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I “Martedì” da non perdere

Musica di alto livello a scuola, al Liceo "Rosmini" di Trento: questa volta di scena la musica di Piazzolla e i ballerini di Tango: per uno spettacolo encomiabile.

Aula Magna straripante di pubblico, martedì 13 febbraio, al liceo “Rosmini”. Nessuno si aspettava un afflusso così imponente ma, col senno di poi, se ne comprende la ragione: il Tango trascina. Il Tango è quella danza, quella musica, quella corrente emotiva che ti attrae e risveglia in te vibrazioni recondite e quotidianamente poco percepite. Allora lo sai, quando la locandina ti avvisa, che devi andarci. E’ vero, non c’era tutta la città, ma molti, il giorno dopo han detto: “Ah, volevo andarci anch’io, ma...”. Ma qualcosa li ha trattenuti, un impegno, una remora, una stanchezza. E’ un circolo vizioso: le forze che impediscono alle nostre emozioni di liberarsi, almeno un poco, sono le stesse che si oppongono a spingerci là dove potremmo liberarle.

Così, i soli 400-500 convenuti si sono goduti il trio “Tango x 3” e l’esibizione della coppia di ballerini; un po’ meglio è stato per chi è arrivato con tre quarti d’ora d’anticipo, ben sapendo che dal fondo non avrebbe visto bene. Come qualcuno ha commentato, sarebbe stato un utile accorgimento riprendere le danze e proiettarle su uno schermo gigante; se ne terrà certamente conto la prossima volta.

I tre musicisti – Leonardo Sapere (violoncello), Luca Degani (bandoneon) e Giannantonio Mutto (pianoforte) – hanno onorato e ripagato il pubblico con un’impeccabile serie di esecuzioni, per la maggioranza scritte da Piazzolla, durante alcune delle quali Margarita Klurfan e Walter Edgardo Cardoso hanno provveduto a illustrare figure e sentimenti musicali con le consuete ammirevoli contorsioni, di un erotismo così tecnico da far impallidire qualunque dilettante amante del Tango. Molto apprezzati gli assoli musicali, in particolare la sottolineatura dedicata al bandoneon, strumento emblema del Tango, la cui storia è stata simpaticamente raccontata da Degani. Ci piace segnalare anche, per il degno e legittimo inserimento tra le musiche di celebri autori, la composizione del pianista Mutto, gradevole e suggestiva, dedicata a Giulietta e Romeo, la sera prima di San Valentino: un’indovinata celebrazione.

Un meritato plauso va dunque rivolto agli organizzatori del “Martedì”, che da anni stanno dimostrando, con intelligenza e coraggio, come si possa fare cultura di alto livello, e musica in particolare, in una scuola pubblica. I costi? Con un faticoso lavoro di ricerca di sponsor, cui si propongono spettacoli di qualità, i costi si possono contenere. Ma vogliamo pensare ai risultati in termini di stimolo e crescita culturale per chi riesce a vincere le forze negative di cui si diceva? Ora servirà un pianoforte nuovo: vediamo se le energie finanziarie circolanti nel nostro territorio riusciranno a vedere un’utilità nel convergere sul “Rosmini”, per agevolarne l’acquisto.

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