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In vacanza con Nedved

Un mese senza calcio? Qualcuno non ce la fa...

Un tempo ormai lontano l’estate rappresentava un’interruzione non solo delle fatiche lavorative, ma anche della martellante informazione televisiva riguardante il calcio. Ora non più: il "mercato", cioè i continui trasferimenti dei giocatori da una squadra all’altra, è diventato, fra luglio e agosto, il tema centrale di infinite rubriche, che non potendo occuparsi di calcio giocato, si nutrono di chiacchiere, di voci, di smentite. Questo andazzo, evidentemente, a molti piace; ma ancora non gli basta, e c’è perfino chi, per evitare di andare incontro a crisi di astinenza, sceglie per le vacanze la località in cui si tiene il "ritiro" estivo della squadra del cuore. E’ un fenomeno al quale siamo da tempo abituati e che per questo non ci appare aberrante come dovrebbe. O forse che tutto quanto produce PIL dev’essere per ciò stesso santificato?

Venendo a noi, è questo il terzo anno che la Juventus viene ad allenarsi a Pinzolo, il che produce un tutto esaurito negli alberghi, con quasi 4.000 persone che seguono quotidianamente le corsette e gli esercizi ginnici dei propri campioni e poi si disperdono fra le varie iniziative organizzate per l’occasione, tutte in chiave calcistica.

Oltre che il campo sportivo, il teatro degli eventi è il Summer Village, "struttura che coinvolgerà i tifosi della Vecchia Signora (la Juventus, per gli analfabeti, n.d.r.) con vari intrattenimenti e stand degli sponsor... Oltre al solito maxischermo ed alla presenza del dj Nanà (storico speaker dello stadio di Torino) che intratterrà un giocatore al giorno per i tifosi, anche gare a squadre con quiz bianconeri". E poi la trovata ecologica del principale sponsor della Juve, la New Holland (macchine agricole): "Ventisei alberi – uno per ogni giocatore – fra betulle e faggi saranno piantati nel ‘Bosco Juventus’ per compensare le emissioni di CO2 che saranno causate dalla massiccia presenza di tifosi al seguito della squadra nelle prossime due settimane". Più altre cose, dalla cena di beneficenza alla festa bianconera.

Ma quest’anno, almeno al principio, la massiccia presenza non si vede: ad accogliere il pullman della squadra davanti all’albergo, pochi tifosi (100 per L’Adige, 200 per il Trentino), che per di più "riescono a vedere poco o nulla dei loro beniamini". Dopo di che supplicano i giocatori di affacciarsi almeno alle finestre, ma inutilmente. Da qui, qualche mugugno: "Ci vorrebbe uno spazio anche per i tifosi, per qualche autografo e foto". 

Poi, l’allenamento, ma "non c’è tanto entusiasmo al primo galoppo juventino sul campo": appena 500 persone (anche qui il Trentino raddoppia e parla di 1000, che comunque vuol dire la metà dell’anno scorso).

E nemmeno il giorno successivo le cose vanno bene. Ma le motivazioni per spiegare il flop, a detta dei giornali, sono evidenti: gli acquazzoni di questi giorni, l’assenza dei nuovi acquisti e dei calciatori che hanno partecipato agli europei... e poi, lo scorso anno, a scaldare i cuori, c’era l’entusiasmo del ritorno in serie A. Si aggiunga, diciamo noi, il fatto che per seguire gli allenamenti bisogna pagare 5 euro (e fino a 40 euro per assistere alla partita amichevole col Mezzocorona!).

Insomma, "nel 2007 erano stati quasi 8000 i tifosi accorsi a Pinzolo nei primi due giorni, quest’anno si fatica ad arrivare a 2000". Poca gente, cose che capitano. Ma c’è un mistero, così sintetizzato dal Trentino: "Gli alberghi sono pieni, ma sugli spalti del campo di Pinzolo la gente non arriva". E sì che la stampa locale si dà un gran daffare nella copertura informativa del raduno juventino. Il Trentino, addirittura, offre ai due bambini che spediscano al giornale il maggior numero di tagliandi che compaioni quotidianamente sul giornale "l’opportunità di trascorrere un’indimenticabile giornata a stretto contatto con i campioni della Juventus... e di assistere alla partita amichevole Juventus-Piacenza presso lo stadio Briamasco di Trento"!

Sarà mica che questi strani villeggianti sono venuti a Pinzolo per respirare aria buona e fare delle passeggiate?

P. S. Onde evitare accuse di snobismo, chiarisco che il sottoscritto, in gioventù giocava da terzino destro (con scarsa tecnica, fallosamente, ma con molta grinta), che segue regolarmente le vicende del campionato e addirittura tifa (moderatamente) per la squadra della propria città natale, perennemente in bilico fra serie A e serie B.