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“Vocalise”: emozione per voce, strumenti, movimento

L'Ensemble Lucilla May e la compagnia di danza SullaSoglia offrono una coinvolgente fusione di canto, musica e danza.

Domenica 22 aprile nella Sala delle Marangonerie del Castello del Buonconsiglio, è stato presentato uno spettacolo-concerto all’interno del programma "La voce di Alice", con musiche eseguite dall’Ensemble Lucilla May, formato da Miriam Mel, soprano, Barbara Bertoldi, violoncello, e Renata Sacchi, pianoforte, accompagnate per l’occasione dalla compagnia SullaSoglia, che ha danzato su alcune delle musiche. La regia dello spettacolo è stata di Manuela Girardi, che ha curato in particolare le coreografie.

Il programma prevedeva un percorso dedicato alla forma del vocalizzo, visto soprattutto in relazione con lo strumento dal suono forse più "cantabile", il violoncello. La voce umana e quella delle corde hanno affascinato il pubblico, da sole e assieme, e ancor più, forse, quando hanno incontrato il linguaggio del corpo, che, nelle movenze ora leggiadre, ora eleganti, ora giocose delle ballerine, ha interagito con questa pluralità di suoni. "La sequenza per una voce sola", di Luciano Berio, ad esempio, straordinaria sfida per la cantante, è stata interpretata con la danza in modo molto curato e preciso, comunicando sia sul piano delle emozioni, sia su quello della ricerca suono-gesto.

Uno dei fili conduttori della serata è stato il rapporto di "Alice" col mondo e con gli altri, e il risultato è stato uno spettacolo ironico e coinvolgente, a tratti difficile, ma elegante e poetico.

I pezzi scelti erano a tratti ostici, a tratti commoventi e caldi, mettendo in primo piano di volta in volta il suono avvolgente del violoncello, la misura elegante del pianoforte, la gamma sorprendente dei mille suoni che uscivano dalle labbra della cantante, la ricca compostezza delle ballerine.

Non c’erano scene vistose, ma l’atmosfera calda della Sala delle Marangonerie illuminata come un salotto di casa: tre sedie, gli strumenti, la cantante in abito rosso e le danzatrici in abiti chiari e lievi. Le loro movenze ci hanno consentito di scorgere il mondo reale e distorto dei sogni, proprio come in Alice. Sul pezzo di Berio "Le parole sono finite" una danzatrice interpreta un dialogo fra due persone spostandosi da una sedia all’altra, cercando un difficile modo di comunicare, finché le parole, appunto, finiscono. In altri momenti, le ballerine, come nel caso della complessa musica di Straffellini, "May", (prima assoluta), hanno scherzato con i suoni, hanno giocato con ombrelli, cappelli, con le scarpe di mamma, rubate per un momento di magica solitudine.

La coreografia più commovente è stata quella ideata su un pezzo di Rachmaninov: le tre danzatrici al centro della scena, in un abbraccio caldo e materno, a formare una sorta di pietà, in cui braccia, mani, tutto il corpo, si trovavano in uno stato di abbandono e di intensa relazione, nell’atto di accogliere, confortare, sostenere. Poi, lentamente, si staccavano, mimando una partenza, un inizio, o forse una fine: ad ogni spettatore la sua commozione e la sua interpretazione, tanto ricca e fertile era la materia di quei gesti.

La formula "concerto – danza" ha quindi colto perfettamente nel segno: musiciste e danzatrici in un dialogo di autentici rapporti – e non semplicemente accostate le une alle altre.

* * *

Prossimi appuntamenti con l’Ensemble Lucilla May:

Domenica 13 maggio, Villa Lagarina, Palazzo Libera, ore 18.30: "Loreto impagliato, ovvero arie e racconti del tempo che fu". Musiche di Glinka, Kreutzer, Bonis, Lee, Goltermann, Kreisler Bonis. Con M. Lazzeri, attore

Domenica 20 maggio, Trento, Museo Tridentino di Scienze Naturali, ore 18.30: "La natura allo specchio…. può la natura specchiarsi nella musica?" Musiche di Kreutzer, Capuis, Wagner, Goltermann, Dvorak, Previn, Andreoni.

L’ingresso è libero.

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