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Caserme di Mattarello: non sono d’accordo

Antonio Marchi

Ettore Paris si spende sulla costruenda base militare di Mattarello o Trento-sud sull’ultimo numero di Questotrentino (Le caserme, gli amministratori, gli utopisti) con l’audacia di chi fa il palo mentre altri rubano, di chi al massimo concede l’onore di un’intervista ai protagonisti resistenti della nuova "Dal Molin" locale.

Manifestazione contro le nuove caserme.

Bello sforzo! Il suo è un contributo alla devastazione ambientale e agricola della zona giustificato come un semplice e vantaggioso scambio di terreni. Che all’interno ci vadano i militari e non si sappia per far cosa non gli interessa, caso mai si sofferma sugli aspetti politici dell’affare che ha evitato altre più gravi ed impattanti conseguenze (speculazioni) a danno del territorio.

Ora che le questioni siano anche urbanistiche e anche idro-geologiche, paesaggistiche e di quella sfacciata rapina del territorio agricolo (di cui ha ben parlato il sindaco di Castelnuovo in un articolo su L’Adige del 21.6.08), sembra non interessare più nessuno, nemmeno i contadini, ma questo non è un buon motivo per inchinarsi ai nuovi conquistatori. Se poi questi sono l’esercito e la forza armata composta da professionisti e non più da innocui soldati di leva, la cosa diventa seria se non pericolosa e dunque tutt’altro che trascurabile.

Abbiamo da sempre  una certa benevole reverenza verso le gerarchie militari, non so se per paura o per mancanza di dignità civile e professionale; anche la divisa di un vigile ci incute reverenza, forse per questo chi disobbedisce è considerato alla stregua di un delinquente.

C’è nella storia dell’Italia democratica il vizio di fondo della subalternità della politica alle gerarchie militari, che ha fiaccato voci coraggiose e offeso la Costituzione, fatto abbassare la voce anche quando questa andava alzata. Tutto ciò è cosa nota, ma che un valente giornalista al quale si devono battaglie civili di lunga durata vi prenda parte non me lo sarei aspettato.

Come fanno Ettore Paris e Questotrentino a trattare la questione della base militare guardandola solo dal punto di vista ambientale senza avere nessun dubbio sull’aspetto (tenuto nascosto) del suo habitat, del  suo uso e consumo di un esercito di 1.600 militari che hanno fatto una scelta di mestiere, senza domandarsi quale sarà il loro impiego, come e dove interverranno, a chi obbediranno e poi quale sarà il futuro della popolazione di Trento e di Mattarello con una vicinanza così ingombrante?

Risposta

Dalle divergenze agli insulti

Antonio Marchi, con la passione che gli è propria, ci comunica il suo disaccordo sulla nostra posizione sulle caserme. Bene, le diversità di opinioni sono feconde.

Cosa che però forse non pensa Marchi stesso, che polemizzando con noi ci deve dare dei ladri, anzi dei "pali" cioè dei vili, perchè di rubare in prima persona non avremmo il coraggio. Insomma, un insulto bello e buono, oltretutto goffamente gratuito, come testimonia il plico di annunci di querela che abbiamo sulla scrivania.

Ma, accidenti, che modo di ragionare è mai questo, per cui chi non è d’accordo con te, è un disonesto?

Ettore Paris