde. E adesso è sorto un comitato per la difesa del vigneto nella zona Fucine, dove si vogliono spostare gli alloggi già previsti per l’area ex Consolata.

L’area ex Alpe, oggetto di un referendum nel 2005.

Questi comitati sono trasversali, non tengono conto delle posizioni dei partiti, ma sentono la necessità di diventare protagonisti; chiedono dunque di essere ascoltati, di diventare in qualche modo interlocutori, di poter affermare una qualità di vita dignitosa per tutti.

Il Consiglio circoscrizionale , da parte sua , cerca da anni di far fronte a tutta questa serie di problemi.

Gli stessi consiglieri circoscrizionali, non sempre informati correttamente dall’Amministrazione comunale o provinciale, si trovano davanti a progetti privati o pubblici già in via di attuazione senza essere stati precedentemente interpellati.

Ed ecco appunto, arrivare la variante al Piano Regolatore del febbraio 2005, passata all’ultimo momento in Consiglio Comunale, in chiusura di legislatura. Variante mal digerita dal Consiglio Circoscrizionale, sia quello precedente che l’attuale.

Come se non bastasse, nel maggio del 2006 sopraggiunge la notizia delle "Modifiche alla variante a P.R.G. febbraio 2005-parziale rivisitazione della delibera di adozione 23/3/2005 n.14" proposta dall’Amministrazione Valduga.

L’ipotesi viene presentata in un’assemblea pubblica, dove sono invitati i consiglieri delle due circoscrizioni interessate: Rovereto centro e Sacco-San Giorgio. Si richiede subito dopo, in tutta fretta il parere della circoscrizione circa il trasferimento della volumetria edificabile prevista per l’area ex Consolata al vigneto Bossi Fedrigotti a fianco della Manifattura.

Il 30 maggio scorso si riunisce il Consiglio Circoscrizionale il quale, dopo aver sottolineato l’assoluta mancanza di comunicazione e confronto fra Circoscrizione e Giunta comunale, si rifiuta di esprimere un parere. Ogni decisione, infatti, è ritenuta prematura. Si invita l’intero Consiglio comunale a compiere una dovuta riflessione in merito e si chiede un confronto diretto con sindaco e assessori.

Intervenire su un’ area agricola con una proposta di edificabilità corrispondente a 25.000 metri cubi su una superficie di 10.000 metri quadrati viene considerato decisamente impattante nel contesto del luogo.

Al riguardo, se l’operazione è ispirata al principio di perequazione urbanistica introdotta nelle ultime modifiche alla legge urbanistica (cosiddetta legge Gilmozzi ), si chiedono spiegazioni e delucidazioni in merito alla sua applicazione come trasferimento, sic et simpliciter, di volumetrie edificabili da un’area all’altra con cambio di destinazione d’uso .

Se è giusto poi salvaguardare la collina (peccato non averlo capito prima …) perché non tutelare i vigneti?

Il sindaco di Rovereto, Gugliemo Valduga.

Perché non eseguire la stessa indagine precisa, meticolosamente scientifica che è stata fatta per la collina?

Perché non valutare i problemi riguardanti un ulteriore addensamento di popolazione nella zona merce di scambio?

E’ evidente la pressoché totale insufficienza di approfondimento sull’impatto ambientale del quartiere.

Il carico edilizio sopportato dal quartiere negli ultimi anni è stato altissimo, non da ultimo va ricordato l’intervento in corso di realizzazione alle Fucine che, una volta ultimato, porterà altri 250 appartamenti in una zona vicina al vigneto in questione; è stata prospettata, inoltre, una seconda fase, che nella porzione di vigneto adiacente porterà ad ulteriori 25.000 metri cubi di costruzioni.

Non sono state fatte analisi e proposte in merito a collegamenti viari né valutazioni di impatto rispetto alla viabilità esistente.

Si deve ricordare che il rione è separato dal resto della città dalla ferrovia. Due sono gli accessi verso il centro, già notevolmente caricati dal traffico. Inoltre non è stato fatto uno studio serio sull’adeguamento delle infrastrutture; ad esempio già le strutture scolastiche esistenti sul territorio presentano grosse problematiche. Infine vi è anche il grosso rischio di una ulteriore ghettizzazione della zona.

Stando così le cose, il Consiglio Circoscrizionale ha chiesto all’Amministrazione Comunale di sospendere e rinviare scelte di questa portata, inserendole in un piano di indirizzo più organico e in una pianificazione generale del territorio.

A queste richieste, nessuna risposta. La giunta Valduga presenta invece un’ultima e definitiva proposta: ridurre del 10 % gli appartamenti in zona Fucine e modificare le altezze dai 9 ai 15 metri anziché 17: per il resto, lo scambio fra collina e vigneto viene confermato.

E così il 26 giugno il Consiglio Circoscrizionale si dichiara contrario all’edificazione nell’area Bossi Fedrigotti.

Se agli abitanti di Borgo Sacco la colata di cemento prevista verrà imposta, vorrà dire che Guglielmo Valduga e la sua giunta intendono garantire gli interessi di pochi a scapito dei bisogni di un intero quartiere che chiede a voce alta uno sviluppo urbanistico che metta al primo posto la qualità della vita dei cittadini.