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Una biblioteca da salvare

Paolo Mayr e Salvatore Ferrari

Abbiamo appreso dagli organi di stampa la notizia della demolizione della Biblioteca comunale di Cles, già prevista nel prossimo lunedì (25 febbraio). La notizia ci è stata confermata dagli uffici tecnici comunali. Condividendo la presa di posizione dello storico dell’arte Roberto Pancheri - pubblicata da l’Adige – con la presente siamo a chiedere la sospensione dell’abbattimento, in quanto riteniamo l’edificio ampiamente meritevole di tutela.

Trattasi, infatti, di un fabbricato del 1905-1907, che ben esemplifica una delle principali tendenze architettoniche/artistiche del tempo. L’autore, Emilio Paor (1863-1935), è sicuramente un importante e riconosciuto esponente della corrente storicista, di gusto italico, come dimostrano i numerosi lavori da lui progettati e realizzati nel territorio trentino. Tra questi, citiamo a mo’ di esempio, limitandoci alla città di Trento: il palazzo della Filarmonica, la ex bagni e cucina popolare di piazza Garzetti, l’ex-cinema Manzoni (ora sala Manzoni della Biblioteca comunale), la Camera di Commercio, la chiesa del Santissimo, il restauro e rifacimento della facciata della chiesa di Santa Maria Maggiore, edifici salvaguardati, tutelati ed oggetto di accurati restauri.

Nell’opera di Paor l’edificio di Cles, progettato come panificio consorziale, rappresenta un importante esempio di architettura funzionale, perfettamente adeguata allo scopo. Per questi motivi chiediamo il ripensamento delle decisioni già prese, in modo da salvare questo tassello della storia architettonica, urbanistica, economica della città di Cles.

 

* Presidente e vicepresidente di "Italia Nostra"

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