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Ambientalismo: progetti a ferragosto?

Con l’avvento dell’era Dellai la Provincia di Trento ha deciso di non dare alle associazioni ambientalistiche un sostegno economico ordinario. Per attingere ad eventuali contributi queste devono fare riferimento all’assessorato alla Cultura e presentare specifici progetti. Una misura che di fatto soffoca l’attività di gruppi liberi da interessi economici e che da anni mettono in difficoltà diverse scelte politiche imposte ai territori. La sola presenza di un associazionismo ambientalista tanto attivo e diversificato nella nostra provincia dovrebbe di per sé rappresentare un progetto, culturale, informativo e di innovazione. Per questo associazionismo è strutturalmente difficile costruire progetti: deve intervenire, giorno dopo giorno, su emergenze ed offrire risposte istituzionali. E anche questi passaggi costano, non solo in termini umani e di tempo, ma anche di denaro.

L’assessore all’Ambiente e vicepresidente della Giunta Provinciale Alberto Pacher ha probabilmente voluto superare questa mancanza di attenzione (la verde Berasi non ci aveva nemmeno provato) e con una lettera del 13 agosto 2010, sì, avete letto bene la data, invitava le associazioni ambientalistiche a partecipare ad un bando “per la realizzazione di iniziative/progetti/interventi di promozione dello sviluppo sostenibile dell’ambiente”. Scadenza? Il 15 settembre.

Una presa in giro? Questo il commento dei dirigenti delle associazioni. Un bando lanciato in pieno ferragosto per impegnare il volontariato a presentare progetti per un valore complessivo di 500.000 euro! Un mese di riflessione per progetti di grande rilevanza che non possono non coinvolgere nel confronto professionisti di alto profilo e che devono possedere requisiti con ricaduta sociale strategica. Le persone sono in ferie, non ci sono i tempi utili per un coinvolgimento democratico degli organismo direttivi. Ed è risaputo che questo associazionismo, per come è stato trattato fino ad oggi, nemmeno possiede le risorse per l’attività ordinaria. A voler pensare male, si direbbe che tutto sia già ben indirizzato e che la lettera estiva rappresenti una tela scenica. Già lacera.