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Trento, una giunta debole

Dopo pochi giorni di manfrine politicanti, il centro-sinistra ha varato la nuova Giunta comunale, sotto la guida di Alessandro Andreatta. 4+3+1 è la formula partitocratica indicante il numero di assessorati in dote ai principali partiti, Pd, Upt, Patt.

Qui, più che gli schemi di divisione delle seggiole, interessano le persone. E diciamo subito che appare una giunta debole. Al punto da porre interrogativi sullo stato della nostra democrazia.

Sul sindaco ci siamo più volte espressi: personalità debole, come assessore all’urbanistica è stato succube degli interessi della speculazione, cui ha posto un certo freno solo quando, sul finire della legislatura, il discredito sollevato dalle nostre inchieste lo ha messo con le spalle al muro. In campagna elettorale è stato abbastanza abile nell’utilizzare questo parziale dietro-front per ricostruirsi una verginità di facciata; ma l’uomo è quello che è, cederà alle pretese dei forti, intesi come poteri sia economici che politici (leggi Dellai).

Indicativa di questa situazione è anche la figura del nuovo vicesindaco, nonché assessore all’urbanistica, Paolo Biasioli (Upt). “Vicesindaco di Sopramonte” è stato subito soprannominato, in quanto ha preso le preferenze quasi solo nel sobborgo; nei confronti del quale si è prodigato, da membro della Commissione urbanistica, nella classica politica clientelare del favore spicciolo, della deroga ad personam, della coltivazione degli interessi particolari, naturalmente a danno di quelli generali. Insomma, l’urbanistica trentina continuerà nel solito solco.

Tra gli altri assessori spicca in negativo Lucia Maestri (Pd). Conoscendone le qualità, ne avevamo pronosticato risultati deludenti come assessora alla cultura. E così è stato: in particolare, per motivi mai ben chiariti, ha smobilitato la Galleria Civica di Fabio Cavallucci, struttura low cost eppur prestigiosa e invidiataci in Italia e all’estero, per sostituirla con un nuovo organismo con tanto di Presidente, Direttore, Comitato Scientifico, che difatti deve ancora iniziare ad operare. Eppure Maestri è risultata la seconda più votata del Pd: il che pone una serie di interrogativi su come i partiti selezionano i rappresentanti, di come la stampa informa, dei criteri in base ai quali si orienta l’elettorato.

Otto sono gli assessori: a proposito dei quali ci sembra di poter esprimere un giudizio positivo su Violetta Plotegher (Pd, record di preferenze), riconfermata alle Politiche sociali dove ha ben operato; e sulla new entry Fabiano Condini (Patt) allo Sviluppo economico, commercialista serio e stimato ma non ingessato, a suo tempo promotore di un combattivo comitato alla Vela in difesa della frazione.

Per gli altri, se ci saranno esiti positivi, ne saremo felici. Ma nel complesso la giunta di Trento ci sembra specchio dello stato attuale, poverello, della politica.