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Arrivano i sessantottini!

Cioè i nati nel ‘68, che ormai dominano il Consiglio comunale

La sindaca Christine Oppitz-Plörer.

Quando il vicesindaco popolare Eugen Sprenger (67 anni), dopo trent’anni nel Consiglio, il 25 marzo prese la parola in aula per l’ultima volta per dire addio ai colleghi, si capiva che era finita un’era. L’ultimo dei dinosauri si era dimesso, un mese dopo le dimissioni della “dama di ferro” Hilde Zach, che se n’era andata, un po’ a sorpresa (riguardo alla fretta, non al fatto in sé), già in febbraio.

C’era una volta, nel non tanto lontano 1980, quando il nostro entrò nel Consiglio come giovane turco democristiano, un’assemblea con due donne su 40 consiglieri, piena di venerabili uomini ultrasessantenni guidati dai patriarchi dei loro partiti, con i democristiani come maggioranza inamovibile, quasi per legge divina, e con un vicesindaco socialista che non disdegnava essere definito un chierichetto dell’allora sindaco “olimpico” Lugger. Il quale, quando qualcuno osava chiedere un dibattito prima di un voto, era solito troncare tanta audacia con un secco “Non disturbare la democrazia”, cioè il manovratore. Così un ordine del giorno composto da 40 punti veniva sbrigato in un paio d’ore. Il sindaco e il suo vice si erano messi d’accordo, “in camera caritatis”, naturalmente per il bene comune, e allora che bisogno c’era di far finta di discutere? Mentre oggi, quando una seduta finisce prima di notte inoltrata, tutti si meravigliano.

L’ex vicensindaco Eugen Sprenger.

Ora, non solo Innsbruck ha in Consiglio una percentuale femminile del 38 per cento; ha anche, per la seconda volta, e unica città fra le capitali regionali dell’Austria, una sindaca. E al vertice ci sono i quarantenni invece dei sessantenni. La sindaca (della lista civica “Per Innsbruck”) ed il suo primo vice (popolare) sono nati nel 1968, il secondo vice è un giovane di appena 36 anni. Senz’altro il leading team più giovane di tutte le città austriache. E sì che una volta si diceva che i tirolesi non sono considerati maggiorenni che quando hanno passato i 40 anni...

Però essere donna non basta come programma, ed essere giovane idem. Cosa cambia, dunque, con la nuova gestione, che chiede di essere confermata dagli elettori nella primavera del 2012?

Di nuovi atteggiamenti nelle politiche della pianificazione territoriale, o nel settore dell’educazione, abbiamo già parlato sul numero di gennaio.

Inoltre, questa nuova leva popolare alla quale appartengono sia la nuova dirigenza della lista “Per Innsbruck” che il nuovo vice-sindaco (e capo del partito cittadino) popolare è cresciuta, politicamente, in un ambiente dove l’ecologia non era più un lusso per alcuni intellettuali, ma entrava in ogni discorso politico rispettabile; un ambiente dove un partito verde già faceva parte integrante del quadro politico e non era più un gruppo extraterrestre da esorcizzare con l’acqua benedetta. (Per la Zach, i verdi erano ancora una “malattia infantile”, sebbene inevitabile come forza politica in una città universitaria).

Nel decennio del loro apprendistato politico, hanno vissuto un Consiglio che discuteva su tutto e che a volte usava anche cambiare idea (e maggioranza) come conseguenza di un dibattito approfondito. Altro che maggioranze prestabilite dai mandarini prima di ogni dibattito!

Per questa nuova leva, “destra” e “sinistra” esistono ancora (speriamo), ma non come due mondi che si escludono a vicenda, come due visioni escatologiche contrapposte. Sanno che, al di là dell’alternativa fra guerra civile o ferrea “grande coalizione” della co-gestione, ci sono ancora altre, multiformi costellazioni possibili.

Tanto per dare un piccolo esempio: la neo-sindaca Oppitz-Plörer ha sorpreso i suoi partners di coalizione (popolari tradizionali e socialdemocratici) quando, con grandissima naturalezza e leggerezza, la sua lista ha fatto passare, contro il resto della coalizione, una mozione dell’opposizione verde che chiedeva l’istituzione di una commissione di controllo che dovrà accompagnare la gestione dei futuri giochi olimpici dei giovani (Youth Olympic Winter Games) del 2012, ricordando bene il disastro economico degli europei di calcio del 2008.

Se ne vedranno delle belle, nei prossime due anni in vista delle elezioni. La coalizione di governo esiste, ma soltanto come asse portante, non più come logica ferrea da difendere, costi quel che costi.