Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca

Sezione principale

Cime Tempestose

La favola del G8

“Siamo lieti che la giustizia riconosca che al vertice della Polizia in Italia ci sono stati e ci sono degli autentici galantuomini. Il tentativo di criminalizzare per i fatti del G8 di Genova i vertici delle forze dell’ordine si è rivelato per quello che era: una persecuzione”. Parole del leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, dopo l’assoluzione dei vertici della polizia al processo per il massacro alla caserma Diaz del luglio 2001.

Visto che le elezioni trentine hanno fatto scattare la lunga rincorsa al centro da parte del PD, forse è opportuno che i democratici trentini e nazionali guardino bene in faccia i possibili alleati. Tanto per non sbagliarsi tra la Bella e la Bestia. 

Incontri ravvicinati del terzo tipo

Il signor Rigatti di Mori non pensava di certo che il cielo del Trentino, nello specifico la Valle di Gresta, potesse ospitare un oggetto luminoso e rotante non meglio identificato, alias un Ufo. Eppure lui l’Ufo l’ha visto, e bene. Non ci si preoccupi, però, non è in atto nessun tentativo di invasione aliena. Si tratta probabilmente di turisti marziani venuti all’assalto dei nostri mercatini natalizi. E, se pagano, li lasciamo anche atterrare in piazza Duomo. È il business, bellezza! 

Centro mon amour

In occasione delle elezioni politiche di marzo la parola d’ordine all’interno del centro sociale Bruno era stata “astensione”. Era facile immaginare che anche in vista delle elezioni provinciali del 9 novembre i vari portavoce del Bruno seguissero la stessa logica. Invece si è venuto a sapere che alcuni si sono recati alle urne e hanno dato il proprio voto alla democristianissima Upt di Lorenzo Dellai. Ora finalmente abbiamo capito perché il Bruno si chiama “centro” sociale.

La predica-boomerang

“I parroci: mal spesi i soldi per Natale”. Il titolo campeggiava a piena pagina sull’Adige del 27 novembre, in cronaca di Rovereto. E, prima di scorrere l’articolo, immaginavamo che si trattasse della solita (sacrosanta, per carità, ancorché infruttuosa) protesta contro gli sprechi di varia natura che caratterizzano il periodo natalizio, dalle luminarie allo shopping festaiolo. E invece no: i soldi spesi male sarebbero quelli per “Manifesta” e per il “Natale dei popoli”. “Le risorse pubbliche e private - ammonisce il Decanato - dovrebbero essere dirottate, mai come ora, verso la vera solidarietà che i parroci promuovono attraverso la Caritas e i Punti di ascolto parrocchiali... Non diciamo che sia sbagliato investire in cultura (a quello ci pensa già la Lega, n.d.r.), ma ci chiediamo se in questo momento non sarebbe altrettanto doveroso dare anche un segnale di sobrietà e solidarietà”.

L’invito, di per sé, è impeccabile, ma ha ha il difetto di avere scelto, come esempio di spreco, le manifestazioni sbagliate. Sicché le reazioni non tardano ad arrivare. L’assessore alle attività sociali Giovanni Spagnolli, dopo essersi lamentato di un’invasione di campo della Chiesa (che da Roma e dai massimi sistemi - aggiungiamo noi - sembra voglia allargarsi sul territorio mettendo il becco fino nei bilanci degli enti locali), ricorda che “Manifesta” - sia piaciuta o no - è finita da un pezzo, e che comunque la Curia non ha i titoli per fare la morale: ad esempio, quando il Comune ha difficoltà a trovare un alloggio per certe emergenze familiari, la Curia non è certo d’aiuto e, come un qualunque padroncino di casa “chiede il pedigree del futuro inquilino”. E poi uno sfogo burbero ma non immotivato: “Noi non facciamo i conti in tasca alla Curia. La Curia non li faccia a noi... Chi predica farebbe bene a fare autocritica. Chi ha più da mettere dovrebbe mettere di più a disposizione”.

Ma almeno il Natale dei popoli è uno spreco? Macché!

L’organizzatore dell’evento, Lanfranco Cis, spiega che l’intenzione è proprio quella di evitare il classico mercatino commerciale per costruire invece “un’occasione di conoscenza” grazie al “lavoro corale di tutte le associazioni per la pace e il volontariato della città”.

In conclusione, una predica-boomerang, della serie “il bue disse cornuto all’asino”.

Commenti (0)

Nessun commento....

Scrivi un commento

L'indirizzo e-mail non sarà pubblicato. Gli utenti registrati non devono inserire il codice e possono modificare il proprio commento dopo averlo inserito.

Riporta il codice di 5 lettere minuscole scritto nell'immagine. Puoi generare un nuovo codice cliccando qui .

Attenzione: Questotrentino si riserva la facoltà di cancellare commenti inopportuni.