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Pulizie di primavera

Callista & Mafalda

È primavera, svegliatevi bambine... È proprio vero, con l’arrivo dei primi caldi noi donne veniamo colte dal sacro fuoco della voglia di novità. Tutto ciò che ci ricorda l’inverno ci fa schifo. I maglioni? Tutti lavati, stirati e impacchettati rigorosamente sottovuoto e relegati in soffitta o nelle profondità dell’armadio. Gli stivali? Siamo così stufe di portarli che ci piacerebbe passare alle infradito già a marzo. Le seratine a casa sul divano, sotto la coperta, davanti alla tv con una montagna di popcorn e una litrata di tisana bollente? Cose da anziani. Si esce e via agli aperitivi all’aria aperta. Il fidanzato? Ah no... Quello è quattro stagioni e ci tocca tenerlo.

Questa voglia di trasformazione tocca anche l’aspetto fisico, infatti tutte le donne (tranne quelle antipatiche perché magre di costituzione) in questo periodo sono a dieta. Ma di questo drammatico aspetto abbiamo già parlato e visto che tanto il ridotto apporto calorico non porta ai risultati sperati, ci si butta sul rinnovamento di casa. Ora, non è che tutti possano permettersi, ad ogni cambio di stagione, di cambiare arredamento e suppellettili. Quindi ci si accontenta di poco. Si compra una tovaglia colorata, un cactus per dare un tocco di verde al soggiorno, delle lenzuola nuove. Per il resto si va di grandi pulizie e “giramento” di mobili nonché di palle dell’uomo di casa, che è costretto (con il ricatto più antico del mondo) a sorbirsi il lavoro pesante.

Momento di outing: noi donne in questi frangenti ci trasformiamo in esseri riposseduti dall’anima di Mastro Lindo. Nel giro di due ore riusciamo a lavare le tende di casa, sfoderare il divano, ammazzare tutti gli acari a getti di vapore, accanirci contro lo sporco annidato nelle fughe delle piastrelle, smontare il forno e aspirare in tutti i pertugi. Il tutto, ovviamente, vestite in maniera agghiacciante.

Il povero compagno di vita si troverà davanti a una nuova eroina, “l’ammazza zozzo”. Nei telefilm, però, la trasformazione è sempre in meglio, mentre in questo caso si tratta di un processo involutivo senza ritorno: pantaloni della tuta “slamegadi” con vistose macchie di candeggina, maglietta della Sagra della Luganega 1999, mollettone in testa con fascia, ciabatte tipo ortopedico, guanti in gomma gialla fino al gomiti, scopettone in una mano e potentissimo spruzzino di sgrassatore nell’altra. Altro che bacchetta magica di quella dilettante di fata Turchina! Dopo una giornata di lavoro il risultato è una casa scintillante da pubblicità e una donna distrutta dalla fatica e con un conturbante profumo di Wc-Net.

L’uomo di cui sopra, nel frattempo, ha pensato bene di fuggire al bar con gli amici perché non reggeva più il nostro umore da casalinga disperata e magari nel frattempo si è anche fatto l’amante. L’unica speranza è che il fedifrago, tornato a casa, vada a sedersi sul divano trovando al suo posto il cactus. E a quel punto possiamo dire che il cambio stagione è andato a buon fine.

E buona primavera a tutti!

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