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Il nuovo QT: come e perché cambiamo

Motivazioni e finalità di un giornale molto rinnovato, una voce libera adeguata al Trentino del 2000. E il nuovo assetto economico-organizzativo, in cui sarà centrale il rapporto attivo con i lettori.

Questotrentino da settembre cambia. Cambia la forma, e anche la sostanza. Per raccogliere un’eredità di 28 anni, ma per arricchirla, portarla avanti: per non correre il rischio di essere recintati in un angolo, per contare di più.

Vignetta di Rudi Patauner in favore di una sottoscrizione negli anni '90.

Sarà nuova la grafica: più fresca, più pulita, e a colori finalmente, perché un periodico, oggi, se non vuole rivolgersi a un ristretto, colto pubblico di appassionati, non può pensare di esistere in bianco e nero. Sarà nuova la struttura del giornale: centrata sullo spazio fisso per un’inchiesta approfondita (per continuare a dire quello che gli altri non dicono), ma nel complesso più agile, fatta di meno pagine, per ospitare servizi e rubriche – alcune del tutto nuove – più concisi (a partire dal tradizionale "Monitor"), ma non per questo meno incisivi e significativi, anzi. E sarà nuovo anche l’approccio ai contenuti e al lavoro giornalistico: più spazio alla società civile, ai territori, e più spazio al confronto allargato a tutte le anime dell’area di centrosinistra, non solo politica, ma sociale, economica, culturale, della quale la redazione vuole essere specchio e in qualche modo coscienza critica.

Questotrentino in formato tabloid, dal 1980 al 1995.

Queste saranno le novità che voi lettori vedrete e soprattutto leggerete. Ma per rendere possibile il cambiamento che risulterà visibile e leggibile, sarà necessario un cambiamento interno al giornale, di "back office", per così dire. Un cambiamento altrettanto importante, relativo all’assetto economico-organizzativo. E di quest’ultimo vogliamo parlarvi per un’esigenza di trasparenza, a nostro avviso sempre doverosa in un giornale, ma in particolar modo in un’impresa come la nostra, che diverse volte ha dovuto ricorrere al sostegno dei propri lettori, e che è possibile debba ricorrervi in futuro.

Un cambiamento di cui non potete restare all’oscuro, perché soltanto conoscendolo potrete capire perché, per rendere duraturo il nuovo assetto, abbiamo bisogno del vostro aiuto, senza il quale il nuovo giornale che con tanta passione abbiamo ideato non potrebbe durare a lungo.

Parliamo di conti, dunque. Altrotrentino, la cooperativa che edita QT, non ha mai avuto vita facile, economicamente parlando. Raggiungere il pareggio fra costi e ricavi è sempre stata impresa ardua, e più di una volta in passato (l’ultima lo scorso anno) è stato necessario ricorrere alle generose sottoscrizioni di voi lettori per colmare i buchi di bilancio. E tutto questo, oltretutto, è accaduto finora senza dover sostenere i maggiori costi implicati dalla stampa a colori e soprattutto quelli per il lavoro giornalistico.

QT in formato A4, dal 1995 al 2008.

QT ha sempre vissuto di volontariato. Volontari i collaboratori e volontari anche i redattori. Cosa straordinaria, se si pensa che la cosa è andata avanti quasi per trent’anni. Alla lunga, però, il volontariato non permette ad una redazione di sopravvivere. La necessità di "farlo gratis" ha reso progressivamente sempre più difficile rimpiazzare le forze vecchie, mano a mano che, anche per ragioni anagrafiche, esse uscivano di scena. Con le debite eccezioni: chi scrive appartiene a un gruppetto di "giovani" che, anche senza la prospettiva di un compenso, si è avvicinata al giornale, perché lo considerava unico nel panorama giornalistico locale, in fatto di indipendenza e capacità critica.

Ma adesso che QT vuole cambiare ed uscire dalla nicchia, il volontariato non basta più. Servono maggiori energie, e serve ricompensarle anche monetariamente. Il nuovo giornale, dunque, pagherà il lavoro giornalistico. Certo, sarà una voce di costo che per forza di cose partirà assai ridotta nelle dimensioni. I "vecchi" continueranno a farlo gratis, mentre i giovani, in questo inizio, si accontenteranno di pochi soldi, quasi un simbolo. Ma l’intenzione è quella di riuscire, nel giro di 2-3 anni, a pagare un paio di redattori stabili e a retribuire adeguatamente i pezzi dei collaboratori.

Obiettivo che potrà realizzarsi, inevitabilmente, solo con un forte aumento dei ricavi. Oggi, gli introiti pubblicitari e gli abbonamenti non arrivano a coprire i costi, e la perdita ha assunto caratteri strutturali. Com’è possibile pensare di fare un nuovo giornale in questa situazione? La risposta sta in una novità e… in voi stessi.

Come forse saprete avendo letto i precedenti articoli sul tema, Altrotrentino sembra finalmente aver messo assieme tutti i requisiti per accedere ai contributi statali destinati alle cooperative di giornalisti. A partire dal prossimo bilancio, il 30% dei costi risulterà coperto da tale contributo. Ma si tratta di una somma ancora insufficiente, che per una parte servirà a coprire l’attuale perdita strutturale e per la restante a coprire i nuovi costi per la stampa a colori e per il lavoro giornalistico. In altre parole, col contributo si sta a galla, si pareggia, ma non si riesce a dare al giornale quelle prospettive di crescita che gli permetterebbero di pagare, non solo simbolicamente, chi fa il giornale e dunque di garantirsi un futuro. E qui entrate in scena voi, e soprattutto entrano in scena altri come voi.

A voi chiediamo lo sforzo di sopportare un aumento del prezzo dell’abbonamento. Non ve lo chiediamo da 13 anni, ma adesso non possiamo esimerci dal farlo. E ad altri come voi chiediamo di abbonarsi. Ci servono 200 nuovi abbonamenti. Un obiettivo alla nostra portata, ma solo se anche voi ci aiuterete a realizzarlo, parlando di noi ai vostri amici, e ospitandoci presso le sedi delle vostre associazioni, gruppi, realtà varie, per presentare il nuovo giornale, a partire da settembre, in un piccolo tour del Trentino che abbiamo intenzione di fare, per promuovere il giornale, per vedere come istituire nuovi rapporti con diverse realtà. Alcuni mesi fa, con Walter Micheli, in una bella, stimolante riunione, avevamo fatto una prima mappa delle situazioni da coinvolgere e delle persone da contattare. Ora non possiamo più contare sui rapporti tessuti in prima persona da Walter, dalla sua forte e serena credibilità. Ma il progetto rimane; con qualche difficoltà in più, intendiamo portarlo avanti. Assieme ai nostri lettori, gli attuali e quelli che confidiamo si aggiungano.

L’esistenza in Trentino di una voce libera e non allineata anche nei prossimi trent’anni dipende da noi tutti.