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La Madonna a matrioska

Con l’autoironia mi salvo la vita. Ultimamente a chi mi chiedeva notizie della mia salute e sulle possibilità di cura, rispondevo: “Le ho provate tutte, mi manca solo Lourdes!” Ci vorrebbe un miracolo, insomma. Ma non sono disperata mentre lo dico. Non più di tanto. Ci si abitua a tutto. Per fortuna o purtroppo, vedete voi. Dalle prime incertezze nel cammino quindici anni fa, lentamente sono arrivata alla fatica di un centinaio di metri. Beh... sempre meglio che niente, mi dico convinta!

Alla mia battuta su Lourdes -casi della vita!- un conoscente risponde molto seriamente, spiazzandomi. Fa parte dell’Ordine di Malta, che ogni anno programma un pellegrinaggio mondiale in quel luogo. Ricevo ogni genere di rassicurazione dal punto di vista medico e assistenziale. L’invito si estende anche a mia madre, quando preciso che con lei mi sentirei più tranquilla. Ma le mie resistenze sono comunque moltissime. Il “proviamo anche con Dio, non si sa mai...” lo canticchio spesso, ma poco convinta. È proprio sul concetto di Dio che non ho trovato risposta. Sono agnostica e temo di imbottigliarmi in un luogo che toglie il fiato a colpi di rosari e processioni.

Molti amici approvano la scelta di Lourdes, il che mi fa molto ridere. Capiresti di non avere speranze anche da queste piccole gaffes. Allora aggiungo che in verità vado a trovare una delle mie sorelle, vista da quelle parti un paio di secoli fa. Non voglio essere blasfema... sfato la pesante cappa della malata incurabile. Alla fine parto con lo spirito dell’osservatrice e il viaggio in treno, nonostante le 24 ore, mi entusiasma e sono felice come una bambina che portano in vacanza. Ovvio sia così. Una delle cose che mi manca di più è viaggiare. L’ultima volta è stata otto anni fa in Grecia per una vacanza.

Arrivo frastornata ma molto colpita dall’organizzazione dell’Ordine di Malta, perfetta al punto da spostare 8.000 persone da tutto il mondo, delle quali 1.500 ammalate delle più diverse disabilità, per radunarle a Lourdes. E quello che scorre come olio agli occhi di chi guarda, è in realtà il risultato di un’organizzazione capillare che prevede tutto. Dal medico a chi pratica l’iniezione, da chi spinge la carrozzina a chi pulisce dove si sporca. Il tutto facendoti sentire accudito, coccolato e rispettato. Scopro, vivendolo su di me per una settimana, lo spirito umanitario che anima queste persone. Certo, molti nell’Ordine di Malta sono nobili anche di titolo, ma sanno scendere dal trono e nell’emergenza mettersi umilmente a servizio di chi soffre.

Confesso di non aver ascoltato molto delle tante cerimonie religiose, ma di aver osservato le persone e cercato la sincerità nei loro occhi, sentendomi accolta, e che mi potevo fidare. Ero poi attratta dalle coreografie di un luogo dove si concentrano migliaia di persone attirate dalla fede. Dalla spiritualità che si respira e verso la quale, ho provato il rispetto che avvertirei anche in un tempio buddista. Col mio risciò, tirato da un gentil signore, mi sono addentrata anche fra i negozietti della cittadina, dove si trova il mercato kitsch dei miracoli. Occasione per esclamare ridendo: “Ma qui c’è in vendita di tutto e di più. Manca solo la Madonna a matrioska!”

 Ho osservato molto il diverso profilo delle montagne, il cielo severo dei Pirenei. Il susseguirsi accigliato delle nuvole, col sole che esce improvviso e breve. Guardavo dall’alto la gran pace che avevo dentro. A due passi da me la mia amatissima mamma con il suo cielo gonfio di dolori, incombenti come grosse nubi nere. Con il lampo di un sorriso che ogni tanto la illuminava. Durante la settimana ha scosso la testa solo qualche volta guardandomi, talvolta ha riso di gusto e, miracolo, mi ha fatto una sola “osservazione”.

 Non ho avuto folgorazioni sulla via di Damasco e non sono stata miracolata. Confesso di non averlo neanche creduto possibile. E poi, proprio a me? Agnostica di estrazione cattolica, piena di sensi di colpa e per giunta peccatrice? Ma posso dire che, nonostante si abbia idee diverse, Lui è stato davvero un gran signore e mi ha accolto sorridendo: “Benvenuta Principessa, Dio ti ama!” Quasi quasi un altr’anno ripasso.