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Diavolerie

Emergenza possessioni diaboliche: la Chiesa alla riscossa.

La situazione è francamente intollerabile: "Decine di vescovi vivono sotto peccato mortale perché non delegano i propri sacerdoti ad effettuare esorcismi", col risultato che "decine di migliaia di poveri fratelli e sorelle assediati dal diavolo sono costretti a girovagare in lungo e in largo per trovare un esorcista con regolare mandato".

Queste le dichiarazioni a Repubblica del 28 dicembre di padre Gabriele Amorth, che non è un prete qualunque: dal 1986 è esorcista nella diocesi di Roma, ha realizzato oltre 65.000 interventi e nel ‘90 ha fondato l’Associazione internazionale degli esorcisti.

Ma "grazie a Dio – esulta Amorth - abbiamo un Papa che ha deciso di combattere frontalmente il diavolo". Infatti, corre voce che fra breve un provvedimento pontificio intenda "individuare per ogni diocesi dei sacerdoti specializzati per trattare i casi di fedeli posseduti dal Maligno".

Il Vaticano non conferma né smentisce, ma altre notizie evidenziano l’urgenza del problema e la volontà della Chiesa di affrontarlo di petto.

Sul Trentino del 17 dicembre, ad esempio, leggiamo che "i vescovi del Triveneto, riuniti a Zelarino, in provincia di Venezia, hanno deciso di unire le loro forze per aiutare ‘i fedeli in grave situazione di sofferenza, attraverso la presenza di sacerdoti ed esperti’, ricorrendo, ‘ove necessario, all’esorcismo’… Se il diavolo esiste… bisogna combatterlo e per farlo serve personale specializzato".

Va detto che in questa attività di repressione delle malefatte demoniache la Chiesa trentina è all’avanguardia: già una decina d’anni fa, infatti, il vescovo Sartori nominò un esorcista ufficiale (un discepolo di padre Amorth), che così illustrava il problema: "Una delle forme più blande di espressione del maligno è quella delle tentazioni che spingono l’individuo ad allontanarsi da Dio... Ricordo il caso di un ragazzino di 12 anni. Venne da me dicendo che di sera non riusciva a pregare. Si metteva sotto le coperte ma gli venivano bestemmie... Mi è capitato di vedere bimbi di due o tre anni che si spaventavano senza che ci fosse un motivo particolare. Era una presenza maligna". Non sempre facile da identificare: "C’è la questione irrisolta – spiegava l’esorcista trentino - se di diavolo ce ne sia uno o più. Anche qui troviamo conforto nelle Sacre Scritture. Maddalena fu liberata da sette demoni".

Questo sacerdote, ancor oggi titolare dell’incarico di esorcista ufficiale della diocesi, intervistato dal Trentino, torna a parlare del fenomeno delle possessioni diaboliche, che è in crescita"sia numerica, sia di gravità".

Certo, a volte si tratta di normali turbe psichiche, ma non sempre: "Una persona era andata da 18-19 psichiatri prima di arrivare da me. Qualche giorno dopo, era diventata normale. E’ bastato un incontro di preghiera".

Dunque, niente scene orripilanti come quelle del film "L’esorcista"?

"Sono più che rare e non ai livelli che mi hanno descritto. Io quei film non li ho visti e non mi interessano".

Insomma, niente contenzione fisica dell’indemoniato?

"Cerco di ricorrervi solo nei casi estremi".

Ma come si fa ad essere sicuri che si tratti di possessione diabolica e non di un normale disturbo psichico?

"E’ una certezza che ho solo dopo, quando vedo che un problema grosso si risolve per il mio semplicissimo intervento". Problemi grossi sono le "maledizioni ricevute ad opera di parenti o dagli stessi genitori o dai nonni". Le quali maledizioni hanno "effetti psicologici in primo luogo e a lungo andare anche fisici. Sarà per suggestione o chissà quali motivi: non ho studiato psicologia o psichiatria".

Già, che bisogno ce n’è?

Richiesto del suo parere sull’argomento, il direttore del settimanale della Curia, don Ivan Maffeis, non può naturalmente andare controcorrente, ma per lo meno sottolinea con forza la necessità della prudenza: "Credo sia importante – dice - definire la vera natura del disagio. Non bisogna vedere il diavolo ovunque. Occorre muoversi con molta cautela per rispetto della sofferenza delle persone e anche per ricondurre questa sofferenza a quelli che sono i motivi reali. Nelle nostre famiglie la sofferenza psichica è reale e diffusissima: bisogna riconoscere ciò che è di competenza dello psichiatra e del medico evitando di sostituirsi ad esso".

Più diretti appaiono i contrastanti commenti dei lettori apparsi sul sito Internet del Trentino. Per una Luisella convinta che "demoni ce ne sono in tutti i cantoni ed anche vicini di casa. Usate ‘Vade retro Satana’ e dopo alcune volte si calmano: se non succede dovete per forza fare una telefonata per avere il giusto indirizzo dell’esorcista", c’è una Paola che replica sferzante: "Non c’è nessuna differenza tra questo clero e Wanna Marchi".

Chi avrà ragione?