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Il posto al sole di Giacomo Bezzi

“Di lui, in questa rubrica, abbiamo parlato fino alla nausea” scrivevo non più di due mesi fa. Di Giacomo Bezzi, intendo. E allora perché scomodarlo per l’ennesima volta facendo pensare ad una persecuzione? Tanto più che nel mese trascorso è avvenuto un fattaccio come l’infanticidio di Cognola, la cui trattazione giornalistica ha suscitato tante discussioni e meritava dunque di finire in questa rubrica.

C’era anzitutto da premettere che gli abitanti di quel borgo avevano avuto la fortuna che proprio in quei giorni fosse in piena fioritura l’ambaradàn di Avetrana, ché altrimenti sarebbe forse toccato a loro vedersi occupati militarmente da torme di giornalisti e sciami di telecamere. Poi tante altre cose. Sicché avevo diligentemente messo da parte decine di pagine di giornale e incominciato a sottolineare i brani da citare e commentare. Se non che qualche sciagurato (magari io stesso) ha scambiato quel malloppo per inutile cartaccia e ha buttato via tutto. Che fare? Nell’emergenza, mi è venuta in soccorso la mail di un amico che mi segnalava il Giacomo Bezzi come in qualche modo collegato al “Milan Club Isole Canarie”. Da lì è partita una navigazione informatica che mi ha portato in pieno Atlantico, a scoprire alcuni aspetti del versante estero di Bezzi.

Il quale, già attaccante della nazionale di calcio dei parlamentari, è appunto un tifoso milanista, nonché presidente di un Milan Club con sede a Tenerife, dove troviamo anche, in veste di segretario, un Tommaso Bezzi probabilmente suo congiunto. Ma il nostro, come scrivevamo di recente, non ha dimenticato la politica, e, in quanto coordinatore del MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero), “sta aprendo sedi in tutta Europa”, compresa naturalmente la sua Tenerife, dove è presente un consistente bacino elettorale di circa 4.000 italiani. Ma non va dimenticata l’attività sociale di Bezzi, in particolare la Fondazione San Vigilio, da lui promossa 8 anni fa: una iniziativa ispirata “da una esplicita volontà di aprire la realtà locale al confronto con l’esterno e con le diversità” e che “vuole essere metaforicamente paragonata ad un polmone con la duplice funzione di inspirazione ed espirazione che si realizza in una serie di attività che portano all’interno della comunità idee e proposte e propongono all’esterno esperienze e progetti, in un costante esercizio di attività IN (in ingresso) ed OUT (in uscita)”. Nel sito di Bezzi si mostrano alcuni meritori progetti di cooperazione in Brasile e Perù, ma più numerose sono le “iniziative formative”: normali scuole di apprendimento linguistico per giovani turisti, impiantate soprattutto in Inghilterra, ma recentemente anche “under the sun of the eternal spring island of Tenerife”, appunto una “original idea of Hon. Giacomo Bezzi” indirizzata “for the teaching of Cervantes Language”. Lungi da noi il voler malignare: può ben essere che queste normali iniziative imprenditoriali fungano da cassaforte per poi poter installare una condotta idrica in Perù e costruire una stalla in Burundi.

Poi Bezzi, legittimamente, opera anche pro bono suo, ed eccolo - sempre a Tenerife - locatore di una “villa privata con piscina privata, la Casa vacanze residence ‘Un posto al sole’ (Villa Bezzi)”, a 250 metri dal mare, affittabile per 800/1000 euro la settimana.

Come si vede, ci siamo limitati a tratteggiare, senza alcun intento persecutorio, alcuni aspetti meno noti - e sempre meno autonomisti - dell’attività di Giacomo Bezzi; il quale forse presenta qualche, seppur pallidissima, analogia con il nostro Capo del Governo: il Milan, la politica, le iniziative imprenditoriali, la beneficenza... Assolutamente nulla risulta però sul versante Bunga Bunga; ma questo, naturalmente, gli fa onore.