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La nuova linea del Brennero passa anche da qui

Cioè per la Rotaliana; ma se ne parla ben poco. Prima rassegna de problemi da discutere.

Il progetto di nuova ferrovia del Brennero potrebbe giocare un brutto scherzo ai (non molti) cittadini che vivono nella zona a confine tra i comuni di San Michele e Lavis. Benché il progetto non sia ancora definito, si può ipotizzare che nella zona di Sornello, ancorché per un breve tratto, il nuovo tracciato ferroviario esca dal tunnel nel quale era entrato a sud di Salorno. Infatti, per motivi tecnici e di sicurezza, un tunnel non può avere una lunghezza infinita e quindi, ogni tanto, la grande via di comunicazione deve per forza uscire allo scoperto. L’ipotesi che un breve tratto della Rotaliana possa essere attraversato da una ferrovia sulla quale, secondo le intenzioni dei progettisti, dovrebbero transitare circa 400 treni al giorno pare un argomento degno di attenzione. E’ chiaro che i necessari viadotti di entrata ed uscita dal tunnel non potrebbero passare inosservati, così come il probabile rumore (già ora intenso!) collegato al transito dei numerosissimi convogli.

A sollevare di recente la questione sono stati alcuni componenti del gruppo "Spazio Aperto No Tav - No Inceneritore" nell’ambito di una serata da loro stessi organizzata in una sala pubblica di San Michele. La sigla organizzativa, onestamente, non lasciava dubbi sulla posizione dei relatori in merito alla grande infrastruttura ferroviaria di cui QT ha trattato nei numeri rispettivamente del 13 e 27 ottobre scorso.

Ricordiamo brevemente che nelle intenzioni dei progettisti, la nuova ferrovia,un incrocio tra una Tav (alta velocità) ed una Tac (alta capacità) dovrebbe contribuire a spostare merci dalla gomma (autotrasporto stradale ) alla ferrovia. Intenzione sottoscrivibile ma, secondo il gruppo "No Tav No Inceneritore", irrealizzabile. Per gli esperti intervenuti nel corso della serata l’opera progettata è inutile e devastante . Inoltre, attorno al progetto della nuova ferrovia sarebbe stata stesa una grande cortina di silenzio. Effettivamente, se si dovesse giudicare dal pubblico presente (circa una ventina i convenuti, quasi tutti vicini agli organizzatori esclusi quattro o cinque sanmicheloti), sul grande progetto ferroviario non sembra siano state coinvolte le masse. Nel corso del 2003 l’argomento venne trattato dai vari comuni della Rotaliana in quanto la prima ipotesi di tracciato, quella presentata dalle Ferrovie italiane, era prevista in aperta campagna e ricalcava almeno in parte l’attuale tracciato. L’ostilità dei comuni rotaliani (ma non solo di quelli) fece sì che il progetto Fs fosse accantonato e la regia, per la parte trentina del percorso, venne allora assunta dalla Provincia di Trento, che spostò il tracciato dalla destra alla sinistra Adige e dal piano campagna al tunnel.

I relatori hanno ricordato come anche in Sudtirolo la popolazione non sia stata adeguatamente informata, tanto che ora, dopo l’inizio dei lavori del cosiddetto tunnel esplorativo in Val di Vizze, sono nati i comitati "Stop BBT!"

Sul come non sia facile coinvolgere le comunità e come, effettivamente, molti si sveglino solo quando l’acqua la toca el col, ci sarebbero da scrivere pagine intere, così come sulla "sindrome nimby". Tuttavia, due consiglieri comunali della zona hanno confermato che sull’argomento nulla si è detto negli ultimi tempi nelle sedi istituzionali a loro accessibili.

Nel corso della serata sono stati portate le negative esperienze di tratti ferroviari realizzati in galleria che, come nel caso del Mugello(Toscana), hanno comportato danni irreversibili come il prosciugamento delle falde acquifere. Sono stati ricordati anche i tempi lunghi dei cantieri, con il corollario degli infiniti passaggi di mezzi pesanti per il trasporto del materiale di scavo non sempre riutilizzato né riutilizzabile (discariche), i danni ai fondi agricoli,ecc. Si è infine insistito sulla non sostenibilità economica dell’intera opera. Tutte le aspettative di traffico che, ad opera ultimata, dovrebbero portare introiti alla società di gestione della nuova ferrovia, secondo i relatori di San Michele andranno deluse. Le esperienze già in atto e la prossima apertura di corridoi di transito di fatto concorrenziali con il Brennero porteranno al deficit finanziario dell’impresa.

Può darsi, ma a parte gli aspetti ambientali e paesaggistici che dovranno essere attentamente valutati, quante opere pubbliche sono state realizzate per fare profitto? Sarà bene che in ogni caso le amministrazioni comunali e i privati cittadini si attivino nell’ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale sul progetto, appena questo sarà reso noto.