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Arte abile

Una mostra molto speciale a Castel Mareccio.

Viene da Trento, si vede a Castel Mareccio dal 20 febbraio a metà marzo e in maggio sarà a Innsbruck nella Hofburg. E’ una buona declinazione di collaborazione transfrontaliera, senza l’ideologia dell’Euregio, una mostra d’arte i cui autori sono disabili, alcuni fin dalla nascita, altri in seguito al sopraggiungere di una malattia.

Nella splendida assenza di Castel Mareccio, che si erge al centro di un vigneto nel cuore della città, gestito negli ultimi anni da una società che lo tiene vuoto e inutilizzato, coloro che vi si sono avventurati, fra orari impossibili e fine settimana rigorosamente chiusi, hanno avuto una gran bella sorpresa. Parecchi anni fa il castello cittadino era molto frequentato, vi si sono organizzate mostre d’arte e convegni di grandissimo rilievo; ora chi riesce a dribblare gli orari impossibili, si trova per lo più sola o solo, con il privilegio di una guida gentilissima e appassionata (che si chiama non a caso Gentili).

Bisogna dunque ringraziare il caso che ha fatto cadere la giornata senz’auto il 25 marzo. Quella domenica, eccezionalmente, il castello è rimasto aperto e 250 persone hanno approfittato per rivedere gli splendidi affreschi cinquecenteschi, pur trascurati dal Comune proprietario che privilegia interventi volti a favorire un uso festaiolo del castello e non finanzia gli urgenti restauri.

Fin dal cortile, trasformato in una sala da una copertura a vetri, i visitatori possono in questi giorni incontrare quattro sculture, e poi risalire –chi non può camminare con l’ascensore – al piano di sopra, dove sono esposte le opere.

Autrici e autori hanno diverse esperienze di vita e di lavoro, hanno vissuto e viaggiato, ci sono dei professionisti e altri che non lo sono, ma ciò che li unisce è la forza creativa che li fa andare oltre i limiti della disabilità, e la mostra si intitola infatti “Sogno, il mio corpo vola”. Qui in Sudtirolo ci sono sportivi disabili, che volano usando le mani invece delle gambe, intellettuali disabili, che volano con il cervello e la sapienza; le opere esposte nella mostra di Castel Mareccio testimoniano un volo attraverso la bellezza.

Alcuni autori sono famosi, molti trentini e tirolesi, per altri l’arte è un modo per esprimersi, per occupare in modo creativo il tempo. Fra i sudtirolesi, c’è Georg Paulmichl, che vive e lavora a Prato allo Stelvio e scrive poesie, oltre a dipingere. In una sua poesia esposta nella mostra scrive: “Nei laboratori protetti [i disabili] confezionano per passatempo cesti di paglia”. In questo mostra tuttavia non ci sono opere fatte “per passatempo”. Come ha detto Ubaldo Bacchiega, presidente della UILDM, Unione italiana per la lotta alla distrofia muscolare, “queste opere costituiscono uno sguardo sulla diversità, ma dall’interno. Non nascondono i problemi, ma non c’è tristezza. Attraverso l’arte le autrici e gli autori esprimono forza interiore, consapevolezza del sé”. Questa iniziativa dà senso all’espressione, altrimenti spesso solo eufemistica, “diversamente abili”. Si dovrebbe trasformarla in una galleria perenne, aperta alle nuove opere, aperta alle scuole e a tutte le persone che vogliono capire il mondo.

Il mondo non ha bisogno di persone disabili.
Tuttavia ci sono.
Con difetti di nascita Gesù ha mandato i disabili nel mondo.
Nei laboratori protetti confezionano per passatempo cesti di paglia.
Gli abitanti del paese sono contenti se non devono incontrare i disabili.
Durante la messa cantano note sbagliate.
Nella parte nuova del laboratorio protetto ci si esercita alla vita.
Gli assistenti sono severi e impazienti.
I portatori di handicap fisico con un tutt’uno con la sedia a rotelle.
Se troveranno aperta la porta del cielo lo sa solo il buon Dio.

Georg Paulmichl

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