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Giovani artisti trentini, reload

"Radar.01", indagine tra l'arte giovane trentina, promossa dalla Galleria Civica.

Nel marzo del 2004 debuttò, al centro polifunzionale dell’Opera Universitaria, con opere di Federico Lanaro ed Emanuele Benedetti, il primo appuntamento di "Ceck in", indagine tra le nuove generazioni di artisti contemporanei trentini. L’iniziativa, promossa dalla Galleria Civica di Trento, proseguì nel corso dell’anno per altre cinque tappe, che ebbero il merito di proporre al pubblico una serie di giovani artisti trentini emergenti. Naturalmente questa prima indagine fu portata avanti senza troppi criteri selettivi: si trattava infatti di offrire una panoramica quanto più ampia possibile della nuove leve artistiche presenti sul territorio. Il passo successivo avvenne nel 2005, quando dal gruppo di artisti precedentemente proposti vennero selezionati cinque nomi, al centro di una mostra, “Departures”, tenutasi direttamente negli spazi della Galleria Civica. Vale la pena ricordare i loro nomi, perché molti di loro, in questi tre anni trascorsi, hanno fatto molta strada: Marco Adami, Carlo Vedova, Laurina Paperina, Koan 01 e Rosario Fontanella.

Sara Giordani, Situation (acrilico e collage, 2008).

Ed eccoci così giunti all’oggi, con una nuova indagine tra l’arte giovane trentina: "Radar.01". Stesso l’ente promotore, la Galleria Civica; stesso il linguaggio "aeroportuale" metaforicamente utilizzato e, in parte, i nomi dei curatori (Marco Tomasini, affiancato da Francesca Pedroni). Totalmente nuova, invece, la formula: non solo per l’intenzione di rendere "Radar.01" un appuntamento biennale, ma anche e soprattutto per l’idea di superare il tradizionale distacco tra giovani e istituzioni artistiche, utilizzando come sede espositiva "itinerante" i luoghi di ritrovo più frequentati dai teenager: i pub. Del resto, già nell’Ottocento molti bar erano centri d’aggregazione per artisti, musicisti e letterati; pensiamo ad esempio ad uno dei più celebri locali di Montmartre, Le Chat Noir, ove tra un bicchiere d’assenzio e l’altro si poteva assistere a una performance canora di Aristide Bruant, a uno spettacolo d’ombre cinesi di Caran d’Ache o all’esecuzione di un dipinto di Toulouse-Lautrec...

Con cadenza bisettimanale, alcuni locali di Trento, Rovereto e Riva ospiteranno dunque cinque appuntamenti che serviranno anche questa volta come rampa di lancio ai giovani artisti: una selezionata giuria, che annovera anche alcuni dei curatori di Manifesta 7, sceglierà infatti tra i partecipanti una cerchia di nomi che saranno al centro, in autunno, di una mostra presso il Museo Civico di Riva del Garda.

Il primo appuntamento è stato inaugurato a fine aprile al pub Perlé di Trento. Fino al 29 giugno (data di chiusura per tutte le mostre di "Radar.01") si potranno ammirare in questa sede le opere di Gwenornothing e di Tatiana Festi. Gwenornothing è un duo, formatosi nel 2006, composto da Germano Wolf e da Elena Negriolli Ugel. Le loro ricerche sono decisamente multimediali, spazianti dalla videoarte alla fotografia digitale, fino alla performance. Apparentemente più tradizionale è la pittura di Tatiana Festi, dalle cui opere, con non pochi rimandi neo-pop, traspare una lucida e dissacrante parodia delle patinate mitologie mass-mediatiche, a iniziare dal glamour della moda.

Federico Lanaro, Almeno oggi vorrrei stare in pace (stampa digitale su pvc, 2008).

Il secondo appuntamento della manifestazione si è da poco aperto presso il pub Il Simposio, sempre a Trento. Ben quattro i nomi presenti nel menu: Sara Giordani, squisita nell’unire pittura e fotografia in opere dall’insolito formato e dall’accentuato rilievo materico; Valentina Miorandi, i cui cortometraggi di gusto retrò hanno molte assonanze con l’idea di performance; Michele Parisi - classe 1983 e dunque il più giovane del gruppo -, i cui scatti sgranati d’accento pittoricista si caratterizzano per soluzioni al contempo astratte e liriche; infine, Federico Lanaro, le cui opere fortemente ironiche pongono lo spettatore di fronte… ad altri spettatori, i cui sguardi rarefatti sono voyeuristicamente occultati da occhiali.

Per quanto riguarda i prossimi appuntamenti, il calendario e il programma sono ancora in via di definizione. I curatori ci hanno però fatto qualche anticipazione: il 21 maggio inaugurerà al pub Binario di Riva del Garda una triplice mostra di Giuliano Bottura, Matteo De Stefano e Jacopo Mazzonelli, quest’ultimo da segnalare per le fotografie in stretto rapporto con i misteri dell’alchimia (ne approfittiamo per suggerirvi una sua personale in corso a Trento, alla galleria Numerouno, fino al 29 maggio); dal 4 giugno, al bar Al Silenzio di Rovereto, esporranno Andrea Pregl, Roberta Segata, Stefano Piva e Matteo Rosa. L’ultima tappa aprirà infine il 18 giugno presso il bar Galasso di Trento, con opere di Francesco Mattuzzi e di altri due artisti ancora in corso di selezione.

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