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Far e desfar...

Storia di una ristrutturazione costosa e di un progetto alternativo che nessuno vuole prendere in considerazione.

Sono anni che i dirigenti scolastici (6 quelli che si sono avvicendati a Mezzocorona) ma anche gli amministratori comunali ne hanno più volte, almeno a parole, condiviso l’esigenza, chiedono l’ampliamento e la ristrutturazione dell’edificio delle scuole medie. L’edificio era stato realizzato negli anni ‘70 per fare fronte al baby boom dell’epoca. Ma quasi subito erano emersi i difetti del manufatto, a partire dalle ricorrenti infiltrazioni d’acqua causate dalla scelta di un tetto piano per di più costruito non a regola d’arte. Si aggiunga poi che una scuola attuale ha esigenze diverse e maggiori rispetto al passato anche relativamente recente.

I comuni di Mezzocorona, San Michele, Faedo e Roveré della Luna (i cui alunni frequentano la scuola media di Mezzocorona) hanno chiesto alla Provincia un finanziamento di 10 milioni di euro (tre saranno comunque a carico dei comuni) per la costruzione di un nuovo edificio al posto dell’attuale. Il progetto prevede la demolizione del corpo di fabbrica delle aule e laboratori e una ristrutturazione del corpo di fabbrica della palestra e della mensa. Prevede la ricostruzione della parte demolita con annessa aula magna accessibile dall’esterno e la realizzazione di un parcheggio sotterraneo per 100 posti macchina. L’edificio esistente sarà demolito per lotti e anche la costruzione del nuovo avverrà per blocchi, il cui tempo di realizzo è stato valutato in 7–8 anni dall’inizio dei lavori.

In questo lungo periodo di tempo gli alunni e il personale scolastico dovranno convivere in spazi ancora più angusti di quelli esistenti e con il cantiere di costruzione. A distanza di trent’anni, a sentire Michele Vanin, che nella scuola di Mezzocorona ci lavora da sempre, attualmente come funzionario amministrativo, pare che si stiano inoltre per ripetere gli errori del passato. Secondo Vanin, che è anche consigliere comunale a Roverè della Luna, il nuovo edificio non apporterà nessuno spazio didattico e amministrativo aggiuntivo rispetto all’esistente e avrà una esposizione al sole peggiore per le attività didattiche che notoriamente si svolgono prevalentemente di mattina. Non solo: secondo lui si spenderanno 10 milioni di euro senza risolvere nessuno dei problemi da cui è afflitta ormai da anni la media di Mezzocorona. Dieci milioni di euro per realizzare, in sostanza, un’aula magna ed un parcheggio sotterraneo che, secondo il funzionario, non rappresentano certamente le priorità per le quali da anni si invoca la ristrutturazione dell’edificio.

Dopo aver sollevato le sue perplessità già in sede di presentazione del progetto (giugno 2006), Vanin si è messo al lavoro, ha analizzato puntigliosamente l’elaborato tecnico del progetto preliminare e per dimostrare la sua tesi ha inviato due corposi documenti a tutti i consiglieri dei comuni interessati oltre, ovviamente, al dirigente scolastico, al collegio docenti, al Consiglio di istituto ed alla Provincia. Nelle circa trenta pagine si elencano le fasi del progetto, la demolizione, la ricostruzione e i disagi ad esse collegati. Vengono presi puntualmente in considerazione tutti gli spazi, didattici e non, che verranno eliminati e quindi diversamente ricostruiti concludendo con l’inutilità, se non la nocività del progetto.

Vanin avanza anche un’ipotesi alternativa che farebbe risparmiare tempo, disagi e molto denaro alle casse pubbliche. I tempi di realizzo sarebbero molto limitati, massimo 2 anni e senza diminuire nel frattempo la funzionalità dell’edificio esistente. La spesa sarebbe quella di una costruzione di circa 4.000 mc fra scantinati e parte fuori terra, pari a 1.100.000 euro, oltre alla spesa per la ristrutturazione delle parti nel corpo di fabbrica palestra-spogliatoi-mensa-servizi per un importo di 1.054.500,00 euro, come da progetto. Per un totale perciò di 2.154.500,00 euro, calcolato per i lavori a base d’appalto e applicando la stessa percentuale del 35,63 prevista nel progetto per le somme a disposizione del committente che ammonterebbero a 767.648,00 euro. Quindi si otterrebbe una costo complessivo di 2.922.148,00 euro contro una spesa di progetto di 10.017.370,00 . Il costo unitario a metro cubo utilizzato per il calcolo “alternativo” è lo stesso utilizzato nel progetto ufficiale, quindi attendibile.

Nell’ipotesi alternativa, sostenuta da Vanin, si potrebbero ottenere una superficie aggiuntiva di 1.122 mq., risparmiando inoltre 7.095.222,00 euro e 7-8 anni di disagi per alunni e operatori scolastici in generale.

Per ora, a distanza di oltre due mesi dall’azione informativa messa in campo, nessuno tra le decine di amministratori chiamati a decidere sul progetto si è preso la briga di contattare l’autore del ponderoso lavoro critico per chiedere magari un chiarimento aggiuntivo; in cambio, si dice che il funzionario abbia raccolto qualche mugugno dell’ambiente scolastico in cui opera.

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