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Le sorprese di Mezzolombardo

Dopo Rodolfo Borga il centro-destra si sfarina regalando il sindaco a un insolito centro-sinistra

Anna Maria Helfer

A sorpresa, a Mezzolombardo, il centro sinistra ha vinto le elezioni. Si tratta, per la verità, di un centro-centro-centro-sinistra. Tuttavia, viste le previsioni, è una novità non da poco. L’altra novità è che sono state elette 6 donne e tra queste una di origine serba, candidata dagli ex DS.

Unico paese a non eleggere il sindaco al primo turno nella piccola sessione elettorale di primavera, al ballottaggio l’ha spuntata per pochissimi voti la candidata del centro sinistra, la centrista di area Udc Anna Maria Helfer. La sorpresa maggiore è stata però la sconfitta del centro-destra, che aveva portato alla vittoria e quindi alla conferma plebiscitaria (77% al primo turno) l’ex sindaco Borga, ora consigliere provinciale del Pdl. L’agevole elezione di Borga in Consiglio provinciale aveva provocato lo scioglimento anticipato del Consiglio. Borga, uomo con una storia politica e culturale complessa che l’ha visto militare in An e nello stesso tempo ammirare Andreas Hofer fino a volergli intitolare l’allora circolo postfascista di Mezzolombardo, era evidentemente il collante di una compagine che, perso il capo, ha cominciato a scricchiolare.

Una sintesi del pensiero di Borga è ben riassunto nei cartelli stradali posti all’ingresso della borgata commerciale della piana Rotaliana. Poco dopo la sua prima elezione nel 2000, aveva fatto affiggere, accanto al nome ufficiale Mezzolombardo, anche la versione “territoriale” e “leghista” Mezombart accanto a quella antica e latina di Medium Sancti Petri. Ma a Mezzolombardo è stato un susseguirsi di cartelli: alla fine degli anni ‘80 “comune denuclearizzato”, poi rimosso e sostituito negli anni ‘90 col più commerciale “Borgata del Teroldelgo”, fino al già citato “Medium Sancti Petri”, dal sapore vagamente vandeano

La candidatura a sindaco di Francesco Betalli, ideologo della lista civica di Borga, cattolico di CL, ha provocato un mal di pancia tra i “colonnelli”, che evidentemente nutrivano la stessa aspirazione. A proposito di CL, anche se l’argomento non è stato utilizzato in campagna elettorale (e di questo va dato merito agli ex oppositori) ricordiamo il pesante coinvolgimento del vertice della multiutilty locale (AIR Spa) nell’ultima piccola tangentopoli trentina, quella che ha sfiorato l’ex assessore provinciale Grisenti. Il presidente e un consulente della società comunale, ambedue di area CL e fondatori con Borga di un’associazione culturale, sono stati arrestati ed hanno patteggiato per aver chiesto danaro alla Collini Costruzioni con la promessa di favorirla in una gara di appalto. Nonostante l’accertata estraneità di Borga, sulla cui onestà nessuno ha mai dubitato, l’episodio non può aver fatto bene alla compagine.

Tornando alle elezioni, un ex vicesindaco e assessore della giunta Borga, l’avv. Mazzoni, deluso della mancata candidatura, si è messo in corsa da solo rubando candidati e voti (quasi il 20%) ai vecchi amici, e a riprova di una spaccatura ormai insanabile, una volta escluso dal secondo turno, è arrivato a negare l’apparentamento al ballottaggio. Il vicesindaco uscente e sindaco reggente dopo il passaggio di Borga al Consiglio provinciale, è addirittura diventato il candidato vincente dell’opposizione autonomista e di centro-sinistra. Insomma, l’uscita di Borga ha messo in luce una situazione di tensione interna alla sua maggioranza che non emergeva grazie alla forte personalità dell’ex sindaco, ben rappresentata dal fatto che era solitamente lui, anche in Consiglio comunale, a intrattenere il confronto a volte anche aspro con le opposizioni.

Ma com’è stato possibile che una esponente di rilievo della maggioranza che aveva fin qui governato, nel giro di pochi mesi sia passata a guidare l’alleanza degli oppositori (Patt, area Pd, Upt)?

A molti è apparsa un’operazione di trasformismo. “Per noi non è stato difficile. - ci dice Maria Gottardi, consigliera rieletta del Pd (partito che si è presentato come Mezzolombardo Democratica) - Con Anna Maria Helfer c’è sempre stato un buon rapporto sia personale (per la sua bonomia) che politico, visto che le deleghe che le sono state affidate sono state gestite in modo da noi quasi sempre apprezzato. Fra i personaggi via via proposti da noi opposizioni come candidato unitario non c’è mai stata una piena condivisione, nonostante la determinazione a presentarci uniti e quando la Helfer si è smarcata dalla sua ex maggioranza non è stato difficile, previo un confronto e la stesura di un programma comune, ritrovare entusiasmo e convinzione. L’unico vero punto di scontro che ci ha visto divisi, l’operazione immobiliare sulla ex cantina, ormai è purtroppo cosa quasi fatta, ma comunque cercheremo di ridurre il danno”.

Due ultime note: la Lega ha raccolto un misero 5% nonostante avesse piantato il gazebo da mesi sui marciapiedi della borgata, mentre Rifondazione (che ha raccolto poco), in occasione del ballottaggio ha fatto un po’ di demagogia di troppo, mettendo i due candidati sindaci sullo stesso piano.