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Acqua da difendere

Un bene di tutti che non dev’essere privatizzato. Un incontro a Mezzocorona.

Con il patrocinio del Comune di Mezzocorona, martedì 18 marzo, alle 20.30, presso il teatro parrocchiale della borgata, è previsto un incontro di sensibilizzazione sulla pubblica gestione dell’acqua: "Acqua di tutti, acqua per tutti, un bene da tutelare". I relatori principali saranno Marco Bersani del consiglio nazionale Attac Italia, promotore della raccolta di firme per la proposta di legge popolare a favore dell’acqua pubblica che affronterà il tema "Cosa vuol dire privatizzare l’acqua ?" Dovrebbe quindi seguire un intervento sul progetto provinciale per la gestione delle acque pubbliche e quindi quello di Marco Costantini dell’ufficio servizi pubblici della Provincia, che tratterà dei costi dell’acqua per gli utenti.

Lungo anche l’elenco delle associazioni che hanno dato il loro appoggio all’iniziativa o che invieranno una loro comunicazione: dai pescatori dilettanti al consorzio di bonifica, dalla S.A.T. a Legambiente, dalla Coldiretti all’azienda intercomunale della Rotaliana (la multiservizi locale che, tra l’altro, distribuisce l’acqua potabile in alcuni comuni della Rotaliana). Invierà un proprio rappresentante anche il Forum della Pace, organo del consiglio provinciale, ed ha annunciato il proprio supporto anche la cooperativa Mandacarù, presso le cui botteghe, nei mesi scorsi, sono state raccolte le firme a favore di una campagna nazionale sulla tutela pubblica dell’acqua. Non ha invece confermato la sua partecipazione padre Alex Zanotelli, che sul tema dell’acqua come bene pubblico è spesso intervenuto anche in Trentino (recentemente a Giovo).

L’incontro di Mezzocorona si propone di illustrare i rischi insiti nelle privatizzazioni dei servizi pubblici, con una visione sullo scenario nazionale ed internazionale (Marco Bersani) ma dovrebbe anche tratteggiare - quasi in contrapposizione - la situazione locale, che tra contraddizioni e difficoltà vede la provincia ed i comuni quasi sempre in prima linea nella gestione del bene acqua. Marco Bersani, che per uno scherzo del destino si trova a portare lo stesso cognome di quel ministro che nell’immaginario collettivo è il padre dei provvedimenti di liberalizzazione ai quali il Bersani (Marco) dichiara tutta la sua ostilità, ha pubblicato un libro "Acqua in movimento", ripubblicizzare un bene comune", edizioni Alegre con il quale affronta in modo critico le politiche di privatizzazione portate avanti dalle corporations e sostenute dalle grandi istituzioni internazionali come la Banca Mondiale, il Wto e il Fmi).

Si potrà forse capire meglio cos’è il piano provinciale per la gestione delle acque pubbliche, voluto a suo tempo dall’allora assessore Roberto Pinter (vedi Acqua: patrimonio in svendita?), strumento che detta regole e che talvolta si vorrebbe aggirare furbescamente magari per costruire una nuova centrale elettrica con la scusa della necessità di nuova energia (pulita?). Si potrà comprendere che la specialità del bene acqua può e deve essere tutelato con una politica tariffaria controcorrente rispetto alle classiche regole del mercato. Infatti, per i prodotti "normali, più si acquista e consuma, più il prezzo unitario tende a ridursi (prendi tre, paghi due), mentre per l’acqua vige il principio della scarsità della risorsa, per cui le tariffe dovrebbero essere ispirate alla progressività del prelievo. Una direttiva europea ha stabilito da tempo che, fatta salva una quota minima a prezzo sociale, per dissuadere dagli sprechi, le tariffe del servizio idrico devono prevedere che l’aumento dei metri cubi consumati vada accompagnato dall’incremento del prezzo unitario al metro cubo, i cosiddetti scaglioni (prendi tre, paghi quattro).

Tutti i soggetti, pubblici e privati, invitati al dibattito di Mezzocorona, per diletto o per ruolo professionale hanno un rapporto stretto con il bene acqua: si pensi al ruolo dei pescatori dilettanti che spesso sono i primi a chiedere il cosiddetto rilascio minimo, e cioè che nei torrenti - derivazioni agricole e idroelettriche permettendo - venga lasciata scorrere acqua sufficiente per garantire non solo una buona pesca ma anche l’autodepurazione. O i consorzi irrigui, chiamati in questi anni ad abbandonare il tradizionale ma dispendioso metodo a scorrimento per privilegiare il sistema, detto a goccia, più costoso (ma a questo pensa mamma Provincia!) ma più rispettoso di una risorsa destinata a diventare sempre più preziosa. Alcuni comuni della zona, Mezzocorona compreso, stanno lavorando per raggiungere la certificazione Emas, che prevede anche una verifica degli scarichi fognari sempre al fine di una miglior tutela del bene acqua. Un’ultima curiosità: Mezzocorona è uno dei pochi comuni, unico nella Rotaliana, nel quale è stata rilasciata ( dalla Pat?) ad una società privata una concessione pubblica per la ricerca e lo sfruttamento commerciale di una fonte di acqua minerale