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Cogo e Tonini: due interlocutori, due giudizi diversi

Dell’ipotesi Partito del Presidente parliamo con due interlocutori nella sinistra, la vice-presidente della Giunta provinciale Margherita Cogo, e il senatore Giorgio Tonini, entrambi dei Ds.

“Premesso che non intendo entrare nelle vicende interne di un altro partito – ci dice Cogo – mi è parso tuttavia chiara la linea conservatrice dei vincitori del congresso della Margherita: con parole dure nei confronti dei Ds. Mentre molto interessanti sono state le linee programmatiche presentate dal giovane Zeni. Io credo che il tentativo di Dellai sia coraggioso; e mi sembra di condividerne il pensiero”.

E i contenuti?

“Vengono dall’attività della Giunta Provinciale. Quando sarà reso noto il bilancio 2007 si vedrà come le scelte siano nella direzione giusta: sanità, edilizia popolare, istruzione, cultura, sostegno all’economia innovativa. Con investimenti che danno il segno di un cambiamento”.

Quale modello di sviluppo per le valli?

“Se c’è un Trentino – e un’Italia – spaccati in due, è perchè sono diversi i modelli di sviluppo. Nelle valli si dice che si deve coniugare tradizione ed innovazione, ma poi si va dietro solo alla tradizione, alle istanze locali, alle emergenze dell’oggi: di qui una comprensibile incertezza per il futuro e un appiattimento culturale. Dobbiamo invece essere in grado di promuovere anche lì lo sviluppo delle città”.

Diversa è la lettura di Giorgio Tonini.

“Dellai si trova ora di fronte a due strade. La prima è quella di lanciare il Partito Democratico, sul quale Luca Zeni ha detto cose condivisibili, il Pd trentino non mera articolazione di quello nazionale, magari anche con nome diverso. E’ questo un problenma vero e serio, comune a tutto il Nord, e sarebbe bene che Ds e Margherita concorressero attorno a questo progetto.

La seconda strada è quella del Partito del Presidente, che nel 2008 si affiancherebbe a Margherita e Ds. Una cosa triste, una soluzione di ripiego, su cui vedo difficile fondarsi una svolta”.

E sui contenuti?

“Questa è stata la debolezza del Congresso della Margherita. Non si è visto il pensiero, solo discorsi in codice tra di loro. Mentre il problema vero è la questione del Nord: che ha visto il Trentino pericolosamente vicino alle tendenze elettorali del resto del Nord. Cosa che Dellai ha giustamente percepito: ma se la soluzione è solo il packaging, non convince nessuno. Ora è vero che una proposta che tenga assieme tutto, valli e città, Nord e Sud, è difficile. Faticano anche Prodi e D’Alema. Però questo è il problema. Credo che Dellai ne sia consapevole, e che non pensi di uscirne con la sola mossa del cavallo”.