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Confindustria trentina, l’ambiente è un optional

I rilasci minimi delle centrali, cioè la vita nei corsi d'acqua, nel mirino di Confindustria.

La Confindustria trentina sta in questi ultimi tempi segnalando in modo molto esplicito qual è la sua posizione in materia ambientale. La Presidente Ilaria Vescovi ha prima dichiarato che l’inceneritore di Ischia Podetti è necessario, poi ha chiesto a Dellai di diminuire i rilasci minimi delle centrali idroelettriche (cioè la quantità d’acqua necessaria per mantenere la vita negli emissari), accusati di far perdere, al business elettrico, 50 milioni all’anno, "per quattro trote".

Ilaria Vescovi

La Vescovi ha dimostrato così di non essere da meno rispetto alla sua presidente nazionale, Emma Marcegaglia, la quale nei giorni scorsi ha chiesto accorata che l’Italia sia esentata dal rispetto dei nuovi vincoli comunitari sulle emissioni di gas climalteranti, perché, ha sostenuto, ci farebbero perdere 18 miliardi di euro in spese di "adattamento".

"Cifre campate in aria", ha risposto la Commissione Europea alla Marcegaglia (e al governo italiano che s’è subito fatto portatore delle sue istanze). "I rilasci mimimi delle centrali idroelettriche si possono rivedere", ha invece risposto Dellai alla Vescovi.

A entrambi varrebbe la pena ricordare come le tecnologie ambientali siano e sempre più saranno il vero business di questo secolo. Chi resterà indietro si ritroverà con prodotti non commercializzabili.

Anche il Trentino, con il distretto tecnologico-ambientale, con le costruzioni a risparmio energetico, sembra aver preso questa strada, virtuosa e in un prossimo futuro anche redditizia. La Vescovi e Dellai se ne sono dimenticati? O pensano di poter far convivere produzioni ecologicamente all’avanguardia con il disprezzo più brutale verso il territorio?