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Banche e risparmiatori

E inoltre, le contestate misure contro l’inquinamento.

I signori C. F. di Lisignago e B. A. di Pergine vogliono avere notizie circa alcune questioni riguardanti il coinvolgimento dei piccoli risparmiatori nella collocazione di titoli e azioni che hanno portato al fallimento i titolari e quindi alla possibilità da parte di chi li ha acquistati di perdere l’intero capitale. In pratica il riferimento è ai bond argentini, alle azioni Finmek e alle azioni Telecom.

In effetti, da qualche tempo di tali argomenti non si parla più: vedremo sinteticamente di esporre la posizione e le iniziative che a livello locale la Federconsumatori del Trentino ha elaborato, anche in vista dell’imminente scadenza della prescrizione per quanto riguarda i bond argentini.

1. Bonds argentini. Per quanto riguarda tali titoli, l’ufficio legale della Federconsumatori rappresentato dagli avv. Giovanna Sorrentino di Rovereto e Domenico Romito di Bari intende precisare che:

- è stato notificato il 25 ottobre scorso, presso il Tribunale di Rovereto, la prima azione cumulativa, a livello provinciale, che riguarda 25 posizioni di piccoli risparmiatori nei confronti della Cassa Rurale di Rovereto in ordine ai bonds argentini;

- a breve saranno notificate 11 posizioni di piccoli risparmiatori nei confronti della Banca di Trento e Bolzano e 12 posizioni nei confronti di Banca Intesa.

L’ufficio legale della Federconsumatori vuole portare a conoscenza dei piccoli risparmiatori che esiste la piena disponibilità ad avviare altre azioni cumulative anche a Trento in ordine ai bonds argentini non solo nei confronti delle Casse Rurali, ma anche della Banca Popolare di Lodi, Mediolanum, Unicredit. Per queste banche esistono già alcune posizioni, ma si attendono altri per promuovere le azioni cumulative, che, come abbiamo già detto, presentano diversi vantaggi, quali la riduzione dei costi della causa, una maggiore forza dell’azione legale nei confronti della controparte, una più rapida risoluzione della controversia e lo snellimento dei processi, evitando il loro intasamento. Qualche perplessità potrebbe essere data dalla discrezionalità che spetta al giudice nell’accettare l’azione cumulativa, anche se oggi, a livello nazionale, la maggior parte dei giudici accetta tali azioni in ordine ai bonds argentini. A questo proposito ricordiamo che i termini di prescrizione per far valere i propri diritti in tema di bonds argentini decadono con il 21 dicembre 2006, pertanto coloro che hanno intenzione di rivendicare il proprio diritto (e finora non si sono mai fatti vivi nei confronti della propria banca) devono affrettarsi a far valere il proprio titolo, in quanto dopo tale data il loro diritto non esiste più. Chi vuole avere notizie e delucidazioni in proposito può rivolgersi ai nostri uffici in orario di sportello.

2. Azioni Finmek. Anche i piccoli risparmiatori che hanno acquistato queste azioni possono promuovere azioni cumulative nei confronti della banca che ha collocato tali azioni. A noi risultano che siano diversi i piccoli risparmiatori ai quali le diverse banche sul territorio hanno proposto tali titoli. Anche in questo caso consigliamo di consultare il nostro ufficio legale in orario di sportello per avere notizie e informazioni più dettagliate.

3. Azioni e obbligazioni Telecom. Dal mese di ottobre è stato costituito presso la sede di Trento della Federconsumatori il Comitato Telecom Trentino, con l’intenzione in primo luogo di evitare il ripetersi di casi come bonds argentini, Cirio e Parmalat, cercando di intervenire preventivamente, per vedere con chiarezza e trasparenza le decisioni della Telecom; in secondo luogo di poter rappresentare, in occasione delle assemblee generali della Telecom, le esigenze e le aspettative dei piccoli azionisti. Finora abbiamo raggiunto il numero di 60.000 azioni, e nei prossimi giorni avremo un incontro a livello nazionale per vedere la somma generale che si è raggiunta anche nelle altre regioni e convocheremo in dicembre la prima assemblea del comitato Telecom Trentino.

Polveri sottili. Abbiamo ricevuto da R. C. di Gardolo, da A. D. di Rovereto e da molti altri lettori richieste e interventi che vogliono conoscere meglio e più dettagliatamente le eventuali proposte riguardanti l’uso delle automobili in riferimento al complesso e annoso problema dell’inquinamento dell’aria da parte delle cosiddette polveri sottili (PM 10).

