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25 anni di “Appunti”

La storia e le battaglie della rivista di Mezzolombardo.

“Appunti", il periodico a cura del Circolo culturale ’78 di Mezzolombardo - questa la sottointestazione del trimestrale - si avvia verso il quarto di secolo. Un traguardo di durata da non sottovalutare per una rivista nata quasi per scherzo ma che nel tempo, con alti e bassi, ha trovato invece una sua ragione di esistere. Nel panorama della Piana Rotaliana, forse, nessun’altra pubblicazione può vantare una tale tenacia.

Un portale settecentesco del paese prima e dopo l’intervento dell’Itea. E’ l’ultima denuncia di “Appunti”.

I bollettini comunali, dove esistono, sono frutto delle amministrazioni comunali di centro sinistra insediatesi negli anni Novanta, mentre anche i bollettini parrocchiali non sempre garantiscono continuità. "Appunti", pur facendo storicamente riferimento ad un circolo culturale ed al gruppo di fondatori chiaramente orientati a sinistra, ha dimostrato talvolta anche la capacità di aprirsi ad altre esperienze culturali. La rivista fin dall’inizio ha dovuto però combattere per affermare la sua presenza. Già la scelta del nome "Appunti" è stato il frutto di un ripiego; infatti, il primo titolo, " Il Mosaico", venne abbandonato dopo la pubblicazione dei primi numeri a causa di un’antipatica diffida promossa da parte di un circolo culturale di Trento, che gelosamente aveva minacciato di adire le vie legali per difendere la propria primizia.

"Appunti" era nato principalmente per fungere da bollettino informativo rivolto ai soci (allora numerosissimi) sulle crescenti attività del Circolo Culturale ‘78. L’associazione, a cavallo degli anni Settanta ed Ottanta, ha rappresentato per Mezzolombardo (ma anche per l’intera Rotaliana) una vera e propria ventata di novità. Il riflusso politico dell’epoca aveva convinto un gruppo di giovani di sinistra ad investire numerose energie nell’ambito della cultura e dello spettacolo di qualità. Ed ecco quindi sbarcare a Mezzolombardo il teatro professionistico (all’epoca riservato quasi esclusivamente alle città) e gruppi come gli Inti Illimani. Ma anche corsi di ogni genere: musica , pittura, lingue. E dopo pochi anni, sulla scia dei numerosi successi, ecco la decisione di pubblicare un periodico. Dapprima come bollettino dell’intensa attività dell’associazione: i programmi, le recensioni, le critiche, ma poi, via via, la pubblicazione venne arricchita con qualche editoriale e qualche piccola inchiesta sulla vita del paese e della zona.

Il successo iniziale obbligò il gruppo dei primi a formare una piccola redazione con un direttore che doveva occuparsi spesso anche della battitura a macchina dei manoscritti, dell’impaginazione e della "cucitura" dei fogli stampati. Infatti, per risparmiare sui costi, la scelta cadde su una tipografia locale che si offrì di lavorare il giornale per pochi soldi, ma a condizione che alcune fasi fossero di fatto prodotte con il lavoro volontario dei "redattori".

Oggi la fase pionieristica è in parte rientrata, anche perché ormai qualche centinaio di euro arrivano dalle inserzioni pubblicitarie. Infatti, qualche anno fa, dopo una lunga discussione tra puristi e realisti, si è alla fine deciso di cedere qualche pagina (due/tre sulle quaranta disponibili) alla pubblicità, soluzione che ha permesso di respirare un po’ mantenendo un formato sobrio ma leggibile.

Ad aumentare le difficoltà del periodico sono i numerosi interventi tariffari e le complicate regole postali. In questo periodo, ci racconta uno dei redattori storici, l’unica maniera per distribuire il giornalino ad una tariffa sostenibile è quello di farlo passare per stampa pubblicitaria.

Per tornare alla storia del periodico, occorre ricordare che "Appunti" è stato anche lo strumento per veicolare alcune grandi campagne politico-ambientaliste attorno alle quali si erano venuti alleando diversi soggetti locali: singoli, associazioni e forze politiche. Una, tutta paesana, contro il progetto del comune di Mezzolombardo di realizzare un centro sportivo nell’unico bosco del paese e poi quella, più nota, condotta contro il primo progetto di viabilità Trento-Rocchetta attraverso San Michele e l’intera piana Rotaliana. Due battaglie vittoriose: il campo sportivo è stato costruito in prossimità del centro abitato, sia pur sacrificando qualche vigneto, mentre la viabilità delle valli del Noce, ora in via di realizzazione, è stata costretta nella galleria sventando i maggiori rischi di speculazione edilizia connessi alla possibile realizzazione della strada in mezzo ai vigneti della Rotaliana (Bretella: (quasi) tutti contenti).

Oggi "Appunti" è forse meno battagliero rispetto agli anni ruggenti, ma ogni tanto il colpo ad effetto gli riesce ancora. Sull’ultimo numero, ad esempio, due buone foto ed un breve commento denunciano la misera fine di un portale settecentesco sfregiato da un cantiere dell’Itea.