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Grisenti all’A22: strategia? No, cinismo

Il diverso (e nocivo) modello di sviluppo cui sembra ora orientarsi il Trentino: per puro caso, come ricaduta di traffici di poltrone. Opinioni nel mondo politico.

E’ a nostro avviso pesante come un macigno la vicenda della nomina di Silvano Grisenti alla presidenza dell’A22: per le implicazioni che comporta, per il metodo cui si è arrivati, per i sottintesi di cui si sussurra. Ne ridiscutiamo quindi ancora (vedi anche, nel numero scorso, Il Trentino cambia strategia. Come mai? Per liberarsi di Grisenti...), attivando una pluralità di opinioni nel mondo politico.

Foto di Marco Parisi.

I primi aspetti che balzano all’occhio sono due. Con la nomina di Grisenti, attraverso una serie di patti con le regioni del Sud, il Trentino di fatto ha cambiato strategia; orientandosi verso un diverso modello di sviluppo. E’ vero? E se sì, come è stato possibile?

E’ stato un cambiamento aperto o surrettizio? Motivato o casuale? Preso attraverso quali momenti decisionali? Sembra che questo indirizzo sia sancito da patti parasociali sottoscritti da Dellai? E’ possibile, che valore hanno? Che democrazia è quella in cui l’azione di governo si esplica attraverso patti segreti?

Queste le domande. Come si vede, non di poco conto.

Iniziamo dalla strategia: dalla priorità della ferrovia a quella della strada, dal modello di sviluppo alpino (e dalle conseguenti – pur non facili – alleanze territoriali) al modello padano, o veneto.

Il problema investe il centro-sinistra, in quanto il centro-destra, pur in disaccordo con il metodo nella nomina di Grisenti, concorda con le linee di fondo ad essa sottese.

"I dati del traffico ci dicono che, anche con la costruzione della nuova ferrovia ad alta capacità, nel 2030 la A22 avrebbe l’attuale flusso; per cui una razionalizzazione degli accessi all’Autostrada a Sud, ci vede concordi – ci dice il consigliere provinciale Marcello Carli, dell’Udc – Lo sviluppo comporta costi ambientali: da minimizzare attraverso l’evoluzione tecnologica. Io penso che dovremmo difendere il Trentino non tanto vietando nuove strade, ma permettendovi il transito solo ai Tir più moderni, in regola con le ultime normative".

Questa la posizione, con varie sfaccettature, nella Casa delle Libertà, dove l’ambientalismo non è stato mai popolare, e il Veneto invece sì. Ma nell’Unione?

"Nel Sud è prevalsa l’anima più infrastruttalista, che – a prescindere dai partiti di riferimento – voleva portare a casa dividendi e strade. Con questa parte, Dellai ha sottoscritto un accordo– risponde il consigliere Roberto Pinter, dei Ds, già vicepresidente della giunta Provinciale – Per cui sicuramente, con Grisenti ci sarà uno spostamento di risorse, dalla ferrovia alla strada, checché ne dicano.

Poi c’è la questione Valdastico. Per la quale spinge la Serenissima, cui ora si può aggiungere Grisenti, che si è dichiarato pronto a finanziarla. E questo può rappresentare una deviazione strategica. Perché finora l’A22 ha invece sempre sostenuto che la PiRuBi avrebbe comportato aumento di traffico nel tratto più congestionato, da Rovereto a Trento e poi verso Nord; mentre è il tratto verso sud quello sottoutilizzato."

Nella Margherita Giorgio Viganò aveva per le ultime elezzioni politiche sostenuto la candidatura di Grisenti nel collegio senatoriale della Valsugana, proprio per allontanarlo dalla Giunta, perchè "gran lavoratore, cresciuto in esperienza nel settore, incarna una visione dello sviluppo e del futuro che non mi appartiene. Ai problemi posti dal traffico, e magistralmente illustrati nel libro di Guido Viale ‘Vita a morte dell’automobile’, si continua a voler rispondere con le tradizionali soluzioni degli allargamenti, dei tunnel delle nuove autostrade".

Viganò nella Margherita è in netta minoranza, e Grisenti rimase sul suo scranno assessorile, per poi passare a quello di presidente dell’Autostrada. Il tutto senza mai discutere cosa questo potesse significare dal punto di vista strategico. "Il punto debole di questa legislatura è stato proprio il dibattito."

