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Nemici della Terra 2006

Paolo Barbagli

Gli "Amici della Terra dell’Alto Garda e Ledro" comunicano che, dopo lunghe discussioni preliminari, hanno proceduto a votazione a scrutinio segreto tra i cinque finalisti del Premio "Nemico della Terra 2006" (II Edizione 2007).

Il vincitore, tra persone, enti o associazioni ritenute particolarmente meritevoli nella distruzione dell’ambiente altogardesano per l’anno 2006, è risultata l’Amministrazione comunale di Riva del Garda, con la seguente motivazione: "Con questa denominazione (Amministrazione Comunale) si intendono la Giunta Comunale e la maggioranza del Consiglio Comunale, che con la prima ha condiviso le principali scelte urbanistiche di Riva del Garda. In particolare, ci si riferisce all’approvazione definitiva del Piano Attuativo per la Fascia Lago, che rappresenta l’atto urbanistico principale del 2006 e che prevede una netta contrazione del verde esistente per far posto a costruzioni e parcheggi; e al piano di fattibilità (commissionato all’Università di Trento) nell’area dell’Alboletta, che prevede la completa urbanizzazione e cementificazione di tutta l’area compresa tra il Rione Degasperi e il torrente Albola.

Alla Giunta si addebita anche una politica del verde pubblico scarsamente rispettosa dell’alberatura esistente (vedi per esempio la ‘pulizia’ alla Spiaggia degli Olivi, la mancata sostituzione degli alberi tagliati in viale Lutti, la proclamata intenzione di tagliare molti maestosi pini marittimi agli ingressi della città, l’idea di un parcheggio interrato all’ex cimitero, con inevitabile sacrificio dei cipressi soprastanti).

In dicembre, inoltre, è stata frettolosamente approvata una deroga urbanistica riguardante l’altezza del camino, ben 35 metri, della progettata nuova centrale di cogenerazione a metano della Cartiera del Garda, che dà di fatto il via libera ad un megaprogetto da oltre 50 milioni di euro non sufficientemente discusso ed approfondito né con la popolazione residente né in Consiglio Comunale".

Si ricordano, infine, gli altri fi-nalisti e le relative motivazioni:

Giorgio Domenichelli (imprenditore): per avere iniziato a costruire, nel 2006, un villaggio turistico da 20.000 metri cubi su 18.000 mq, denominato provocatoriamente "Parco sul Garda". E’ quanto resta del primitivo progetto degli anni ’80 di "Arcoporto", che avrebbe dovuto svilupparsi su 12 ettari e fu dapprima approvato dal Comune di Arco nel 1986, poi bocciato dalla Giunta Provinciale e dal Ministero dell’Ambiente. Vicenda ultranota che si conclude dopo 20 anni di carte bollate, denunce su mazzette date o non date (caso Siligardi, autore del PRG di Arco), trattative andate a buon fine con l’assessore Dellanna.

La tenacia con cui Domenichelli ha perseguito per questi 20 anni il suo obiettivo edificatorio avrebbe meritato miglior causa, anche se non ci si può nascondere che, in sua assenza,il Linfano sarebbe probabilmente stato preda di altri speculatori con ancora meno scrupoli e più agganci politici. Resta il fatto che il cosiddetto "Parco sul Garda" è l’ennesimo tassello di cemento, anche se tutto sommato di qualità, in un paesaggio che ne è oramai saturo.

Mauro Malfer (architetto): per avere per primo proposto, in un suo progetto preliminare per l’area dell’ex Ospedale di Riva del Garda, il quasi totale abbattimento dello storico edificio, costruito tra il primo luglio 1900 e il 29 giugno 1902 da Pietro Tosana. Tale abbattimento, se effettuato, priverà la città di un mirabile esempio di architettura ospedaliera, all’avanguardia per l’epoca, e che potrebbe diventare, con un opportuno restauro di tipo bioclimatico, all’avanguardia anche ora, immerso com’è nel verde e nella luce di un parco mediterraneo. Un luogo dove gli anziani, coniugando salute ed ambiente, possano vivere, e a lungo, in armonia con la natura.

Fabrizio Miori (assessore all’Ambiente del Comune di Arco): per avere assistito in sostanziale silenzio, nel 2006 come negli anni precedenti, alla inarrestabile cementificazione del territorio del Comune di Arco; per non essersi inoltre opposto con sufficiente energia al trasferimento di rifiuti provenienti da tutto il Trentino, iniziato nel 2006, nella discarica della Maza, sita nel Comune di Arco. Tale trasferimento, che all’inizio sembrava temporaneo e che invece si rivela sine die con la recentissima decisione dell’ennesimo ampliamento della discarica, e dovuto principalmente ai ritardi e alle incertezze che caratterizzano la politica provinciale della gestione dei rifiuti, ha pesanti ricadute ambientali sul territorio di tutto l’Alto Garda, che sta di fatto diventando la discarica dell’intera Provincia; vanificando anche in parte gli innegabili sforzi dello stesso Assessore per incrementare la quota della raccolta differenziata.

TERNA (Rete Elettrica Nazionale S.p.A.): è la società responsabile della trasmissione e del dispacciamento dell’energia elettrica sulla rete ad alta e altissima tensione su tutto il territorio nazionale. In particolare, è la responsabile della progettazione e della costruzione del traliccio che deturpa la visione di uno dei monumenti esteticamente più caratterizzanti del nostro paesaggio, ossia il Bastione, opera dei Veneziani nel 1400.

Tale traliccio, più alto e posto più vicino del precedente che va a sostituire, costituisce un vulnus nell’immagine della città, anche per probabili disattenzioni nell’iter autorizzativo (v. delibera della Giunta Provinciale n. 2567 del 5 dicembre 2005).

Il Comune di Riva, in seguito alle proteste dei cittadini e della stampa nel novembre-dicembre 2006, ammettendo che "si tratta di un’opera di qualche impatto" (vedi risposta dell’8 marzo 2007 ad una interrogazione da parte del consigliere Piergiorgio Zambotti), ha intrapreso una mediazione con TERNA, nell’intento di addivenire ad una soluzione meno impattante. In tale risposta sono prospettate tre soluzioni alternative (spostare in basso il traliccio all’incirca nella posizione dell’esistente, abbassare di circa 5 metri la struttura eseguita, che attualmente è alta 35 metri, spostare la linea a monte del Bastione).

Tutte le soluzioni prospettate, in particolare la prima e la terza, che sembrano essere quelle che possono meglio mitigare il problema visivo, comporterebbero "rilevanti oneri di spesa per il Comune", oneri che si sarebbero potuti evitare con una maggiore sensibilità paesaggistica in fase di progettazione (da parte di TERNA) e di valutazione (da parte dei competenti organi provinciali) del progetto.

Paolo Barbagli, presidente Amici della Terra dell’Alto Garda e Ledro