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Questotrentino
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Per altri 30 anni di voce libera

Finalmente ci siamo. Era la primavera del 2007 quando iniziarono a girare in redazione i primi bozzetti della grafica del nuovo Questotrentino, a colori. Pensavamo fosse questione di pochi mesi, e invece c’è voluto più di un anno per arrivare al giornale che ora avete in mano. Ciò è accaduto perché, man mano che si andava avanti coi lavori, ci si accorgeva sempre più che il cambiamento doveva coinvolgere più livelli, non solo quello grafico.

QT è arrivato al 2008 con una storia alle spalle di cui andare orgogliosi, perché una testata gestita dai giornalisti che ci scrivono, che riesca a sopravvivere per quasi trent’anni denunciando le malefatte compiute nella politica, nell’economia, nella società, è una rarità assoluta nel panorama editoriale nazionale, soprattutto a livello locale. Tuttavia, al 2008 QT è arrivato anche col fiato corto e con prospettive che potevano farsi concrete solo a patto di cambiare, del giornale, non solo la grafica, ma anche la sostanza: modo di farlo, contenuti, modo di presentarli, redazione.

Elemento chiave della riuscita del progetto era soprattutto la possibilità di affiancare alle vecchie "querce" ormai sessantenni che finora hanno fatto il giornale quei cinque, sei giovani laureati e laureandi - di formazione giornalisti, storici, sociologi, filosofi - che da qualche anno collaborano validamente col giornale. Noi.

Finiti i tempi del volontariato totale, e caduta in corsa l’ipotesi di poter contare sul contributo statale, il solo modo di riuscire ad impostare l’attività della cooperativa in modo da riconoscere qualche soldo a chi scrive è rimasto soltanto uno: contare su di voi, ovvero acquisire nuovi lettori. Ne servono almeno 200.

Per farlo, abbiamo deciso di puntare su un giornale dalla grafica agile e a colori, frutto del lavoro di un professionista affermato, per quanto giovane pure lui. Su un giornale che sappia presentare i suoi contenuti in maniera più fresca, diciamo pure più leggibile. Che sappia essere più vario nelle tematiche affrontate. Che - sfruttando la nuova periodicità mensile - sappia fare dell’inchiesta e dell’approfondimento i suoi segni di riconoscimento.

Ma anche su un giornale che riesca, coi suoi servizi, a vincere la sfida del pezzo conciso ma ricco di significato; che lasci assaporare, con le sue rubriche, il gusto dell’appuntamento fisso; che sappia offrire, col suo "monitor", presentazioni e recensioni culturali da oggi più concise anch’esse, ma sempre capaci di non essere compiacenti; che lasci spazio, in chiusura, col suo "piesse", alla leggerezza e alla satira, altra novità del nuovo corso.

Non vorremmo però che fraintendeste: il giornale cambia molto, ma non cambia tutto. Ci sono dei capisaldi che restano ben fermi, anzi si accentuano. QT mensile, col suo respiro più lungo, saprà essere ancor più di ieri "il giornale che dice quello che gli altri non dicono". Che si batte contro le burocrazie dei partiti, i razzismi striscianti, a favore una cultura locale che non sia localista, di un’economia innovativa e sostenibile. Ancor più luogo di un confronto allargato a tutte le anime del centrosinistra, non solo in ambito politico, ma anche sociale, economico, culturale, per esserne in qualche modo specchio e coscienza critica.

Speriamo vi piaccia. E se vi piacerà, parlatene, e fatelo leggere: agli amici, ai conoscenti, ai vicini di casa. L’esistenza per altri trent’anni di questa voce indipendente dipende anche da voi.

Concludiamo con due note tecniche e un pensiero.

Col nuovo QT mensile finisce la confusione generata dalla vecchia quindicinalità: lo troverete in edicola, d’ora in poi, sempre il primo sabato del mese. Segnatevelo in agenda.

Seconda notazione: le righe che state leggendo, come quelle delle pagine seguenti, sono stampate su carta riciclata dalla qualità ecologica certificata: una decisione presa in coerenza con l’idea di società sostenibile, capace di futuro, che la redazione condivide e sostiene. Siamo certi che apprezzerete.

Il pensiero finale lo dedichiamo a Walter Micheli, nella speranza che questo nuovo giornale, anche senza di lui, sappia parlare con la sua voce.       

Giovanni Agostini Alberto Brodesco Piergiorgio Cattani Mattia Maistri Marco Niro Mattia Pelli Lorenzo Piccoli