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Bookship

Installazione di Osvaldo Maffei. Fotografie di Marco Saccani.

Non è facile fare arte in Trentino e per tanti motivi. Ma tutte le ragioni riconducono alla nostra realtà di Provincia “bella e addormentata”, in cui l’immobilismo mentale e culturale genera benessere economico e profonda insoddisfazione emotiva. E così i pochi artisti trentini, o presunti tali, sono sempre quelli, una setta autoreferenziale e ammanicata coi due quotidiani locali e che fuori dalle montagne nostrane nessuno conosce. E così succede spesso di non accorgersi che qualcuno che ha qualcosa da dire ce l’abbiamo anche qui.

Ma Osvaldo Maffei, uno che dice tanto da tanti anni, è un artista stanco. E ce lo racconta con la sua arte, profonda e mai urlata, e una istallazione temporanea, una barca carica di libri, “Bookship. Tiriamo i libri in barca” (Nogaredo, Palazzo Candelpergher). Il fotografo Marco Saccani, attraverso le belle foto appese attorno alla barca, ha documentato la costruzione dell’istallazione. Libri, barca, foto. Tutto ciò viene prodotto dall’albero, uno degli elementi più caldi della natura.

Osvaldo, raccontaci “Bookship”, la barca carica di libri.

“Tirare i remi in barca mi è costato molto. Questa installazione mi è costata una grande fatica emotiva, forse perché in essa vi è una forte componente autobiografica o forse perchè sono stufo di fare arte.

I libri poi sono parte del mio archivio personale, che è stato rivoltato per la selezione dei testi da utilizzare. Tutto ciò ha fatto emergere un passato di ricordi ed emozioni che abbracciano 30 anni della mia esistenza. Con tutto quello che ne consegue. Non nascondo che in questa istallazione c’è una certa ironia verso la cultura ufficiale, quella che vede nell’accumulo di testi e materiali e conoscenze il fine, tralasciando il contenuto dei testi e l’arricchimento che questo porta alle persone.

La cosa più difficile è stato proprio lo sforzo di tenere chiusi quei libri. Di metterli in una barca. Stranamente c’è del tragico in quest’opera”.

Stranamente ma non troppo, perchè nelle opere di Osvaldo Maffei il drammatico convive sempre con l’elemento ironico e spesso spiazzante. Il grande garbo e l’eleganza, uniti al saper vedere le cose della vita da una angolazione unica, non conformata al sentire comune, eppure così vicina, accomunano Maffei a un altro artista trentino, il poeta Angelo Magro. Di entrambi, capaci di vedere oltre la siepe (o le montagne) consigliamo di approfondire l’opera.

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