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Distruzione del carcere, Cronologia

Ottobre 1993: La Commissione Beni Culturali, dopo un sommario sopralluogo esterno e senza alcuna consultazione della documentazione storica, decide che l’edificio del carcere di Trento "non riveste interesse storico-culturale" e viene quindi svincolato da qualsiasi tutela.

Maggio 2001: La stessa Commissione, dopo un approfondito studio storico e documentale, decreta che l’edificio del Tribunale (contiguo al carcere, progettato e costruito congiuntamente) riveste particolare significato storico-artistico.

Il complesso del tribunale (a sinistra) e carcere (a destra) di Trento.

Primavera 2003: L’arch. Luca Beltrami viene incaricato di redigere una ricerca storica sul Palazzo di Giustizia. Beltrami approfondisce l’interazione tra il primitivo progetto di Liberi e quello definitivo di Schaden (bello e stimolante argomento che qui non possiamo trattare); illustra il panorama culturale-artistico in cui si inserisce la realizzazione; e sottolinea come non si possa differenziare il carcere dal tribunale, perché i due corpi "sono stati progettati e realizzati in modo unitario" (Carcere di Trento: perché distruggerlo? ).

Novembre 2003: Le risultanze dello studio di Beltrami portano la Provincia a chiedere al Servizio Beni Culturali un ulteriore accertamento sul valore storico del manufatto. Ma questo si limita a ribadire la valutazione espressa nel ’93. 

2005: Viene indetto un concorso per il nuovo Polo giudiziario, da realizzare al posto delle carceri. Ai concorrenti viene fornita una piantina in cui, al posto del carcere, c’è uno spazio vuoto. L’arch. Beltrami pubblicamente si rammarica per questa scelta, che evidentemente postula la decisione di radere al suolo l’edificio. 

2006: Il concorso per il Polo Giudiziaro viene vinto dall’arch. Pierluigi Nicolin: prevede l’abbattimento del carcere e la costruzione di nuovi edifici in vetro-cemento. 

Marzo 2007: Italia Nostra solleva il problema presso il Servizio Beni Culturali. Il sovrintendente Flaim conferma il giudizio del ’93. 

Ottobre 2007: Su Repubblica Piero Citati solleva il caso. Lorenzo Dellai replica con un’intervista in cui sostiene come, al contrario del tribunale, nel carcere "il valore architettonico sia stato compromesso da tutta una serie di modifiche e manomissioni". E’ falso: QT (Il carcere di Trento e le bugie di Dellai) pubblica estratti della ricerca di Beltrami in cui si evidenzia che caso mai è stato il Tribunale a subire modifiche, il carcere è invece integro.

Febbraio 2008: Il caso è ormai nazionale. Italia Nostra e FAI indicono una tavola rotonda sul tema.