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Quantità, qualità, vacuità

A proposito di alcuni eventi para-natalizi.

Più che la presentazione di uno spettacolo (un’esibizione di wrestling al palasport di Trento), l’articolo del Trentino sembrava una velina promozionale: ad attendere il pubblico ci sarebbe stato un “cast stellare” di atleti, e ”a riscaldare la serata, la voce calda e profonda di una indimenticabile icona dello sport italiano ed estero: Dan Peterson”. L’indomani, la triste realtà del patatrac, fatto di 300 spettatori, oltre tutto orbati di Dan Peterson (che non s’è visto), con un buco di 50.000 euro per l’organizzatore, che comunque non desiste e per la primavera promette “un’altra sorpresa con il grande wrestling”.

Un flop ben più grave sarebbe quello della stagione sciistica. I menagrami ambientalisti, per la verità, lo strillano da un pezzo: badate che col clima che si riscalda, puntare tutto sullo sci, soprattutto a quote basse e in posizioni soleggiate è rischioso! E adesso ecco il meteorologo che constata: “In questa stagione normalmente c’erano già almeno 70 cm di neve a 2500 metri e invece in molte zone o non c’è proprio o al massimo ci sono 10 cm.”. E sul Trentino leggiamo: “I tre giorni dell’Immacolata sono persi e sulle feste di Natale ci sono pesanti incertezze… A S. Martino di Castrozza tremano, perché l’8 dicembre c’è il Gran Galà per inaugurare la stagione: arriveranno Enrico Ruggeri e Dolcenera, sarebbe bello se arrivasse anche qualche fiocco. (…) A Campiglio, in mancanza del panorama bianco, creano l’atmosfera spegnendo le luci e illuminando il paese con le candele”. E gli albergatori si fanno coraggio: “Dimostreremo che ci sono molti modi di godersi la montagna”. Appunto.

Intanto però, per il 7 dicembre, è in programma sulle nevi (?) di Folgaria una manifestazione di grande rilievo, denominata “Vips Sport”, “perché i partecipanti – spiega il Trentino in un altro articolo para-pubblicitario - sono nomi noti del mondo dello spettacolo: attrici, ex miss Italia, miss Eleganza, miss Cotonella e miss Cinema. Basta citare alcuni nomi per rendersi conto del livello dello spettacolo: Er Patata, Enrico Mutti, Stefano Tacconi, Gigi Rizzi, Antonio Zequila, Francesco Oppini, Jimmi Ghione, Demetra Hampton, Mascia Ferri, addirittura la contessa Marzotto, Silvia Rocca, Silvie Lubamba, Linda Morselli e Randi Ingermann… Ciliegina sulla torta, il padrino sarà nientemeno che il Principe Giovannelli”. Insomma, manca solo Claudio Abbado.

Mentre scriviamo, non sappiamo se i vips potranno effettivamente “darsi battaglia in competizioni all’ultima goccia di energia” (sci, auto sul ghiaccio, motoslitta, e gommoni). Ma comunque “il battage pubblicitario… è garantito dalla presenza di 40 TV terrestri e 3 satellitari”. Tracce dell’evento saranno reperibili su La vita in diretta, Striscia la notizia, Sipario, Le Jene.

Discutere della valenza di una tale iniziativa è sconveniente: si suppone che attiri attenzione e risucchi reddito; ogni altra considerazione discende da una visione del mondo tartufesca e sostanzialmente illiberale.

Dunque, il gigantismo “a prescindere” imperversa, soprattutto in queste settimane festaiole. A Bolzano hanno speso 300.000 euro per illuminare la piazza, la chiesa e le vie attorno. A Pergine, 12.000 euro per addobbare l’albero: ma “è l’albero di Natale più alto d’Italia”, un platano alto 40 metri “addobbato con 35.000 microluci bianche a led e 250 star light, luci stroboscopiche”; ed è stato acceso dalla sempre presente miss Italia trentina, che il giorno dopo è scesa a Trento “per farsi fotografare con i suoi ammiratori nel negozio Lea Foscati di Walter Dusini, in via S. Maria Maddalena”.

E poi, anzi soprattutto, i mercatini di Natale, fra richiami alla tradizione e novità (salsicce di struzzo, di canguro o aromatizzate ai mirtilli, vin brulé svedese, ecc.). Quello di Trento, già da tempo avviato (e ancor prima, a metà novembre, risale l’allestimento delle luminarie!), è un successone, e “la sfida con Bolzano comincia a farsi frizzante”. Più che una polemica, bisogna dire, è una sorta di dibattito teologico fra i due organizzatori. Quello trentino “ha puntato decisamente sulla sobrietà, in contrasto con gli sfavillii di Bolzano”. L’altro replica vantando la propria ortodossia e contestando lo scarso rispetto del rivale nei confronti del calendario liturgico. Noi – dice il presidente dell’Azienda di soggiorno di Bolzano - “puntiamo ad una riscoperta dell’Avvento. Cosa che al contrario a Trento non sta a cuore più di tanto. Ci continuano a dire che rispettano la tradizione e allora vorrei sapere perché hanno cominciato con una domenica d’anticipo, fregandosene del vero calendario dell’Avvento”.

E conclude laicamente: “Fino ad ora abbiamo mandato noi turisti a Trento, loro non ce ne hanno spedito nemmeno uno”.