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Silvano is back

Barba fatta, capelli ordinati dalla riga in parte ed un’espressione del volto sempre più simile a quella di un indulgente padre di famiglia. Di un padre che sa perdonare. E torna a casa.

A dire il vero, la PATnon ha mai cacciato di casa Grisenti: semmai è stata da lui sedotta e abbandonata. Prima per l’A22, poi per la scappatella in tribunale. Ma ora l’ex super-assessore si riaffaccia sulla scena pubblica: ed il grande ritorno viene celebrato in pompa magna da l’Adige.

I fatti. L’8 aprile, in concomitanza con la presentazione del Piano urbano della mobilità da parte del Comune di Rovereto, l’Upt lagarina organizza, proprio a Rovereto, un incontro per parlare di mobilità in Vallagarina. In sala sono presenti i sindaci di cinque comuni della zona, esponenti dell’Upt (Mellarini) e dell’opposizione (Giovanazzi), qualche rappresentante del Comune di Rovereto (l’assessore allo sport Frisinghelli). E un “ospite d’onore”, come lo definisce l’Adige: Silvano Grisenti.

Il Trentino e il Corriere del Trentino riservano all’evento un’attenzione sobria, limitandosi a riportare la notizia. Il quotidiano di via delle Missioni Africane, invece, strafà, dedicando, per tre giorni consecutivi, mezza pagina all’incontro: il 7 aprile (preparazione), l’8 aprile (cronaca) e il 9 aprile (celebrazione). E quello che poteva essere un incontro tecnico sulla viabilità in Vallagarina diventa così un “incontro politico in piena regola”, nel corso del quale un Grisenti che mostra “di aver mantenuto intatto tutto il suo carisma” fornisce “la sua ricetta per tutti”.

Ai cronisti de L’Adige, sembra di intuire tra le righe, non dispiace affatto il Grisenti ruspante e un po’ selvatico che non le manda a dire, agisce (magari saltando qualche noioso passaggio burocratico) e poi sorride bonario e rassicurante. Il Grisenti che attacca Pacher (sul progetto Metroland: “Oggi non possiamo dire ideologicamente di no alle strade per dire alla nostra gente che la soluzione è la ferrovia”) e Miorandi (“Il Comune di Rovereto pensa solo a se stesso”) e propone la sua soluzione: potenziarela Sp90.

Logico che Grisenti, da “uomo del fare”, se la prenda con Pacher, che occupa oggi l’assessorato che fu suo. (Sebbene sparare su Pacher, al momento, non sia nemmeno come sparare sulla Croce Rossa, che al confronto, è un corpo speciale dell’esercito israeliano.) Attaccare Miorandi ha invece un sapore diverso: facendolo, Grisenti sembra ammiccare ai sindaci lagarini che, frustrati dall’inevitabile peso che Rovereto ha nell’orientare le politiche della valle, individuano nel suo sindaco un antipatico avversario. Se davvero, come suggerisce sornione l’Adige, Grisenti è stuzzicato dal pensiero delle Provinciali 2013, queste potrebbero essere le prime schermaglie di una lunghissima campagna elettorale. Già scontratosi con il suo mentore Dellai su Metroland (febbraio 2011), l’ex assessore potrebbe far partire “qualcosa di molto importante”, come lui stesso dice, proprio dal supporto di quelli che definisce “i tanti amici a Rovereto”.

Le condanne, del resto, si sa, creano popolarità. E, fino a un certo punto, moltiplicano le preferenze. Senza scomodare l’inqualificabile premier, basti pensare al campione di tangenti Mario Malossini, che alle Provinciali 2003 toccò quota 13750. Chissà che Grisenti non riesca quindi a capitalizzare le sue disavventure giudiziarie, facendo per di più dimenticare, da vittima, quella fastidiosa storia della “magnadora”, per la quale alcuni anni fa era diventato il paria della politica trentina.

Intanto, ci assicura l’Adige, riesce a convincere la platea (dalla memoria corta) “con parole chiare e dirette, com’è nel suo stile ben noto in tutto il Trentino, dimostrando di non aver perso il suo appeal”; o almeno di averlo guadagnato sull’altrettanto immemore quotidiano.