La Federconsumatori è contraria alle attuali modalità operative del Piano di Azione Provinciale per l’aria, perché colpisce fondamentalmente solo una fascia della popolazione, la più debole, quella delle famiglie meno agiate, già vittime di un sistema economico che si è dimenticato di quanti non riescono ad arrivare a fine mese. Il paradosso è che chi ha più soldi inquina quanto vuole con auto che fanno 3 km. con un litro o con viaggi aerei, e chi ha una piccola e vecchia utilitaria deve andare a piedi. Questa politica dell’esclusione è immorale, stupida e senza futuro.

L’inquinamento da polveri sottili è il prodotto di molteplici fattori. Sicuramente il traffico veicolare influisce in maniera rilevante, ma anche le vecchie caldaie a gasolio, la combustione di legna e carbone fanno la loro parte, anzi in alcune circostanze incidono più delle macchine.

Si badi, non siamo in linea di principio contrari alle misure di contenimento delle emissioni inquinanti, contestiamo solo le misure sbrigative, superficiali e poco incisive che vengono adottate.

Noi ci chiediamo se i Comuni e la Provincia hanno provveduto a fare un censimento del parco automezzi Euro 0 ed Euro 1 ancora circolante, dove sono maggiormente dislocati, se questi automezzi rappresentano la seconda macchina di famiglia o l’unica a disposizione del nucleo familiare, se hanno intenzione di introdurre misure per verificare le concrete capacità inquinanti degli automezzi oggi sotto accusa (la vecchia auto del nonno custodita in garage è sicuramente Euro 0, ma siamo sicuri che inquina meno di un diesel Euro 3?).

Ma sono davvero tanti al punto da incidere in maniera rilevante sulla quantità di inquinamento prodotto? Oppure basta il semplice fenomeno dell’inversione termica per vanificare ogni blocco alla circolazione? Quali sono i provvedimenti virtuosi che hanno messo in campo? Hanno eliminato dagli edifici pubblici le vecchie centrali termiche a gasolio? Gli automezzi pubblici vetusti e super inquinanti sono stati sostituiti con automezzi alimentati a metano o GPL? Vogliamo verificare la temperatura interna dei locali pubblici? Da Pergine, Rovereto e Trento ci pervengono segnalazioni che le palestre delle scuole sono addirittura impraticabili per l’eccessivo riscaldamento e che alcuni uffici hanno temperature superiori ai 22 gradi).

A nostro parere tutti i veicoli si devono fermare se l’inquinamento sale, perché tutti inquinano, certo chi più chi meno, ma tutti indistintamente inquinano.

E la Provincia e gli enti locali devono favorire nei giorni di blocco totale o parziale la mobilità alternativa, prevedendo:

- trasporto pubblico gratuito;

- raddoppio delle corse di trasporto pubblico con nuovi percorsi studiati appositamente in base alle necessità degli utenti;

- fermo simbolico delle auto blu (anche Dellai deve arrivare in Provincia in sella ad una bicicletta, che dia l’esempio!);

- verifica capillare degli impianti di riscaldamento pubblici e privati (appena si entra in un centro commerciale il tanfo del caldo ti assale, al limite dello shock termico);

- cominciare a sanzionare gli abusi e gli sprechi;

- fare un vero e proprio piano per il passaggio alle energie alternative.

Le misure contro l’inquinamento dovrebbero essere più coraggiose ed esprimere una concreta volontà di cambiare gli stili di vita, le abitudini dei cittadini , la qualità della vita. Per questo stiamo studiando la possibilità di impugnare le ordinanze restrittive della circolazione dei veicoli, perché le riteniamo in contrasto con il principio costituzionale dell’uguaglianza dei cittadini, perché distinguere i cittadini in base agli Euro 0, 1, 2 o 3 non è giusto.

Già in altre regioni ci sembra abbiano agito innanzi al TAR per l’annullamento degli accordi e delle conseguenti ordinanze di blocco; non appena il nostro ufficio legale avrà analizzato a fondo la questione, agiremo di conseguenza.

Stiamo elaborando un modulo da mettere a disposizione dei consumatori per richiedere ai diversi Comuni deroghe al provvedimento in oggetto.

Il nostro ufficio legale sta anche analizzando l’opportunità di inviare una diffida ai Comuni, che hanno aderito al provvedimento antinquinamento, stabilendo sanzioni nei confronti degli utenti.