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ITEA: la “riforma” di Dellai

Agostino Catalano

Probabilmente preoccupato da qualche incerta previsione sulle elezioni di autunno, il presidente Dellai ha deciso che conviene giocare qualche carta sicura per recuperare facili consensi.

"E cosa serve al Trentino - ha pensato l’ineffabile presidente - in questo momento così complesso?"

Non una svolta decisa per una politica di partecipazione più democratica della comunità, non interventi per innovare il sistema produttivo del Trentino superando i consolidati meccanismi di gestione clientelare della spesa pubblica, non efficaci politiche sociali per rispondere alle situazioni di diffuso disagio di tante famiglie e per affrontare concretamente le paure che nascono da distorte rappresentazioni della società multiculturale, non una politica della casa che cancelli radicalmente le iniquità della pasticciata "riforma" dell’ITEA...

L’esperienza ha dimostrato che basta giocare spregiudicatamente sul terreno del binomio immigrazione-insicurezza.

Ed ecco, allora, l’idea meravigliosa di introdurre nel regolamento Itea qualche criterio più restrittivo per l’accesso all’edilizia pubblica, a danno naturalmente dei cittadini stranieri, tanto per rendere chiaro che anche questa giunta provinciale, guidata con piglio proprietario dal Nostro, è in prima linea per combattere i "privilegi" dei cittadini stranieri.

Già, il privilegio di accedere agli alloggi ITEA attraverso una graduatoria separata, filtrata dal requisito della residenza almeno triennale e comunque calibrata sull’anzianità di residenza, in un mercato immobiliare che normalmente riserva agli stranieri soluzioni abitative estremamente disagiate e canoni differenziali.

Certo, se il presidente sceglie di accodarsi agli imprenditori politici dell’intolleranza per rappresentare e coltivare le paure viscerali e gli umori beceri suscitati dai sentimenti di insicurezza sociale che si scaricano sul facile capro espiatorio del diverso, questa è una decisione politica di cui questa disorientata maggioranza si assume la responsabilità morale e politica.

Ma sconcerta e indigna l’ipocrita e perfino stravagante motivazione addotta a sostegno di questo provvedimento: con un avventuroso decorso ideativo il Presidente tira in ballo la questione della sicurezza anche sull’assegnazione degli alloggi ITEA.

A corto di argomenti dotati di qualche pur inaccettabile ragione, il Presidente precipita in una fantasiosa sconclusionata motivazione: meno alloggi pubblici agli stranieri, perché così imparano che devono stare alle regole e diamo risposta anche alle insicurezze dei cittadini italiani...che sono quelli che votano.

Finora l’armamentario giocato nelle campagne di intolleranza contro le persone straniere aveva proposto di tutto, ma almeno con l’onestà di assumersi la responsabilità di dichiarare le motivazioni pur rozze: gli stranieri appartengono ad una civiltà inferiore, portano via il lavoro, sono concorrenti pericolosi nelle politiche del Welfare, mettono a repentaglio l’integrità dell’identità culturale, rendono insicura la vita delle città, eccetera.

Dellai non ha il coraggio nemmeno di questo, ed arricchisce la becera strumentazione dell’intolleranza acrobaticamente inventando un ulteriore e peregrino argomento: meno diritti ai cittadini stranieri per rendere più sicuro il Trentino.

E lo chiamavano "riformatore"...