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I cattolici nel Trentino

Vittorio Carrara, I cattolici in Trentino. Identità, presenza, azione politica 1890-1987. Trento, Il Margine, 2009, pp. 196, euro 15,00.

La copertina del libro

Dopo il volume del compianto Walter Micheli sul socialismo nella storia del Trentino è uscito, sempre presso la Casa editrice “Il Margine” un libro dedicato a circa 100 anni, dal 1890 al 1987 (la fine dell’episcopato di Gottardi), del cattolicesimo nella nostra provincia. “I cattolici in Trentino” differisce dall’opera di Micheli in quanto del ruolo dei cattolici si è scritto di tutto e di più, mentre la storia del movimento laico e socialista sembrava essere quasi scomparsa dall’orizzonte della ricerca.

Vittorio Carrara, l’autore del volume, storico e bibliotecario dell’Università di Trento, è consapevole fin dalle prime pagine di non dover fare una storia esaustiva e particolareggiata del mondo cattolico trentino del ‘900. Per questo il libro, nel dipanarsi dei suoi capitoli, cerca di dipingere il quadro complessivo e i passaggi più significativi di una storia articolata e tutt’altro che monolitica. La Chiesa tridentina negli ultimi anni dell’Impero austroungarico e la sua impronta sociale, i duri anni del fascismo, l’egemonia clericale e democristiana del primo dopoguerra, il convulso periodo postconciliare sono descritti dall’autore in maniera originale e lontana dalla paludata storiografia trentina di regime.

Carrara, forte di una conoscenza dei documenti non comune, con poche parole dipinge personaggi e situazioni magari poco note ma ugualmente emblematiche per capire la temperie culturale, religiosa e sociale del tempo. Le citazioni dirette dei documenti sono centellinate, ma rappresentano delle vere e proprie perle capaci di colpire il lettore e di farlo entrare nel cuore del problema più di molte pagine erudite di altri volumi. Singole figure sconosciute ai più vengono ricordate nella loro personalità spesso sfaccettata proprio per sottolineare come la storia sia fatta da persone in carne ed ossa, piuttosto che da anonime forze storiche. Un problema di questo impianto a volte risiede nel fatto che l’autore dà per scontata la conoscenza, da parte del lettore, dei principali avvenimenti storici che hanno riguardato il Trentino: forse una cronologia finale avrebbe agevolato la fruizione del volume.

Venendo alla concreta descrizione del cattolicesimo trentino, l’autore focalizza la sua attenzione sugli aspetti ecclesiali e politico-sociali, che hanno segnato profondamente la nostra terra, tralasciando quasi la dimensione di fede che pure dovrebbe sostanziare l’identità cattolica. Al centro restano la Chiesa, i rapporti (mai conflittuali, sottolinea l’autore) tra la Diocesi tridentina e la gerarchia romana, le figure di sacerdoti (da don Guetti a padre Zanotelli), mentre il laicato resta in una posizione subalterna. Benché Carrara sottolinei nell’ultima pagina del libro di non voler fare un’apologia dei cattolici e della Chiesa istituzionale, la sua impostazione “centrista” ed ecclesiocentrica si fa sentire, lasciando a volte interdetti. Come avviene nella descrizione della contestazione sessantottina e dei cattolici del dissenso, visti come influenzati dal montante anticlericalismo laico piuttosto che come portatori di istanze positive benché non del tutto ortodosse.ione non è andata secondo le aspettative, sia in termini di pubblico che di proposte. E’ probabile che arrivi qualche novità dal prossimo autunno. Staremo a vedere.