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Risparmiare energia: oggi conviene di più

Finanziaria 2007: dai pannelli solari un risparmio sulle tasse.

Sulla legge finanziaria del 2007 (talvolta senza conoscerne effettivamente il contenuto) se ne sono dette e scritte di tutti i colori. Ma non è tutto negativo. Una certa attenzione, ad esempio, merita lo sforzo profuso per incentivare ulteriormente le azioni concrete al risparmio energetico nella ristrutturazione degli edifici o di parti di essi. Infatti, da quest’anno, per numerosi interventi intesi a migliorare il rendimento energetico degli edifici si può detrarre fino al 55% delle spese sostenute.

Da anni si parla di rischio ambientale. Recentemente se ne è discusso di nuovo in occasione del vertice dei cosiddetti G8, i paesi più industrializzati, Italia compresa. E’ tornata inoltre prepotentemente di attualità la questione fiscale: da un lato la lamentata grave evasione che fa mancare risorse ai servizi pubblici, dall’altra la elevata pressione del fisco su chi le tasse le paga tutte.

Ebbene, da qualche anno sono in vigore alcuni provvedimenti di legge che possono, almeno in parte rispondere a tutte due le questioni: risparmiare energia (migliorando l’ambiente) e contrastare, almeno in parte, l’evasione fiscale. Si tratta delle detrazioni fiscali (dapprima il 36%, poi il 41%, di nuovo il 36% ed ora perfino del 55 per cento) a fronte dell’esecuzione di lavori per il risparmio energetico negli edifici privati, compresi i condomini. Con regole diverse, è dalla seconda metà degli anni Novanta che i proprietari (ma non solo) che eseguono lavori di ristrutturazione o di risparmio energetico, possono portare in detrazione dalla propria tassazione sui redditi il 36 per cento delle spese sostenute.

Ovviamente si deve trattare di spese fatturate e chi effettua l’intervento deve essere un soggetto che paga i tributi. Quindi, niente lavori in nero e niente detrazioni per chi non paga imposte sui redditi. Dal 2007 gli interventi che possono godere delle detrazioni fiscali sono diventati particolarmente convenienti e numerosi: riguardano lavori edili e di impianti tecnologici il cui fine ultimo è il risparmio di energia e la produzione di energia con fonti alternative (solare).

L’intervento più conosciuto e diffuso (anche se non abbastanza) è quello per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda. Ebbene, dal 2007, con una spesa di qualche migliaio di euro, è diventato più conveniente intervenire sul proprio edificio facendo installare uno o più pannelli solari . Dal 2007, il 55% della spesa potrà essere recuperato tramite la presentazione della dichiarazione dei redditi (mod. 730 o mod. Unico) a fronte di alcuni adempimenti burocratici.

Per fare un esempio: a fronte di una fattura dell’idraulico di 10.000 euro (che comprende normalmente un impianto completamente rinnovato con caldaia di ultima generazione, accumulatore di acqua calda, pannelli, lavoro, progettino, ecc.), si possono detrarre 5.500 euro in tre anni. Ma con meno di 5.000 euro può essere allestito un impianto più semplice. Esistono soluzioni anche meno costose (una cooperativa della Rotaliana organizza corsi per l’autocostruzione di pannelli solari). Accanto ai forti vantaggi fiscali si tenga conto del risparmio sulla bolletta del metano (se ben esposti, i pannelli producono acqua calda da aprile ad ottobre; e contrariamente a quello che si pensa l’estate si consuma molta acqua calda). Si consideri infine la soddisfazione che si può provare nel fornire un concreto contributo al miglioramento ambientale a fronte di un piccolo sforzo economico. O pensiamo veramente che la questione ambientale (come altre!) possa essere affrontata solamente da quelli del G8, che sono pressati dalle lobby degli interessi petroliferi?

Attenzione però: a fronte dell’aumentato incentivo fiscale (dal 36 al 55 per cento) viene richiesta al privato una certificazione più impegnativa che prevede l’intervento di un tecnico abilitato, certificazione che può costare qualche centinaio di euro. Se tale spesa, a fronte di interventi di minor valore economico, è ritenuta dal privato eccessiva e sproporzionata, è sempre possibile ricorrere al vecchio incentivo del 36 per cento che rimane comunque in vigore.

Le informazioni di dettaglio sui possibili benefici fiscali possono essere assunte anche sul sito www.agenziaentrate.it