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San Camillo e centri commerciali, il graffio di QT

“Non rispettano livelli accordi sindacali, livelli delle prestazioni, programmi concordati. E, tenendo in ostaggio 250 dipendenti e migliaia di pazienti, vogliono sempre più soldi, senza far vedere i bilanci. Finora glieli hanno dati”. Così, a novembre 2009, QT presentava un’inchiesta dura ma documentata sulle storture nel funzionamento dell’ospedale San Camillo, clinica convenzionata con la Provincia di Trento. È notizia delle scorse settimane che la Provincia sta ora pensando di acquisire la struttura, per riportarla ad adeguati livelli qualitativi, smettendo di finanziare una realtà che non rispetta gli standard concordati, risultando oltretutto economicamente in passivo.

Sempre nelle scorse settimane il Consiglio Provinciale ha stoppato il progetto del mega centro commerciale di Lavis. Con l’inchiesta “Benvenuti a Centerland” del mese scorso, QT aveva denunciato la proliferazione in Trentino di numerosi centri commerciali sproporzionati e in aree già affollate di strutture per la vendita, focalizzando soprattutto sulla vicenda di Lavis. Adesso, per fortuna, almeno su quest’ultimo progetto si torna indietro, benché altri mostri, in primis quello di Mori, siano salvi.

Per quanto piccolo, per quanto esca ogni mese e non ogni giorno, ci piace pensare che il nostro giornale sappia incidere sulla realtà trentina, contribuendo, talvolta, anche a modificarla: il massimo obiettivo per una testata giornalistica come QT. E nessuna intimidazione da parte di chi, di volta in volta, si vedaostacolato dalle nostre inchieste potrà soffocare il nostro impegno. Ci riferiamo alla querela che di recente proprio l’ospedale San Camillo ha sporto ai danni degli autori dell’inchiesta sopracitata. Una delle tante querele arrivate a QT nella sua trentennale esistenza, senza che il nostro tentativo di dire quello che gli altri non dicono ne sia mai stato minimamente condizionato.