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Imperdonabile Trento: perseverare diabolicum…

Allo stupendo concerto di Massimiliano Damerini nella sala della Filarmonica ci sono una trentina di persone; ed è la seconda volta...

Prendiamola alla lontana: l’anno scorso il Conservatorio di Trento invitò il Maestro Massimiliano Damerini a tenere una master class per i propri allievi, cioè un seminario di specializzazione. Supponiamo che ciò sia avvenuto per la competenza del professore, pianista e compositore genovese. Nella stessa occasione (credo fosse maggio), egli tenne in Filarmonica un concerto di musica contemporanea, di quelli che fanno perdere due-tre chili per le energie che richiedono nell’esecuzione. L’ingresso era gratuito, in sala eravamo in 28. Ora il lettore penserà: "Embé? Si vede che non ne valeva la pena. E poi, chi sarebbe, ‘sto Damerini?".

Massilmiliano Damerini

Ecco, Lettore, andiamo a vedere chi "sarebbe". Smarrito il dépliant del citato concerto, trovo quel che mi serve in Internet, sul sito del Conservatorio di Genova (presso cui egli insegna ‘Musica da camera’): "Massimiliano Damerini. Ha compiuto gli studi musicali nella sua città, sotto la guida di Alfredo They e di Martha Del Vecchio, diplomandosi in pianoforte e composizione. Considerato uno degli interpreti più rappresentativi della sua generazione, ha suonato in alcuni dei più importanti centri musicali del mondo: Konzerthaus di Vienna, Barbican Hall di Londra, Teatro Alla Scala di Milano, Teatro Colón di Buenos Aires, Herkules Saal di Monaco, Salle Gaveau di Parigi, Victoria Hall di Ginevra, Tonhalle di Zurigo, Auditorio Nacional di Madrid, ecc."...

Ora, io vorrei farla breve, ma se non proseguo non capirai il finale: "... collaborando in qualità di solista con prestigiose orchestre, quali: London Philharmonic, BBC Symphony, Sinfonica di Budapest, Radio Olandese, WDR di Colonia, NDR di Amburgo, SWF di Baden-Baden, Bayerischer Rundfunk, Orchestre Philharmonique Suisse, Accademia di S. Cecilia in Roma, RAI, Orquesta Nacional Española, Orquestra Sinfònica Portuguesa, ecc."...

Va bene, penso che Tu abbia capito; in caso contrariopotrei citare i festival internazionali ai quali ha partecipato, e le innumerevoli registrazioni per le più importanti etichette discografiche, e, inoltre, le numerose opere pianistiche a lui dedicate da altrettanti e importanti compositori contemporanei.

Veniamo al dunque. Quest’anno Damerini è stato nuovamente a Trento, dal 13 al 15 marzo, per tenere una master class di due giorni. Si vede che si è accresciuto l’apprezzamento per la sua competenza didattica.

La Sala della filarmonica di Trento.

Indovina, Lettore: sì, ha tenuto un concerto, il 14 marzo. Questa volta ha eseguito, a quattro mani, con il suo allievo Alessandro Dolci (ventisettenne del quale ti risparmio il già ponderoso curriculum), la settima sinfonia di Gustav Mahler, opera piuttosto rara ad ascoltarsi sia dal vivo che su disco, nella ancor più raramente eseguita trascrizione di uno dei massimi compositori italiani del Novecento, Alfredo Casella (Torino, 1883-Roma, 1947). La sede? No, non il Cimirlo impervio senza mezzi pubblici, né vie carrabili; ancora una volta la Filarmonica. Il prezzo del biglietto? Abbordabile per qualunque tasca: gratuito, cosa pensavi?

Avresti dovuto vederli da vicino, quei due: grovigli di mani e braccia che si sovrapponevano e si incrociavano a velocità pazzesche, senza mai scontrarsi, talora suonando anche nella stessa ottava... Avresti dovuto sentirli... ma probabilmente non c’eri, nemmeno stavolta, Lettore. Eri tanto impegnato, come gli altri 110.112 tuoi concittadini, e te lo sei perso. Noi eravamo in trenta, in sala. Ventinove trentini ed io, marziano.

La prossima volta, se Massimiliano Damerini conserverà il suo encomiabile umorismo e tornerà a suonare qui, vieni anche tu, Lettore, Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno.

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