Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca

Sezione principale

Chi vuol essere insegnante?

Continua l’odissea degli apiranti insegnanti. Dopo la chiusura delle scuole di abilitazione (SSIS), si prospetta il nulla. Grazie al ministro Gelmini, ovviamente.

Una volta c’era il concorsone. Bastava studiare, imbroccare il temino giusto, fare il brillante all’orale e oplà il gioco era fatto: si entrava nelle gradutorie per l’insegnamento. Che poi in cattedra, oltre a docenti validi, finissero anche super esperti di filologia greca (tanto per fare un esempio) del tutto incapaci di rapportarsi con una ragazzo di quindici anni poco importava.

La situazione, alla lunga, sollevò molte perplessità. Così nel 1990 venne ipotizzato un diverso sistema di reclutamento per gli insegnanti. La gestazione del nuovo piano durò nove anni, finché nel 1999 nacquero le SSIS (Scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario), consistenti in un biennio teorico e pratico successivo alla laurea. Il sistema non tardò a mostrare i propri "bachi": docenti fumosi (in cattedra perché amici degli amici), lezioni teoriche prive di spendibilità pratica, tirocini poco curati e via dicendo (si veda per una triste rassegna l’articolo sul numero 8 di QT del 21/4/2007 Molto costosa, molto teorica: è la SSIS a firma di Antonello Veneri).

Ma nemmeno questa fu ritenuta la strada adeguata alla formazione degli insegnanti. Nel 2007 il ministro Fioroni congelò le SSIS, vagheggiando il ritorno al caro e vecchio concorso. Ora il ministro Gelmini ha completato il lavoro, chiudendo le scuole di specializzazione. Per quale motivo? Per ragioni economiche, ovviamente. Il ministro ha sostenuto che di fronte a graduatorie ad esaurimento sarebbe assurdo abilitare altri giovani insegnanti che non potrebbero mai lavorare. La questione, in realtà, è un po’ diversa, perchè ad oggi non esiste un concreto problema di insegnanti in esubero, specialmente al nord. Come ha dichiarato al Sole24ore la Presidente della Conferenza nazionale dei direttori delle Siss, Rosa Maria Sperandeo, molte scuole sono costrette a chiamare supplenti che non sono abilitati e che, addiritura, non hanno ancora concluso l’università (in Trentino è il caso di alcune cattedre di latino e di chimica, ndr). A questo punto la scelta di bloccare ogni forma di reclutamento è comprensibile soltanto se si immagina che nel futuro saranno necessari meno insegnanti perché le cattedre disponibili diminuiranno. Guarda caso uno scenario che il ministro Gelmini non disdegna affatto.

Ed in Trentino com’è la situazione? L’autonomia concede all’assessore di riferimento ampi poteri. Poteri di cui Tiziano Salvaterra (assessore all’istruzione poi dimissionario) si è avvalso per trasformare le graduatorie ad esaurimento in graduatorie quadriennali. Ovvero, mentre nel resto d’Italia nel 2007 si sono aperte per l’ultima volta le graduatorie, in Trentino non è accaduto e la data di apertura è stata spostata al 2009. In realtà, l’agognata apertura molto probabilmente non avverrà nel 2009 ma a dicembre 2008, con il risultato di escludere in modo definitivo gli attuali sissini che conseguiranno il titolo abilitante solo nella primavera del 2009, cioè troppo tardi. Destino infame: laureati, abilitati, disoccupati.

Proprio quello che è accaduto a Stefania Trentin, iscritta al secondo anno alla SSIS di Bressanone. Al pari di tutti i suoi colleghi sarà vittima di un’esclusione discriminante. Nemmeno i tentativi di contattare il dirigente Basani o il presidente-assessore Dellai sono valsi a qualcosa, dato che i due si sono sempre negati a qualsiasi confronto. E che dire del direttore della SSIS brissinese Franco Frabboni che, di fronte ai timori degli studenti, un anno fa aveva assicurato: "Siete in una botte di ferro"? Ci sarebbe da sorridere se in ballo non ci fosse la dignità di molti giovani, beffati dalla noncuranza dei propri rappresentanti istituzionali. Sui quali grava una responsabilità pesantissima.

La disattenzione del ministro

Esiste una situazione ancor più paradossale, se possibile, che riguarda gli inseganti di musica. Da un anno l’ente preposto all’abilitazione è il Conservatorio, ma il ministro Gelmini sembra non lo sapesse affatto. Per questo anche quest’anno il Conservatorio ha bandito un concorso di selezione per i futuri insegnanti, che è stato però bloccato in fretta e furia dal ministro due giorni prima della sua scadenza. Tuttavia l’improvvisa furia ministeriale ha fermato la SSIS solo per i docenti di educazione musicale e non per quelli di strumento. Ai quali resta una domanda: salvi per errore?