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“Cime e sentieri”

Claudio Colpo, Giorgio Decarli, Gianni Dorigatti, Claudio Giovannini, Sergio Mattivi, Cime e sentieri, vol. II. 50 itinerari escursionistici in Trentino Alto Adige. Trento, Euroedit, 2006, pp. 174

Montagna senza neve (nemmeno artificiale). Montagna senza turisti. Montagna senza ricavi. Stufi di questa visione miope del turismo invernale, purtroppo predominante presso politici e giornalisti in questo inverno-che-non-c’è, ci siamo dati a una lettura sulla montagna che decisamente “rema contro”.

Leggendo “Cime e sentieri” si capisce che non c’è da stracciarsi le vesti se il turismo di massa invernale non decolla. Si capisce che la montagna è un bene troppo prezioso per lasciarlo andare alla deriva, per lasciarlo vittima di quel turismo “mordi e fuggi” da settimana o week-end bianchi che è la causa stessa della propria malasorte attuale. Basterebbe farsi due conti: le produzione delle costosissime attrezzature da sci alpino (che durano pochi anni e poi si cambiano), gli spostamenti in auto per raggiungere le località turistiche (c’è chi si fa centinaia di km, dei quali quelli in salita e discesa fatti in grandi condizioni di sforzo per il motore), la proliferazione degli alloggi, gli impianti di risalita generalmente poco efficienti sul piano energetico, i gatti delle nevi a battere le piste la sera, i cannoni spara-neve (sempre più necessari) che sono vere e proprie idrovore energetiche: tutto questo è la linfa del turismo invernale di massa, ma contribuisce anche, in maniera decisiva, al surriscaldamento climatico che sta uccidendo proprio tale genere di turismo. Praticamente, il più stolto dei suicidi.

Ecco dunque il motivo per cui può essere saggio e salvifico – per noi e per la montagna – darsi alla lettura di “Cime e sentieri”, una guida a 50 itinerari escursionistici in Trentino-Alto Adige che definire solamente “guida” è decisamente riduttivo. Infatti, oltre al dettaglio dei 50 percorsi – con indicazione di dislivello, tempi di percorrenza, periodo consigliato, grado di difficoltà, la descrizione ambientale, quella dell’itinerario e ovviamente la cartina (anche in formato digitale su CD allegato) – oltre a questo c’è molto, molto di più.

Ci sono le poesie dedicate agli alberi del poeta Fabrizio Da Trieste. Già, perché, come dice Mauro Corona (più volte citato nel testo), “se nella vita ci si innamora, credo che questo sentimento possa essere rivolto anche verso un albero”. Corona è innamorato del cirmolo. Fabrizio Da Trieste probabilmente di un po’ di tutti quanti: non solo del cirmolo, ma anche del faggio, del peccio, dell’abete bianco, del larice, del mugo. A ciascuno di questi autorevoli rappresentanti della vegetazione alpina, il poeta manifesta il proprio sentimento.

E poi ci sono i racconti, brevi. Parlano di una montagna capace di riavvicinare padre e figlio colmando le differenze generazionali, di una montagna che aiuta chi non è considerato “normale” a dimenticare la zavorra ipocrita dei valori di chi si ritiene tale, di una montagna che permette all’amicizia di cementarsi e sopravvivere anche quando l’amico non c’è più. In breve, di una montagna che sta con l’uomo in rapporto di reciprocità, non di sfruttamento: una montagna che dall’uomo riceve rispetto e all’uomo regala la sua essenza, aiutandolo ad essere più umano.

“La montagna non è un cumulo di sassi e di rocce inanimate e inerti: è un mondo che vive con noi e per noi”, scrive nell’introduzione Elio Fox, il presidente della Sezione Operaia della SAT (SOSAT) che, insieme alla FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani), ha permesso l’uscita di “Cime e sentieri”, il secondo volume, dopo quello assai fortunato uscito 12 anni fa. L’incasso degli acquisti fatti direttamente presso la SOSAT verrà devoluto al finanziamento di un centro di prima assistenza sanitaria nelle montagne afghane.

Buona lettura e buone escursioni, dunque, con l’augurio che, fra altri 12 anni, si arrivi a pubblicare un terzo volume: vorrebbe dire che la montagna sarà ancora un luogo da vivere e rispettare, e non solo da ammirare in fotografia rimpiangendo un ecosistema che non c’è più.

“In Trentino la perturbazione di questi giorni ha portato una coltre di neve naturale su tutti i rilievi.
Le piste sono in ottime condizioni, approfittatene!”

(dalla newsletter del portale della Trentino SpA, inviata agli iscritti il 25 gennaio 2007)