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Com’è andata a finire?

Inceneritore e fitofarmaci, dopo le copertine di QT

A febbraio il nostro giornale aveva dedicato la copertina al rischio fitofarmaci in Val di Non, a giugno al rischio inceneritore in Trentino. Da allora, le cose non sono migliorate. Anzi.

In Val di Non, il Comitato per il diritto alla salute ha commissionato a sue spese ulteriori analisi di laboratorio, i cui risultati sono stati resi noti ad agosto: su 13 campioni prelevati in vari punti della valle (8 i comuni interessati), 12 contenevano residui di diversi principi attivi (da 2 a 6), in buona parte nocivi, qualcuno tossico. Dove sono finite le promesse fatte dagli amministratori (anche a QT) di far rispettare le ordinanze comunali sull’uso dei fitofarmaci?

Ancor peggio nel caso dell’inceneritore. In un’agostana intervista al Trentino, il sindaco Andreatta ha ribadito l’intenzione di procedere sulla strada dell’incenerimento: “Fra dieci anni - ha detto, - quando forse si andrà oltre il 70% di differenziata, ne riparleremo”. Una sorta di autogol, visto che oltre il 70% si potrebbe andare già ora (lo dimostrano i dati, quelli del porta a porta di Trento in primis) e che, una volta costruito, l’inceneritore condizionerà lo scenario per ben più di 10 anni: almeno 20.