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Commercio equo a congresso

Mandacarù, un successo che prosegue, ma anche un aspro dibattito interno.

Nel primo fine settimana di giugno, organizzata da Mandacarù, si è tenuta a Trento, presso la sala della Cooperazione, l’assemblea del Consorzio CTM Altromercato. Hanno partecipato circa 200 persone, rappresentanti di un’ottantina di soci del consorzio CTM Altromercato. La loro provenienza spaziava per tutta la penisola: da Aosta a Napoli, da Genova a Ostuni, da Trieste a Palermo.

Tra i vari argomenti all’ordine del giorno, uno più di tutti è stato oggetto di dibattito: la proposta, non accolta dall’assemblea dei soci, di sottoscrivere un accordo con Banca Prossima, del gruppo Intesa San Paolo, una struttura finanziaria nata per sostenere il settore del no profit. Il Consorzio CTM Altromercato è la maggiore organizzazione di commercio equo e solidale in Italia e la seconda a livello mondiale; è costituito da 130 associazioni e cooperative che gestiscono 350 "Botteghe del mondo" in Italia e tre all’estero (Malta, Portogallo, Grecia). Le Botteghe del mondo sono luoghi dove, oltre a proporre in vendita i prodotti del commercio equo e solidale, si fa formazione sulle tematiche delle relazioni Nord-Sud e si diffonde la cultura del consumo responsabile e solidale. In Trentino, le Botteghe del mondo sono sinonimo di Mandacarù, la cooperativa nata vent’anni or sono che gestisce dodici botteghe sparse in quasi tutte le valli del Trentino. Quasi tutte questi esercizi sono aperti grazie al contributo dei volontari, disponibili a mettere a disposizione parte del loro tempo. La rete di botteghe in Italia è presente in Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Molise, Toscana, Basilicata, Lazio, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Calabria, Liguria, Puglia, Umbria, Campania, Lombardia, Sardegna, Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Marche, Sicilia, Veneto. I prodotti di Altromercato si trovano anche in numerosi supermercati, in negozi di prodotti biologici, erboristerie e alimentari. Sono presenti inoltre nella ristorazione pubblica di numerose città o istituzioni, comprese scuole e università. Mandacarù è uno dei soci fondatori del Consorzio ed una delle cooperative con maggior fatturato e maggior capitalizzazione. I soci di CTM si riuniscono in assemblea due volte all’anno: in primavera, per fare il punto sull’andamento del commercio equo, e nell’autunno per l’approvazione del bilancio consuntivo.

L’assemblea è stata preceduta da un seminario di studio sul tema "Commercio equo e solidale e modelli di certificazione", primo passo per un percorso sul sistema di qualità del Consorzio CTM Altromercato. Un tema che coinvolge la qualità dei prodotti, le garanzie e dei controlli, ma anche l’aderenza ai valori e agli obiettivi di fondo del commercio equo e solidale alla luce delle politiche di alcune grandi aziende, anche multinazionali, alcune delle quali note per la loro storia non del tutto cristallina nei rapporti con il Sud del Mondo, aziende che stanno entrando nel mercato del commercio equo e solidale con alcuni "prodotti civetta".

Si è poi passati ad affrontare la convenzione siglata dal consorzio con Banca Prossima, argomento che nei mesi scorsi ha suscitato polemiche nel mondo del commercio etico e dell’economia solidale. Sono state illustrate le motivazioni della scelta del consiglio di amministrazione di CTM, favorevole alla conferma dell’accordo. Il dibattito ha visto l’intervento di 7 soci, di cui solo due si sono dichiarati favorevoli, ed anche nel successivo voto dell’assemblea ha prevalso la tesi dei contrari. La convenzione avrebbe permesso di accedere a favorevoli canali di finanziamento dedicati a nuovi progetti ad anche al sostegno di qualche bottega in difficoltà economica, ma il peccato originale di Banca Prossima, cioè il far parte del gruppo bancario Intesa San Paolo, coinvolto come altre banche nazionali anche nelle transazioni internazionali di armi, non è stato perdonato. Non sono state evidentemente ritenuti sufficienti gli impegni ad abbandonare le transazioni armate, impegni annunciati a margine del Festival dell’economia di Trento ma per la cui attuazione definitiva, vista la durata dei contratti, ci vorrà ancora del tempo. Comprensibile, quindi, lo scrupolo di molti soci del commercio equo e solidale di non "sporcarsi le mani" intrattenendo dei rapporti con il tradizionale mondo delle banche, ancorché con una banca dedicata al no profit.

Altrettanto rispettabile, però, era la preoccupazione di quelli che non vogliono distogliere neanche un euro di risorse dalla destinazione "Terzo Mondo" per sostenere, ancorché provvisoriamente, qualche cooperativa del nord in difficoltà: i produttori del sud, prima di tutto! La vicenda, tra l’altro, denuncia i limiti operativi di Banca Etica, che tante speranze aveva fatto intravedere alla sua fondazione.

Sulla bocciatura dell’accordo, il presidente di Mandacarù, Giampiero Girardi, è perentorio: "Il responsabile della campagna Banche Armate ha confermato che Intesa-San Paolo ha iniziato il ritiro dal commercio di armi ed ha mantenuto fin qui gli impegni presi. Per lui, dunque, la decisione dell’assemblea è tanto più incomprensibile, perché era la prima volta che la banca sottoscriveva un impegno e perché l’accordo (che aveva tutte le forme di controllo e di garanzia per CTM) era una formidabile modalità di pressione, che adesso svanisce per l’estremismo etico di una parte della base sociale del consorzio".

Nella serata del sabato è stata proposto lo spettacolo "Le strade dell’acqua. Storie di predatori, amanti, migranti e sognatori", una drammaturgia di Francesco Comina interpretata dall’attrice Flora Sarrubbo. Uno spettacolo che racconta sette storie legate alla scarsità e allo spreco dell’acqua nei due "mondi": il Sud e il Nord. Si parte con un ricordo, affidato a Ilzamar, moglie, di Chico Mendes, il difensore della foresta amazzonica assassinato dai latifondisti brasiliani vent’anni fa, il 22 dicembre del 1988. Si è poi passati al secondo racconto, ambientato in una favela di Salvador de Bahia, dove i poveri vivono su palafitte sul mare: "C’è acqua dappertutto, ma noi moriamo di sete". E poi via in India, dove si denuncia l’inquinamento del Gange, al punto che i bramini si rifiutano di celebrare la loro grande festa dell’immersione per paura di contaminarsi e di ammalarsi.

Tra i vari racconti anche la denuncia di Alex Zanotelli sui rifugi di montagna che vendono acqua in bottiglia e la vicenda di Cochabamba (Bolivia) dove sono scoppiati dei tumulti in seguito ad una privatizzazione dell’acqua potabile seguita da un pesantissimo aumento delle relative tariffe.