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Il PD e le “altre” religioni

Incontro sulla libertà religiosa organizzato dal PD trentino.

Il 27 febbraio si è tenuto a Trento un incontro organizzato dalla commissione diritti e pari opportunità del Partito Democratico per discutere sul tema della libertà religiosa in Trentino. Un tema ampiamente dibattuto, soprattutto per la questione moschea, a suon di fiaccolate e gazebo, ricorsi in tribunale e raccolte di firme, promesse e impedimenti burocratici, ma mai affrontato con l’intento di capire la situazione e di trovare risposte definitive. Con questa iniziativa il PD ha voluto raccogliere alcuni esponenti delle comunità religiose presenti in Trentino (c’erano i rappresentanti islamici, delle varie realtà cristiane e della religione Baha’i) per conoscere realtà e problemi spesso ignorati, mettendoli a confronto con esponenti del PD (il segretario Nicoletti, i consiglieri Civico e Dorigatti, l’onorevole Froner) e alcuni amministratori, tra i quali il sindaco di Trento Andreatta.

Il quadro giuridico, chiarito dall’intervento di Cinzia Piciocchi, ricercatrice di Diritto costituzionale nella nostra università, non lascia adito a dubbi: la Costituzione prevede la libertà di religione e il diritto a luoghi di culto pubblici. La questione più scottante resta quella della moschea, sia per gli aspetti simbolici sia per il numero di possibili fruitori di questo spazio; tuttavia anche altre comunità richiedono spazi che non siano una sala circoscrizionale da condividere ogni domenica con altri gruppi.

Dopo l’ascolto il tempo delle promesse. Il PD dichiara di voler passare dalle parole ai fatti. Il sindaco Andreatta dice di aspettare l’esito del ricorso al Consiglio di Stato sulla moschea, trovando soluzioni alternative in caso di respingimento dell’istanza. Inoltre il Sindaco promette di trovare nuove aree da destinare urbanisticamente a “attrezzature religiose” (sigla AR). Staremo a vedere. Il primo passo comunque sembra buono.