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I comunisti del 2010

Il linguaggio è rimasto lo stesso di quando l’URSS ancora non aveva lasciato il passo all’odierno assetto europeo. Il marxismo è la loro chiave di lettura per comprendere i fenomeni sociali, dalle contraddizioni del capitalismo al suo sbocco prevedibile e previsto in crisi cicliche dalle conseguenze devastanti. Tutto ciò probabilmente contribuisce a far sì che, al congresso fondativo di Federazione della sinistra, spicchino tra il pubblico pochissimi giovani. La nuova creatura politica, composta da Rifondazione Comunista, Comunisti italiani, Lavoro-solidarietà e Socialismo 2000, presentata a Trento il 14 novembre, sembra soffrire di un eccessivo ancoraggio al passato. Rifondazione, che dovrebbe essere la forza trainante del nuovo cartello politico, sembra ancora intenta a leccarsi le ferite provocate da un ideale crollato col muro di Berlino e dall’irrisolto problema del senso di una presenza al governo, su cui si era consumata l’infelice partecipazione al governo Prodi. Per giunta, Sinistra ecologia e libertà, verso la quale serpeggia della rivalità, gode grazie al carisma di Vendola e alla maggior chiarezza sul tema alleanze/governo di un favore che offusca le altre forze a sinistra del Pd.

Il congresso viene aperto da un’approfondita relazione del segretario Francesco Porta, forse il momento più interessante del congresso. Non sfugge ai temi locali, anzi. Critica con puntualità, pur riconoscendone alcuni meriti, la gestione della crisi economica da parte di Dellai: i finanziamenti a pioggia slegati da garanzie occupazionali, lo stato di disagio dei precari, l’incapacità di gestire l’industrializzazione, troppo spesso scollegata dall’innovazione produttiva e indirizzata alla cementificazione selvaggia. Le amministrazioni pubbliche, dal canto loro, subiscono quando non favoriscono l’assalto dei privati al servizio pubblico, specialmente nei servizi sociali. Più tradizionali le intenzioni politiche: rimanere all’opposizione, non porsi il problema del governo, in attesa non tanto del sol dell’avvenir, ma di un’evoluzione del Pd, che si intende stimolare dall’esterno.

Ad ascoltare la lunga relazione, ci sono anche diversi esponenti di Sinistra ecologia e libertà, tra cui il segretario regionale, a testimoniare, pur all’interno di un’ovvia concorrenzialità, un reciproco positivo atteggiamento di apertura. Terminata la lettura, seguono molti interventi, tra cui il più acceso è di Ezio Casagranda, sindacalista della Filcam, che grazie ad una buona dose di passione e a un pizzico di demagogia, strappa un applauso entusiasta dalla platea.