Infatti il punto anomalo (e leggermente inquietante) è che questa scelta da una parte sia casuale. "L’obiettivo era avere Grisenti all’A22: perchè può rappresentare un centro di potere molto utile a Dellai nei suoi rapporti con il mondo imprenditoriale, e perchè poteva portare a riequilibri nella Giunta e nella Margherita – afferma Pinter - Per raggiungere questo obiettivo si è mutata la strategia complessiva". Quindi: la complessiva strategia del Trentino cambia all’improvviso, per permettere a Dellai di posizionare Grisenti dove gli fa comodo e gli dà (spera) meno ombra.

Come lo chiamiamo? Cinismo? Irresponsabilità?

La cosa è aggravata dalle modalità di questi accordi: i patti parasociali.

"E’ stato il Corriere del Trentino, in data primo maggio, a pubblicare l’accordo firmato alla Camera di Commercio di Verona tra Dellai e i partner del Sud – afferma il senatore Marco Boato, dei Verdi – Mentre contemporaneamente Dellai affermava che per rivelare il contenuto di questi patti doveva chiedere una liberatoria dai partner. La cosa che mi preoccupa è che più di uno dei soci del Sud fa riferimento a clausole sottoscritte, che non compaiono nell’accordo pubblicato. Mi chiedo se non ce ne siano altri di accordi".

Voi di Dellai siete alleati. Potreste chiederglielo.

"Io mi auguro che questi patti non ci siano. Ma è chiaro che se ci fossero non verrebbero rivelati. Dellai ha più volte sostenuto che non ci sono. La cosa resta un punto di domanda, alimentato dalle dichiarazioni che vengono dal Sud: il chiarimento si avrà quando vedremo quali scelte vengono effettuate".

"A me sembrerebbe strano che ci possano essere patti parasociali veri e propri– afferma il consigliere Bondi, dei Ds – Ci saranno invece patti politici, che non hanno valenza giuridica e che indicano una linea, con margini di elasticità (e magari di ambiguità) molto ampi. Quando io ero segretario provinciale dei Ds, nell’occasione del rinnovo delle cariche dell’A22 coinvolsi tutte le federazioni diessine dell’area, attraverso un’apposita riunione, ad Andalo, dove stabilimmo le cariche (Willeit presidente e Bruschetti vice) e la linea politica di indirizzo: utilizzare l’A22 per spostare il traffico su ferrovia".

Che è la linea ora rovesciata.

E qui si apre l’altra questione: chi lo ha deciso? In che sede?

E stato in un vertice a Villa Madruzzo che Dellai ha posto il problema Grisenti – rivela Boato - Io mi dichiarai contrario, per motivi non personali, ma appunto strategici. Dopo di me intervenne Ugo Rossi, segretario del Patt: anch’egli sulle mie posizioni. E poi pure Pinter, dei Ds. Gli altri non dissero nulla, a parte Casagranda della Margherita che intendeva rivendicare la presidenza per il Trentino. In seguito non c’è stata alcun altro momento di discussione. Ma l’esito di quella riunione è stato disatteso: si è deciso il contrario".

Dellai quindi è andato avanti per conto proprio. Dando uno schiaffo al Patt, e un altro ai Verdi. Ai Ds no, perchè – con buona pace di Pinter e Bondi – il segretario Andreolli vedeva di buon occhio una promozione\rimozione di Grisenti dalla giunta provinciale: per non avere tra i piedi l’assessore dell’asfalto e della magnadora, e magari per ricavare qualcosa dalla redistribuzione delle sue ricche deleghe. Posizione miope, anzi cieca, come sempre ormai capita a questa dirigenza diessina, che si vorrebbe realista: le deleghe Dellai non le ha mollate, Grisenti all’Autostrada asfalterà a più non posso, e da lì intende continuare a fare politica, come subito ha dimostrato, andando a sostenere i sindaci anti-referendum in val Rendena.

A noi sembra che in tanti, nel centro-sinistra, abbiano ormai perso la bussola. E siano guidati da calcoli di brevissimo respiro, che fanno intravedere un’overdose di cinismo e nessun progetto.

Marco Boato in effetti, sulla stampa di Trento e di Bolzano, una battaglia la ha sostenuta. "Mi sono spaventato per l’isolamento in cui mi sono trovato. Nessuno è venuto a sostenere le mie posizioni, la difesa di una linea strategica che sembrava unanimemente condivisa."

Ma forse la parola strategia, per i Dellai e gli Andreolli, vuol solo dire trovare la maniera di meglio posizionarsi per le elezioni del 2008.